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Dietro le quinte di Pompei di Paul W.S. Anderson

Attualità, Featurette

18/02/2014

Paul W.S. Anderson torna al cinema il 20 febbraio con il kolossal Pompei, interpretato da Kit Harington, Carrie-Anne Moss, Emily Browning, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Jessica Lucas, Jared Harris e Kiefer Sutherland. Il celebre regista della saga di Resident Evil fa una pausa dai morti viventi e virus letali, ma anche dalla moglie e collega Milla Jovovich, per portare sul grande schermo una delle più epiche tragedie che ha sconvolto il mondo antico. Ambientato nella Pompei del 79 d.C., il film segue Milo, uno schiavo diventato un gladiatore forte e invincibile, che si ritrova a lottare contro il tempo per salvare la donna che ama, Cassia, figlia di un ricco mercante della città. Quando il Vesuvio esplode, tutto si fa più difficile e bisogna lottare per la propria vita, ma anche per quella degli altri. 

E’ famoso in tutto il mondo quello che accadde a Pompei, la città adagiata sulla baia di Napoli. Nel giro di 24 ore un disastro naturale di enormi proporzioni portò distruzione e sofferenza, ma lasciò la città e i corpi dei suoi abitanti perfettamente integri sotto la coltre di lava e ceneri eruttate dal vulcano. Il regista ha confessato di essere affascinato da questa storia fin dai banchi di scuola e, con il socio Jeremy Bolt, è riuscito a realizzare questo film, dopo tante ricerche e documentazioni. “Unisce una straordinaria abilità visuale ad una formidabile competenza tecnica e un grande amore per la storia” dichiara BoltI realizzatori del film hanno cercato di rendere tutto molto verosimile e curato nei dettagli, con l’aiuto di un esperto di quel particolare periodo storico che ha offerto la sua disponibilità e i suoi preziosi consigli. “Vedrete bombe di lava, bufere di cenere e un fiume di materiale piroclastico, sostanzialmente vapore bollente che si muove a grande velocità e incenerisce tutto quello che trova sul suo percorso. E prima potrete assistere ad un sensazionale combattimento tra gladiatori e una guerra in Britannia, il tutto condito con grandi emozioni e una straordinaria storia d’amore” dichiara Anderson, creando sicuramente grandi aspettative per Pompei. Questa città era considerata a quel tempo una meta vacanziera per l’Impero romano e la sfida più grande per il team creativo è stata quella di ricreare la città all’interno dei Cinespace Studio di Toronto, con una perfetta coordinazione dei vari reparti: scenografia, costumi ed effetti visivi. Il Direttore della Fotografia Glen MacPherson e lo scenografo Paul Denham Austerberry, insieme alla costumista Wendy Partridge e il supervisore degli effetti visivi Dennis Berardi, hanno lavorato a stretto contatto con il regista per un lavoro meticoloso e preciso.

Gli effetti in CG sono ridotti al minimo per donare maggiore realismo al film che, seppur epico deve mantenersi ancorato alla realtà, perché comunque si racconta un fatto realmente accaduto e i realizzatori non volevano scadere nel classico blockbuster film di fantascienza. “Ci siamo ispirati alle pitture murali del XIX secolo trovate durante gli scavi. I graffiti che si vedono lungo le strade del mercato nel nostro set sono basati su veri graffiti, soprattutto di argomento politico, scoperti e documentati durante gli scavi”. ha sottolineato Austerberry. Egli ha costruito circa 30 set per il film, come l’anfiteatro, la villa di Severo, le strade, e il foro. Poi Berardi ha ampliato i vari set, aggiungendo gli effetti drammatici dell’eruzione del Vesuvio nel terzo atto. E, per formare il background degli effetti digitali, essi hanno utilizzato la vera città di Pompei, dove il regista e la sua squadra sono stati mesi prima delle riprese per fare foto e video e avere il materiale necessario per la ricostruzione fedele dei luoghi.

Pompeii è girato in 3D, una tecnica ormai utilizzata da tempo da Paul W.S. Anderson che ha affermato: “E’ un grande strumento che aiuta a raccontare la storia. Funziona benissimo per le battaglie e l’architettura del periodo. La difficoltà maggiore è tenere la produzione in movimento come una ripresa normale. Ci sono molti più dispositivi da tenere sotto controllo, ma abbiamo sviluppato un metodo efficace e veloce”. Oltre alla scenografia e gli effetti speciali, in questo film sono importanti i costumi, molto elaborati e affascinanti, e i combattimenti, coordinati da Jean Frenette, lo stesso che ha curato quelli di 300 e Immortals. Gli attori, affiancati da stuntmen esperti si sono scontrati nelle arene con estrema abilità.

Scritto da Letizia Rogolino
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