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Dietro le quinte di Poltergeist, da Steven Spielberg a Sam Raimi

Attualità, Featurette, Personaggi

02/07/2015

Sam Raimi, il regista di Spider-man e La Casa, riporta sul grande schermo un cult del cinema anni ’80, Poltergeist, scritto da Steven Spielberg e diretto da Tobe Hooper. Per questa nuova versione Raimi si avvale della collaborazione del regista Gil Kenan che ha firmato il film d’animazione Monster House, per raccontare la storia di una famiglia la cui casa è infestata da presenze malvagie e demoniache. In particolare la figlia più piccola viene imprigionata dalle terrificanti apparizioni e i suoi cari devono tentare di tutto per salvarla e riportarla alla vita normale. La sceneggiatura è opera del premio Pulitzer David Lindsay-Abaire, mentre nel cast troviamo Sam Rockwell, Rosemarie DeWitt, Jared Harris e Jane Adams

Un remake rappresenta sempre una sfida per un regista, ma in questo caso un vero simbolo del cinema del paranormale è stato messo nelle mani di un grande artista del grande schermo come Raimi seppur in veste di produttore, e la scelta di aggiungere la tecnologia 3D è stata sicuramente un qualcosa in più che ha reso interessante questo film. “L’arte della creazione della suspense è fatta di tempi, di modo di porgere e di saper giocare con le aspettative del pubblico” ha detto Raimi, incoraggiando poi il giovane collega dietro la macchina da presa: “Gil è diventato un maestro in questo, e penso che Poltergeist terrà davvero il pubblico col fiato sospeso”. Come dimenticare la scena della bambina bionda davanti ad un luminoso televisore nell’originale del 1982, che ha reso il film un’avventura paranormale ed inquietante che ha coinvolto pienamente il pubblico. Maddy si collega con l’aldilà attraverso la televisione e questa è una delle poche scene che gli autori hanno voluto riproporre come nel primo film. Tuttavia nel film del 1982 la figlia era contattata esclusivamente attraverso la tv, ma oggi il poltergeist comunica mediante molti dei dispositivi elettronici disponibili, come smartphone e tablet.

Il nuovo Poltergeist passa dall’agiatezza economica degli anni ’80 al modernissimo sobborgo residenziale nell’Illinois, dove i personaggi presentati cercano di vivere la loro vita tranquilli e non sono pronti agli eventi assurdi che li aspettano tra quelle mura. Il soprannaturale ovviamente porta a sfidare la realtà, soprattutto per quanto riguarda gli effetti speciali, che in questa occasione sono stati chiamati più volte in campo. “La mia scena preferita è quando vengo trascinato per tutta casa dal poltergeist” ha raccontato il giovane Kyle che ha girato molte scene acrobatiche, per cui i tecnici hanno costruito anche un set verticale. Il 3D, inoltre, intensifica il terrore e l’emozione del nuovo Poltergeist, mentre il film originale coglieva un punto di vita stilizzato, quasi teatrale. “Per me era importante raccordare il materiale con una serie di strumenti più oscuri che facessero piazza pulita della teatralità e trovare qualcosa di più basso, oscuro e terrificante” ha raccontato Kenan, che infatti tiene la cinepresa in continuo movimento, catturando ogni sussulto, come spesso accade nel cinema di oggi. “Il look di questo film è fantasy, ma in un ambiente naturale, il che lo rende più spaventoso” ha aggiunto Javier Aguirresarobe, cineasta di fama mondiale che ha lavorato alla saga di Twilight e al film The Others. La magia degli effetti speciali è stata opera di Alison O’Brien, soprattutto per la resa dell’altra dimensione che si raggiunge tramite il portale dal guardaroba di Maddy. Per creare quest’ultimo O’Brien ha voluto un piccolo studio famoso di Parigi che ha progettato una nuova tecnica di ripresa, che utilizza l’orientamento orizzontale e quello verticale. 

Lo strumento più interessante dal punto di vista tecnologico in Poltergeist è un drone giocattolo che Eric compra a Griffin ad inizio film. Un piccolo quadricottero che monta due cineprese, pilotato con uno smartphone o un tablet, che è stato incluso del film, ma usato poi anche dietro le quinte per delle inquadrature nuove ed uniche. Tuttavia la cosa interessante ed inquietante allo stesso tempo, è stata la presenza di poltergeist sul set anche a cineprese spente. Infatti la produzione avrebbe persino chiamato una veggente di Cleveland di nome Brenda Rose, per connettersi al paranormale e cacciare degli spiriti indesiderati che mettevano i bastoni tra le ruote al film. “Il modo in cui gli spiriti manifestano la loro presenza cambia da spirito a spirito; qualche volta è solo qualcosa all’angolo dell’occhio e altre volte è qualcosa che cerca concretamente di attirare la tua attenzione”. Di seguito un video che mostra il dietro le quinte del film originale del 1982.

Scritto da Letizia Rogolino
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