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D’Artagnan contro David Bowie

Attualità, Interviste, Personaggi

17/10/2011

Intervista a Orlando Bloom

“Mi avrebbe fatto piacere interpretare il ruolo di D’Artagnan, ma – ahimé – ho già passato quell’età e così, dopo averne discusso con il regista e il produttore, abbiamo pensato che la parte migliore per me era quella del Duca di Buckingham: una bella dipartita da quanto ho fatto fino adesso.” Così Orlando Bloom racconta il suo coinvolgimento ne I Tre Moschettieri in 3D diretto da Paul W.S. Anderson che rilegge il romanzo di Dumas in una chiave ironica e tecnologica. Bloom reduce dalle riprese dell’Hobbit di Peter Jackson spiega “Paul Anderson ha donato a questo classico una dimensione molto contemporanea piena di scene d’azione, enfatizzate dalle stesse macchina da presa 3D che Jim Cameron ha utilizzato per Avatar.”

E’ anche la prima volta che lei interpreta ‘il cattivo’…

Sì e posso confermare quello che tutti dicono: ovvero che i cattivi sono molto più divertenti e hanno tutti i momenti migliori. Personalmente ho trovato molto liberatorio portare sullo schermo un cattivo che non ha bisogno nemmeno di tirare fuori la spada, perché sa di avere dietro di sé tutto l’Impero Britannico. E’ come se dicessi a tutti “Non scherzate con me, perché altrimenti ve ne pentirete.” Per me Buckingham è un bambino mai cresciuto, presuntuoso e un po’ petulante.

Ha anche un taglio di capelli piuttosto “originale”: chi l’ha ispirato?

Lui è un po’ una rockstar della sua epoca e per me i riferimenti evidenti sono tutti per il David Bowie di Ziggy Stardust…del resto lui utilizza il suo dirigibile come se fosse una Ferrari!

In cosa vi assomigliate?

Entrambi amiamo i gadget: lui le armi, io altro.

Entrambi avete un atteggiamento un po’ aristocratico…

Un po’…

Qual è il gadget che preferisce, oggi?

Senza dubbio l’IPAD 2 anche se non amo troppo la tecnologia, lo trovo molto utile e semplice. Adoro le moto e le biciclette.

Da un po’ è uscito il nuovo Pirati dei Caraibi, il primo senza di lei…

Sì, ma non l’ho ancora visto: adoro quella saga e avrei continuato, ma – come sapete – il mio personaggio è in fondo al mare, quindi non avevo molto da fare in questo film… Posso solo dire che ho un ricordo meraviglioso di questa saga e credo che Johnny Depp sia un attore e un uomo straordinario.

Per una saga che va…un’altra torna. Quella del Signore degli Anelli…

Sono felice di essere andato  in Nuova Zelanda perché questa serie di film è come se mi appartenesse e mi scorresse nelle vene. Peccato solo che Viggo non fosse con noi…ritrovare Peter e Ian McKellen è stato fantastico. Tornare in un personaggio che ho già interpretato in quello che, però, è un prequel. Un elemento che ho tenuto in considerazione per tutto il tempo.

Tornando ai Moschettieri: ogni generazione di spettatori ha avuto il suo film con D’Artagnan, Atos, Portos e Aramis. Come se lo spiega?

Perché è una storia classica che ha bisogno di essere raccontata. Quando ero piccolo io c’è stato il film con Kiefer Sutherland e prima ancora quello con Oliver Reed eppoi indietro fino ad arrivare a Douglas Fairbanks e Gene Kelly. Questo film è il Tre Moschettieri della nostra generazione. Senza dubbio. Del resto i film di cappa e spada come i western fanno appello a qualcosa di molto profondo che appartiene ai giochi dei bambini. Film come questi non fanno altro che rispondere ad un’esigenza, al desiderio di vedere uomini coraggiosi duellare con le loro spade così come vediamo ancora gli indiani e i cowboys sul grande schermo…

Scritto da Marco Spagnoli
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