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Dietro le quinte di Apes Revolution, quando Madre Natura si fonde con l’alta tecnologia di Hollywood

Attualità, Featurette, Personaggi

29/07/2014

Il rilancio della saga del Pianeta delle Scimmie con una versione moderna e rinnovata per il grande schermo, ha suscitato varie polemiche, raccogliendo un numero significativo di scettici che non credevano nella riuscita di tale progetto. Però, già con il film del 2011 L’Alba del Pianeta delle Scimmie, l’idea ha preso piede e ha dato i suoi frutti, conquistando oltre 500 milioni di dollari in tutto il mondo e il consenso di pubblico e critica. 

Dal 31 luglio sarà nelle sale italiane il nuovo film Apes Revolution - Il Pianeta delle Scimmie, diretto da Matt Reeves e distribuito dalla 20th Century Fox. Continuando la storia del capitolo precedente, le scimmie vivono tranquillamente nella Foresta di Muir, organizzate nella loro comunità, mentre il virus Simian spazza via la razza umana. In un clima di apocalisse virale gli umani sopravvissuti stanno per scontrarsi con le scimmie guidate da Cesare, per decidere una volta per tutte la specie che dominerà il pianeta. Ancora una volta Andy Serkis si è impegnato ad interpretare il primate leader grazie alla tecnica della motion capture, ma il suo personaggio ha subito un’evoluzione, coinvolgendo anche un forte aspetto interiore, del quale egli afferma: “Sta ancora sviluppando il suo ‘io-scimmia interiore’ questa volta galvanizzando un gruppo di oranghi, scimpanzé e gorilla, pur restando un leader progressista ed empatico. Cesare è padre ora: ha una compagna, due figli, ed è il responsabile della comunità. Ma ha anche un’empatia con gli esseri umani e sente, in fondo, la necessità di poter comunicare con loro”. Il leader degli esseri umani invece è Malcolm, interpretato da Jason Clarke. E’ un architetto che ha perso la moglie a causa del virus Simian e deve crescere da solo il figlio adolescente.

Dopo il successo del 2008 con Cloverfield, Matt Reeves riporta quelle atmosfere e quel realismo in questo nuovo film, dando alle scimmie un aspetto verosimile per coinvolgere lo spettatore pienamente. “La cosa importante è trovare l’aspetto reale, quindi prendere l’unico elemento fantastico e far sì che sia veramente l’unico. Nel film questo elemento è che sono scimmie intelligenti, tutto il resto è perfettamente realistico” ha dichiarato Reeves. Girato soprattutto nelle foreste di Vancouver e fuori New Orleans, il film è girato in un 3D nativo, con una serie di performance capture impegnative e difficili rispetto al film precedente. Il risultato finale è una fusione suggestiva tra la bellezza della Natura e l’alta tecnologia di Hollywood. “Gli attori non sono semplicemente seduti davanti ad un green-screen, ma hanno interagito direttamente con le persone, la foresta, il fango, le rocce, le pietre, la pioggia e tutto il resto” ha spiegato il produttore Dylan Clark, aggiungendo che per il performance capture la Weta Digital aveva ben 35 persone per ogni unità, una serie di circa 50 telecamere dedicate e altre 8 telecamere per la cattura dell’ambiente, sempre accese su ogni cosa che coinvolgesse le scimmie. Tutti gli effetti speciali e le meraviglie del design risultano sempre a servizio della storia e, sia il supervisore Joe Letteri, sia lo scenografi James Chinlund, hanno cercato di abbracciare la visione del regista su questo mondo popolato di scimmie e invaso dalla natura. “Questa è una storia sulla nascita di una civiltà. La vedo come una sorta di riavvio per il pianeta Terra. E’ stato emozionante cercare di immaginare come sarebbe potuto accadere e visualizzare come questa nuova società ha costruito il suo mondo” ha dichiarato Chinlund.

 LA STORIA DI CESARE

Scritto da Letizia Rogolino
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