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Date a Cetto quel che è di Cetto. E io accetto!

Attualità, Interviste

18/01/2011

Tante risate e qualche riflessione sulla realtà del nostro Paese sono emerse dalla proiezione e conferenza stampa di Qualunquemente, film con la regia di Giulio Manfredonia e l’interpretazione di Antonio Albanese nei panni del suo celebre personaggio Cetto La Qualunque. Un film divertentissimo dove a volte si ride amaro, alcuni hanno sottolineato in modo agghiacciante, anche perché i parallelismi con quello che sta succedendo in Italia sono inevitabili. Ma il regista, gli interpreti, Piero Guerrera che ha scritto il film con Albanese, spingono ad andare molto al di là dei nostri giorni. “Cetto è nato otto anni fa, e ogni settimana da quando si pensava di portarlo dalla Tv e dal Teatro dove è stato protagonista, al cinema sono tutte sembrate buone”, ha affermato Guerrera.

Come dire, la storia si ripete. Anche se è vero che uscire venerdì 21 gennaio – con tutto quello che sta accadendo - sembra quasi profetico. Cetto è un uomo senza alcuna morale, che ha un solo pensiero fisso: ‘u pilu’, che si chiede se un Paese dove vige la legalità possa esistere. Ha il culto della personalità, la sua casa è un trionfo di quadri che lo ritraggono come fosse Napoleone, seguito da una galleria fotografica (con lui come sempre e unico soggetto) infinita. E’ cafone, strafottente, ignorante, maleducato, ridicolo.

Ad un certo punto ammette che se fosse stato per lui avrebbe intitolato il film con il suo numero di cellulare, ma si sa, la creatività in Italia non è apprezzata. Apprezzatissimi invece tutti gli attori che lo circondano e riescono a tenere perfettamente il suo passo (lavoro tutt’altro che facile): Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano, Luigi Maria Burruano.

Un progetto rischiosissimo perché un conto è fare una gag di dieci minuti in televisione, un altro è portare un individuo di questo tipo al cinema con una storia che regga per 96 minuti. Ma Albanese e il suo team ce l’hanno fatta.

“Il desiderio – afferma Albanese – quando abbiamo deciso di fare un film su Cetto era di raccontare il nostro Paese. Sia io che Guerrera siamo meridionali e la storia l’abbiamo ambientata in un luogo della Calabria, chiamato Marina Di Sopra. Abbiamo sentito il bisogno di narrare il nostro meridione e poi sviluppare, ampliare il territorio con temi come quello della famiglia, degli amici e, ovviamente, della politica. Il problema vero è che è un film inconsueto per il nostro cinema perché parte da una maschera. Quindi la sfida, insieme a tutto il team, era farlo diventare una pellicola, una storia, surreale, paradossale che sfidasse la realtà che è sotto i nostri occhi da tanti anni”.

A chi fa notare ad Albanese che si ride e tanto ma che rimane anche un sapore agro in bocca, l’attore risponde: “Per me Qualunquemente è il film più comico che abbia fatto fino ad ora. Ma capisco benissimo che cosa intendete dire e penso che sia un modo diverso di vedere le cose. Perché è fuor di dubbio che il nostro lavoro abbia tantissime attinenze ai fatti odierni ma vederlo solo sotto questo punto di vista lo trovo un limite. Come dicevamo prima Cetto è nato otto anni fa, non ieri. Non mi soffermerei nel definirlo un documento del nostro Paese, vorrei che fosse interpretato in maniera più globale. Noi raccontiamo il mondo di Cetto La Qualunque, un uomo ridicolo, un cattivo esempio e mi auguro che lo spettatore lo percepisca in questo modo. Che rida e che si vergogni un po’ di averlo fatto ci sta... ma è tramite la comicità che puoi dire che noi non abbiamo scoperto nulla, è tutto davanti ai nostri occhi da tempo. Ed è sempre tramite la comicità che la gente può trovare il coraggio, la voglia di rialzare la testa e pensare che noi siamo meglio di chi ci governa”.

Qualunquemente è un film sotto tutti i punti di vista di conseguenza c’è chi si sbizzarrisce a trovare omaggi o riferimenti con pellicole del passato. Ed esce di tutto e di più: da Quei Bravi Ragazzi, ai western di Leone, ai Mostri di Risi fino ai Simpson. C’è anche chi accenna un titolo alternativo: “Once upon a time in Arcore”.

“Se dobbiamo attribuire un genere al film – continua Albanese – io dire che è comico. La satira la lascerei stare perché presuppone un giudizio e soprattutto il riferirsi a qualche persona in particolare. E vi posso giurare che durante la stesura della sceneggiatura e mentre giravamo noi non abbiamo mai avuto in mente un politico, un imprenditore, un finanziere in particolare... Il nostro scopo era di rappresentare, non di giudicare, quello lo spettatore lo sa fare per conto suo. Solo lo sviluppo di Cetto e del suo mondo (che non era mai stato mostrato fino ad ora, né in tv, né a teatro) sono stati gli elementi sui quali ci siamo concentrati”. Ma Cetto La Qualunque è di destra o di sinistra? “E’ orizzontale”, conferma Albanese.

La realtà ha alla grande superato la fantasia come spesso avviene nel mondo dello spettacolo. E vi lasciamo con il saluto di Cetto La Qualunque, preso dal suo Vademecum del sostenitore di Cetto: il film esce venerdì 21 gennaio, distribuito da 01 Distribution in 600 copie. ‘Se venite vi aspetta un’enorme opportunità. Se non venite vi aspetta qualcun altro, enorme pure lui. Non deludetemi, vota e fai votare Cetto La Qualunque”.
P.S. Ti ricordo che so dove abiti.

Ciao, Cetto La Qualunque

Scritto da Nicoletta Gemmi
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