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Dietro le quinte di American Hustle - L’Apparenza Inganna

Attualità

23/12/2013

Il 1 Gennaio 2014 arriva nelle sale italiane American Hustle - L'Apparenza Inganna, il nuovo film di David O. Russell regista del recente successo Il Lato Positivo. Dopo aver vinto ben quattro premi al New York Film Critics Award e il premio come Migliore Attrice Non Protagonista per Jennifer Lawrence, il film apre il nuovo anno del cinema in Italia con una storia reale adattata per il grande schermo da Eric Warren Singer. Ambientato nel New Jersey di fine degli anni Settanta, American Hustle racconta la storia di Irving Rosenfeld (Christian Bale), abilissimo truffatore, e della sua amante inglese Sydney Prosser (Amy Adams), che operano nel mondo della finanza. L’eccentrico agente dell’FBI Ritchie DiMaso (Bradley Cooper) li costringe a partecipare ad una gigantesca operazione con il nome in codice Abscam, allo scopo di smascherare truffatori, funzionari e politici corrotti. Jeremy Renner è Carmine Polito, un politico in ascesa che si trova tra due fuochi, i truffatori e i federali. La straordinaria Jennifer Lawrence è Rosalyn, la moglie di Irving, colei che potrebbe far cadere il castello di carte del marito.

American Hustle è la storia di individui molto diversi tra loro accomunati dal desiderio di affermarsi nella vita e pronti a tutto, senza scrupoli, mostrandosi in realtà per quello che non sono. A David O. Russell spesso è stato riconosciuto il pregio di saper dirigere i propri attori, seguendoli uno per uno con attenzione e affetto. Infatti, rispetto ad altri colleghi che siedono dietro la macchina da presa e guardano il film dal dietro le quinte, lui partecipa all’azione e alla scena scendendo in campo e indicando spesso all’operatore nuove idee per le riprese. In questo film, come nei suoi precedenti lavori, O. Russell ha passato molto tempo sul set, tra gli attori, piuttosto che stare seduto a guardare i monitor e non nasconde la sua preferenza per la steadicam che utilizza al meglio ogni angolo della scena, coinvolgendo l’ambiente e lo spazio, ma soprattutto i personaggi.

Come conferma anche il Direttore della Fotografia Linus Sandgren, David O. Russell cerca sempre di realizzare un film colorato e in American Hustle, questo forse è anche più semplice, vista l’ambientazione degli anni ’70, in cui l’oro, il rosa, l’arancione, il marrone e il giallo prendono il sopravvento, sia nell’arredamento dello spazio sia per i costumi delle star coinvolte. Judy Becker si è occupata in particolare dell’aspetto del film voluto da Russell. “Molte scene del film si svolgono in mondi diversi: il mondo della casa di Rosalyn Rosenfeld a Long Island, il mondo dell’appartamento di Sydney Prosser nell’East Side, il mondo dell’appartamento di Richie a Brooklyn, il mondo dell’ABI con Stoddard Thorsen, il museo con Irving, la City Hall, la casa di Carmine Polito con i suoi cinque figli e la moglie a Camden, e il bel locale dove Carmine porta fuori a cena Irving con le mogli. Tantissimi mondi che aggiungono calore al film”. American Hustle appare come un film in bilico tra la commedia e la farsa. La storia è coinvolgente e ricca di humour, ma la scenografia e l’apparenza dei personaggi aprono la porta al grottesco e all’eccesso, comunque affascinante. Sembra che la scenografia mostri non solo chi sono i personaggi, ma quello che fingono e aspirano ad essere, poiché quasi tutti vivono sul filo dell’inganno e quindi la loro apparenza è uno specchio della loro anima. “Tutto si basa sulla realtà e sulla nostra ricerca, ma il risultato è volutamente un po’ esagerato e sopra le righe: abbiamo usato molte carte da parati con decori, diversi temi e arredamenti dalla Pace Collection e accessori con incisioni personalizzate della Lucite. Non sarà forse di grande gusto, ma è una vera festa per gli occhi, e ti fa capire immediatamente chi è Rosalyn” ha dichiarato la Becker.

Ai costumi invece ci ha pensato Michael Wilkinson, tenendo fede agli anni ’70 e aggiungendo le sue scelte personali, coadiuvate da Russell, per trasformare i vari protagonisti della storia e costruire la loro personalità. “I personaggi sono unici e danno spazio ad una fervida immaginazione. Nello script, tante sono le opportunità di esplorare diversi contesti speciali, dal vibrante e diverso mondo delle tute blu del New Jersey agli abitanti ultra-fashion dell’Upper East Side Manhattan fino ai sobborghi di Long Island. Il 1978 è un anno affascinante, perché segna l’inizio di una transizione da una fiammeggiante ed esagerata epoca all’atmosfera veloce dei primi anni ’80” ha dichiarato Wilkinson. Comunque è inevitabile notare che i costumi hanno un ruolo fondamentale in questo film, accompagnati anche da notevoli attenzioni e trasformazioni fisiche come i bigodini di Bradley Cooper, i ricci vaporosi di Amy Adams e l’inquietante parrucchino di Christian Bale appesantito anche da qualche chilo di troppo che lo rende quasi irriconoscibile. Ogni personaggio conta ben 40 vestiti, ma è bello notare i loro cambiamenti di look dall’inizio alla fine del film, poiché ognuno di loro viene influenzato dal corso della storia e dai legami che si intrecciano. Infine in American Hustle conquista la colonna sonora, in cui spiccano brani cult degli anni ’70 e pezzi meno conosciuti, che creano una musica vintage ma originale, perfettamente adatta al film.

Scritto da Letizia Rogolino
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