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David O. Russel: “Il mio cinema, la mia musica, la mia vita…”

Anteprime, Interviste, Personaggi

11/12/2013

Il regista di The fighter e del Lato positivo con American Hustle chiude una trilogia della passione per la vita. Ce ne parla sottolineando il suo amore per la musica e la sua personale caduta e nuova ascesa. Ecco perché realizza film così intensi e dalla connotazione straordinariamente personale.

Come ha scelto di raccontare questa storia?
Credo che non avrei interesse nei personaggi solo cinici o avidi, quello che mi interessa e' capire come vivono, perché vivono. Nei miei primi tre film i personaggi fanno i conti con le loro esistenze, in questo senso si considera una trilogia della passione perla vita.
La sofferenza, il dolore, sono facili da raccontare. Io voglio raccontare ciò che ha raccontato Ellington, qualcosa che trascende la categoria. Con 'The fighter' non ho fatto un film sulla boxe, con 'Il lato positivo' non ne ho fatto uno sull'amore e uno su dei truffatori con 'American Hustle'. Ho solo fatto film su personaggi che cercano di capire perché vanno avanti nella vita.

In questo e nei suoi due precedenti film la musica e' quasi un personaggio, come ha lavorato sulla colonna sonora?
La musica ha assunto sempre maggiore importanza nei miei film, direi che è aumentata progressivamente con la mia carriera. In questo film c'è tantissima musica, più di ogni altro che io ho fatto. Questi miei tre primi film sono quelli che io ero destinato a fare. In questi film la musica e' importante perché segna i momenti dell'innamoramento, dell'amore, dell' abbandono, di un momento importante o drammatico.... La musica e' parte integrante i questo film e molti pezzi erano presenti nella sceneggiatura. Come il pezzo di Duke Ellington, che come nel testo e nella sua reale esistenza ha un grande peso specifico nelle vicende dei due protagonisti.

Come usa gli attori in relazione alla musica?
Uso la musica insieme con gli attori. In maniera inattesa. In 'The fighter' Christian canta una canzone dei Bee Gees che era considerata bruttissima, eppure funziona. In questo invece 'Live and let die' e' usata in maniera strana, per sottolineare un cambiamento fondamentale in una donna. Per esempio la Electric Light Orchestra, mi interessava per le cose che aveva Creato agli inizi degli anni Settanta. Addirittura sono riuscito ad avere degli inediti di questa band, ne sono orgoglioso. Insomma mi diverto moltissimo a suonare queste canzoni insieme agli attori nei miei film.

Come utilizza gli attori in maniera così poco convenzionale? Come riesce ad ottenere questa fiducia da loro?
La mia vita loro la avvertono. So da dove vengo e dove voglio andare, quindi si fidano di me. Molte volte sono i miei film precedenti che li attirano, insomma quel che cercò di fare e' creare ruoli degni degli attori. Vado a casa loro, parlo con loro, spiegargli che i personaggi sono creati per loro, per il loro tentativo rischioso di fare qualcosa di diverso da quello che avevano fatto in passato. La vita mi ha insegnato ad essere umile sempre, continuamente assetato, affamato, lavorando a basso budget. La fame ti stimola a dare il meglio di te.

E' un momento di grazia per la sua carriera, come ce lo spiega?
E' davvero un periodo speciale per me, sono un regista sempre nuovo e mi sorprende in prima persona questa situazione. Credo si tratti di una questione di stimoli, di ricerca delle storie che racconto. La vita mi ha portato ad essere diverso. Ad un certo punto mi sono chiesto che film avrei dovuto fare. Ho un figlio bipolare, ho cercato la musica giusta anche per lui. Poi ho divorziato, sono finito al verde. Credo che questo periodo brutto che ho vissuto mi ha aiutato ad arrivare oggi a fare questi film.
Christian in questo film e' un truffatore ma anche un artista. Dice che le storie devono partire dall'istituto, dal cuore, non dalla testa. I miei personaggi vivono d'istinto e non di razionalità. Credono che arrivino alla gente perché sono veri, sono vivi, soffrono, piangono, ridono, amano perdono, proprio come le persone fuori da questa stanza, in questo nostro mondo. Bisogna essere in linea con i sentimenti che vive il pubblico.

Nel suo film in un certo senso si 'giustifica' una mazzetta, come mai?
Essere corrotti non è mai una buona idea... Sicuramente per il mio personaggio sarebbe stato meglio se non avesse accettato quella tangente. Credo che oggi sia ancora peggio di una valigetta di soldi. Oggi ci sono milioni, miliardi di dollari in corruzione, con moneta impalpabile che vola qua e la in pochi minuti. Quel mio sindaco voleva davvero solo il bene della sua comunità, per questo accetta il danaro, per questo io 'giustifico' come dice lei la mazzetta, ma sia ben chiaro, non giustificherò mai la corruzione.

Ci sono sempre degli italo americani nei suoi film?
I miei nonni materni erano calabresi, mio padre e' di origini russe. Ciò detto conosco i personaggi che racconto, siamo di origini umili, con radici sparse in tutti i quartieri di N.Y.
Si ci sono italiani nei miei film, ovvio, ma non per un motivo particolare. Racconto le cose che servono al film. mi serviva raccontare persone che riescono a rialzarsi. Per esempio Robert De Niro e' un grande amico e recita in un modo eccezionale il ruolo del mafioso che ha già recitato tante altre volte in passato. E' molto diverso dal passato.

Infine cosa conosce del nostro cinema del passato ma anche di oggi?

Sono appassionato di Lina Wertmuller, Fellini, De Sica, altri tantissimi maestri. Bertolucci, Rossellini, Pasolini, sono tantissimi... Difficile nominali tutti.

Scritto da Titta Digironimo
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