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Dietro le quinte di Mad Max: Fury Road, stuntman, armi e sequenze d’azione esplosive

Attualità, Featurette

14/05/2015

Preparatevi, dal 14 Maggio le sale italiane saranno invase dalla furia e dalla follia di Mad Max: Fury Road, il nuovo film di George Miller che riporta sul grande schermo il leggendario personaggio della trilogia originale degli anni ’80. Al posto di Mel Gibson, Tom Hardy veste i panni del protagonista, al fianco di Charlize Theron che interpreta l’Imperatrice Furiosa, per un’avventura esplosiva e travolgente, che non lascia indifferenti. Siamo 45 anni dopo la fine del mondo e Max Rockatansky vaga per il deserto, in compagnia soltanto delle sue ossessioni del passato. Muoversi da solo è, secondo lui, l’unico modo per sopravvivere, almeno fino a quando non viene catturato dalla gente del violento Immortan Joe. Tuttavia il suo temperamento lo porta ben presto a ribellarsi, ma nella fuga viene coinvolto da Furiosa, che tradisce il suo popolo per salvare alcune potenziali “madri”, sfruttate da Immortan Joe per assicurare una prole sana e forte. Come per i primi film, Miller mantiene viva e centrale la narrazione visiva in Mad Max: Fury Road, coinvolgendo per la sceneggiatura tre figure esperte: Brendan McCarthy, autore di fumetti e grafico, Peter Pound, appassionato ed esperto di motori e Mark Sexton con una formazione scientifica e artista dello storyboard.

Questo film così particolare e innovativo, ha sicuramente alle spalle un processo creativo insolito e originale, tra il coinvolgimento di circa 150 stuntman al giorno, 150 auto, moto e camion, 65 performers etc… Mentre all’inizio Miller aveva pensato di usare solo una macchina da presa, sul set la squadra operativa ha invece impiegato circa quattro macchina Arri Alexa Plus e altre quattro Arri M Steadicams che erano attive simultaneamente per rendere al meglio il coinvolgimento nell’azione, incluse le riprese aeree e gli scontri tra le vetture ad alta velocità. Il ritmo incessante ed esplosivo dl film, richiede una piena collaborazione tra i vari dipartimenti impegnati nella produzione e sul set. Oltre ai costumi curati da Jenny Beavan, alle coreografie delle scene d’azione e degli inseguimenti, molto presenti sono le armi di vario tipo, grandezza ed effetto. Per costruire quest’ultime sono stati riciclati materiali di ogni genere, dalle lattine, agli pneumatici e tubature e i War Boys, seguaci dello spaventoso Immortan Joe, utilizzano armi derivate da lance fornite di granate artigianali, simili a quelle usate in trincea. Nonostante il grande numero di stunt-man che sono stati coinvolti nella lavorazione del film, importante è precisare che Tom Hardy ha realizzato gran parte delle scene più pericolose in prima persona, compresa la sequenza dello sfortunato tentativo di fuga dalla Cittadella all’inizio del film.

La scenografia è composta principalmente da paesaggi aridi ed estesi che formano la cosiddetta Terra Desolata, ovvero quello che ormai è rimasto del nostro pianeta dopo avvelenamento dell’aria e dell’acqua, e la fine della vita. La location scelta per girare Mad Max: Fury Road è stata prima l’Australia e poi la Namibia, poiché il regista e la sua troupe avevano bisogno di un luogo pianeggiante, desertico, con poca vegetazione e dei canyons, in grado anche di accogliere le varie infrastrutture per l’unità di riprese. Oltre ai personaggi ben caratterizzati e intriganti, i veri protagonisti di questo film sono i mezzi di trasporto, dalle moto alle macchine, con i camion e altre vetture corazzate e potenti. Colin Gibson ha curato questo aspetto, costruendo queste fuoriclasse con materiale di recupero, con richiami ai modelli degli anni ’40 e ’80 per mantenere un certo stile ricercato ed accattivante.

Scritto da Letizia Rogolino
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