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Dietro le quinte di Ender’s Game

Attualità

28/10/2013

Ender’s Game, il nuovo film di fantascienza scritto e diretto da Gavin Hood, arriverà nelle sale italiane il prossimo 31 Ottobre, interpretato da Asa Butterfield, Harrison Ford, Viola Davis e Sir Ben Kingsley. Il film, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Orson Scott Card del 1985, racconta l’avventura del giovane Ender Wiggin che frequenta una scuola militare all’interno di una stazione spaziale, dopo che la Terra è stata attaccata dai Formics, una specie di scorpioni che abitano un pianeta vicino. I sopravvissuti si devono preparare alla guerra decisiva per difendere il loro pianeta e gli ufficiali della Flotta Internazionale pensano che Ender possa essere il potenziale salvatore della specie umana. In attesa di gustare il film in sala, vi proponiamo un’interessante featurette della Summit Entertainment che getta uno sguardo dietro le quinte del film, ricco di effetti visivi mozzafiato che trasportano lo spettatore in un’altra dimensione. E’ interessante avere un'idea del lavoro che c’è dietro ad un prodotto cinematografico così complesso e originale, in cui la fantascienza fa da cornice ad una vera e propria storia di formazione. Gli artisti degli effetti speciali di Ender’s Game hanno cominciato a lavorare tre anni prima che iniziassero le riprese, spendendo circa 3.000 ore su ogni dettaglio delle scene.

Non è stata un’impresa semplice portare sul grande schermo il suggestivo immaginario di Card, descritto con cura nelle pagine del romanzo, ma Hood ci è riuscito, regalando allo spettatore un film intrigante, costruito su una trama complessa e coinvolgente, che unisce i drammi e i conflitti interiori di un giovane ragazzo sommerso di responsabilità e la magia e la forza dirompente di effetti visivi che fanno amare la fantascienza in tutte le sue forme. Il film è stato un’esperienza interessante ed unica per il regista e il cast, poiché gran parte delle scene sono state girate in una serie di depositi della NASA a New Orleans, tra cantieri missilistici e vari locali dell’industria spaziale, che affascinano da sempre tutte le generazioni. Il cast, dai più giovani come il protagonista Asa Butterfield, fino ai professionisti come Harrison Ford e Ben Kingsley, hanno potuto contare sull’aiuto e la disponibilità di reali astronauti, che hanno spiegato loro la sensazione dell’assenza di gravità e altri interessanti curiosità.

Molte scene del film riguardano la simulazione delle battaglie attraverso un esercizio - gioco in cui delle squadre si affrontano sparando con delle pistole paralizzanti, fluttuando all’interno di un enorme sfera di vetro di 100 metri di diametro con all’interno grandi stelle metalliche da utilizzare come riparo dal nemico. Hood ha studiato la soluzione migliore insieme allo scenografo Ben Procter, concept art director di Avatar e art director di Transformers 3. All’interno di questa sfera è stato poi utilizzato il “lollipop”, uno strumento creato appositamente per il film, che appare come un braccio sospeso e controbilanciato, con un anello da un lato, che permette all’attore di sedersi e muoversi in qualunque posizione, mentre un altro anello all’altra estremità, è usato dalla troupe per muovere l’attore come una marionetta. Ender’s Game ha tutte le carte in regola per diventare una nuova saga dal franchise accattivante e di successo, anche se deve vedersela con il primo arrivato Hunger Games, non molto distante dal modello narrativo scelto da Hood. Secondo voi gli scenari futuristici e le battaglie spaziali avranno la meglio sul fascino dei reality?

CLIP DEL FILM " Benvenuti alla scuola di guerra"

Scritto da Letizia Rogolino
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