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Dal Festival all’Oscar: chi tra i Festival più importanti ha selezionato il prossimo vincitore?

Attualità, Eventi

12/02/2015

Anche quest’anno i grandi Festival osservano con trepidazione l’ultimo miglio della corsa all’Oscar. Tifando in modo esagerato per i film che sono stati candidati dopo essere stati ‘scoperti’ dalle loro manifestazioni. Quale Festival vincerà l’Oscar per il miglior film? La vittoria indiretta dell’Oscar non è marginale perché rilancia le quotazioni del Festival che ha avuto la fortuna e l’accortezza di selezionarlo come vetrina autorevole oltre ché porta fortuna. Pertanto vediamo quali sono le quotazioni. La mostra di Venezia ha un solo titolo, ma molto probabilmente vincente: Birdman di Inarritu, che dopo aver fatto razzia di quasi tutti i Premi ‘intermedi’ è considerato il favorito assoluto con 10 candidature agli Oscar. 

Con la fama di essere il vero kingmaker degli Oscar (negli ultimi anni chi ha vinto a Toronto ha vinto anche l’Oscar) il Festival di Toronto ha premiato per l’appunto The imitation game di Morten Tyldum, candidato a 5 Oscar. 

Il Festival di Berlino di cavalli di razza ne ha due: The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson che dopo aver vinto il Gran Premio della Giuria della passata edizione della Berlinale ha ottenuto nove candidature all’Oscar, inclusa ovviamente quella di miglior film. L’altro titolo berlinese Boyhood di Richard Linklater, in realtà il Festival di Berlino che lo ha presentato in concorso, lo deve condividere con il Sundance che lo ha presentato per primo lo scorso febbraio. Comunque Boyhood ottenne l’Orso d’Argento e adesso è in corsa per 6 Premi Oscar. 

Il Festival di Cannes quest’anno ha minori probabilità di cogliere la statuetta più importante con l’unica candidatura di Whiplash di Damien Chazelle (presentato alla Quinzaine) candidato a cinque Oscar tra cui ovviamente per miglior film.- Cannes comunque somma anche altre tre candidature ‘minori’  con il maliano Timbuktu e l’argentino Storie pazzesche candidati per il milgior film straniero e Il sale della terra di Wenders (presentato ad un certain regard)  candidato tra i documentari.  

Ma in questo circo festivaliero chi emerge come il più autentico dei kingmaker è il più piccolo e svantaggiato Sundance, che nonostante presenti i film con un anno di anticipo sugli Oscar, e pertanto non venga considerato a differenza degli altri un buon punto di partenza, quest’anno azzecca due cavalli, anzi tre, con Boyhood e Whiplash (Gran Premio della Giuria al Sundance) e il polacco Ida (candidato come miglior film straniero).

Scritto da Piero Cinelli
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