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Dietro le quinte di Mr.Peabody e Sherman

Attualità, Featurette

11/03/2014

Il prossimo 13 Marzo arriva al cinema Mr. Peabody e Sherman, il nuovo film d’animazione della Dreamworks, diretto da Rob Minkoff, che racconta la curiosa e simpatica avventura del cane più intelligente del mondo che inventa il Tornindietro, ovvero una macchina del tempo, con la quale lui e il suo figlioccio Sherman scatenano il caos, insieme alla compagna di scuola di quest’ultimo, Penny Peterson. 

Anche se al centro del film è il rapporto fra padre e figlio, Mr. Peabody & Sherman è una commedia avventurosa che unisce la fantascienza, personaggi interessanti e originali, con dialoghi  brillanti, forse anche troppo per un pubblico di piccoli spettatori. In un film d’animazione ovviamente non si può fare i complimenti al cast, ma alla squadra di animazione, che con l’uso di computer e software sempre più sofisticati, rende possibile l’impossibile, donando emozione e sentimento a soggetti artificiali. Il regista Minkoff definisce infatti i suoi personaggi “attori con i computer” aggiungendo che “Sono veri attori. Prendono i modelli dei personaggi tridimensionali e li portano in vita. Devono entrare nella testa, nel cuore, e nell’anima dei personaggi per capire chi sono e come dovrebbero comportarsi”. Il film si ispira alle serie animate dei primi anni ’60 Rocky and His Friends e The Bullwinkle Show prodotte da Jay Ward e, in particolare Mr. Peabody e Sherman facevano parte del segmento Peabody’s Improbable History, creato da Ted Key.

Mr. Peabody è un cane, ma anche uno scienziato, un maniaco del lavoro, un genio, un premio nobel e ha vinto persino due medaglie olimpiche. Infatti gli animatori lo rappresentano come un bipede, non come un animale a quattro zampe, nonostante mantenga alcuni dei comportamenti tipici dei cani, quelli più istintivi. Jason Schleifer è il supervisore capo del reparto animazione per quanto riguarda i personaggi e, parlando della sua esperienza per questo film, ha dichiarato: “Ho osservato il comportamento dei miei figli per vedere come reagiscono in certe situazioni e ho scoperto alcune loro caratteristiche interessanti che mi sono servite per rendere Sherman più autentico ed aggiungere veridicità alle sue vicende e alla sua trasformazione”. Realizzato interamente con l’animazione GC di ultima generazione e con il 3D, il film conserva il fascino dell’originale, rendendo omaggio allo show televisivo omonimo. Infatti anche negli ambienti e nella scenografia si notano alcuni particolari che riportano proprio agli anni ’50, come l’arredamento dell’attico di Peabody, mentre i viaggi nel tempo permettono di presentare particolari artistici di ogni periodo storico, dal Rinascimento italiano alla Francia del 18° secolo, fino alla corte di Maria Antonietta.

Un vero e proprio protagonista del film è il Tornindietro, un prodotto molto tecnologico, i cui ronzii e rumori provengono dal sistema computerizzato che denuncia il fatto che l’oggetto possa avere una propria mente. La macchina prodigio, con pulsanti di accensione e sedie retraibili, è un mistero un po’ per tutti, anche per i creatori. Ma è fondamentale per trattare il tema del viaggio temporale al centro del film, al quale il regista teneva particolarmente: “Se avessi una macchina del tempo tornerei indietro per inventare la cerniera lampo e diventare ricchissimo” ha affermato scherzando.

Scritto da Letizia Rogolino
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