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Da Spider-man allo Hobbit, passando per Il Cavaliere oscuro

Attualità, Interviste, Personaggi

07/06/2012

Intervista a Nicola Maccanico, direttore generale Warner Bros. Italia.

 Di fronte ad una flessione del 10% nei primi mesi dell'anno, sommata ai risultati non entusiasmanti del 2011, esistono due scuole di pensiero: quelli che parlano di crisi e quelli che lo definiscono un fenomeno contingente, dovuto al minor appeal dell'offerta di questo periodo.

La flessione attuale è sicuramente dovuta a problemi legati al prodotto, ma risente anche di una debolezza strutturale. La rilevanza del prodotto sul mercato d’altra parte è nota. Basta pensare alla crescita di due anni fa, trainata da Avatar e Alice nel paese delle meraviglie, e a quella dei primi mesi dell'anno scorso, legata principalmente al cinema italiano, grazie a film come Che bella giornata, Qualunquemente, Immaturi. Quest’anno siamo in contrazione perché non c’è stato l'effetto Zalone o Avatar. Nonostante questo sono fiducioso che entro la fine del 2012, la distanza rispetto al 2011 possa ridursi notevolmente, se non azzerarsi, grazie all’ estate e al prodotto che torna ad essere molto attraente. Per quanto riguarda invece le criticità strutturali ci sono da affrontare due problemi che, una volta risolti, potrebbero rendere più stabile il mercato e farlo crescere, indipendentemente dal prodotto. Uno è quello dell’allungamento della stagione e, di conseguenza, una migliore distribuzione delle uscite durante tutto l’anno. Non vedo nessun motivo per il quale l’Italia non dovrebbe equipararsi al resto dell’Europa. Su questo argomento abbiamo sicuramente un problema culturale, di abitudine, sul quale però è necessario lavorare. L'altro problema è legato invece alla distribuzione delle sale cinematografiche sul territorio. Esiste un netto divario tra il Nord e il Sud. Ampie zone del meridione non dispongono di sufficienti infrastrutture. Contemporaneamente assistiamo al calo progressivo dei cinema nelle città e questo provoca la perdita della fascia di pubblico più maturo che, ad esempio, non ama i multiplex. Penso che si tratti di un problema che le istituzioni dovrebbero prendere in seria considerazione, in particolare quelle locali che, se dal punto di vista della produzione stanno facendo un ottimo lavoro, dall’altro dovrebbero cominciare a preoccuparsi anche del valore strategico delle sale urbane.

 In questa situazione reagisce meglio il cinema italiano o quello americano?

 Il cinema americano è un’ industria dalle grandi risorse, con una staordinaria ricchezza di proposte e non può essere messo a confronto con il nostro mercato cinematografico che, per quanto importante e prestigioso, risulta inevitabilmente meno potente. Nonostante i suoi alti e bassi, il cinema americano invece garantisce maggiore stabilità. Le produzioni dei film italiani, i quali incidono sul mercato domestico per il 30%, per crescere ulteriormente dovrebbero operare delle scelte coraggiose. Dal punto di vista distributivo accettando di spalmarsi su tutto l’anno, perché concentrando le uscite in un periodo di sei o sette mesi come adesso si va inevitabilmente incontro a fenomeni di cannibalizzazione. Dal punto di vista produttivo lavorando invece allo sviluppo di una cinematografia di genere più solida: producendo solo commedie non credo si possa crescere ulteriormente.

 Sembra ormai certo che ci sarà un rallentamento nella produzione italiana come concausa delle minori risorse a disposizione dei maggiori gruppi televisivi.

 Posso soltanto dire che noi continueremo a fare la nostra parte. Abbiamo in programma quattro o cinque film italiani all’anno, perché crediamo appunto nel valore strategico ed economico del cinema italiano. Cosa accadrà al di fuori della nostra azienda non sta a me dirlo, sicuramente quello che mi sento di affermare, a prescindere, è che il cinema italiano deve trovare la sua forza individuando le opportunità di crescita all'interno del mercato.

 Come vede lo scenario futuro di questo settore in grande trasformazione?

 Intanto sul piano produttivo mi sembra si rafforzi la tendenza di un cinema sempre più legato all’ 'evento': basta guardare l'incremento del numero dei sequel ed i sempre più numerosi tentativi di creare franchise. Per questa ragione oggi rispetto al passato, creare eventi risulta sempre più difficile. Inoltre dal punto di vista tecnologico tutta la filiera si sta trasformando con l'avvento del digitale: maggiore velocità, molta flessibilità, e incremento esponenziale delle possibilità di fruizione. Queste sono le direttrici. Quali sinergie e collaborazioni costruiranno poi tra di loro lo potremo vedere solo con il tempo.

 La sua Società oltre ai titoli della casa madre Warner Bros. da circa un anno distribuisce in Italia anche i film della Sony. Con una concentrazione di titoli 'evento' impressionante.

 Non c'è dubbio che stiamo vivendo un anno straordinario, con una incredibile qualità media dei film perché beneficiamo appunto sia del prodotto Warner che di quello Sony. Con Dark Shadows e Men in black a maggio abbiamo inaugurato una stagione calda straordinaria, che prosegue a giugno con Rock of Ages, trasposizione di un leggendario musical di Broadway con un cast impressionante. A luglio avremo invece The amazing Spider–Man, reboot della saga dell'Uomo ragno, per chiudere l'estate a fine agosto con Il cavaliere oscuro - Il ritorno, capitolo finale dell’incredibile trilogia su Batman di Christopher Nolan. Anche l’autunno non sarà da meno poichè avremo ad inizio ottobre Gangster squad, un poliziesco ambientato nel dopoguerra a Los Angeles, con un cast eccezionale che va da Sean Penn a Ryan Goslin, Emma Stone. A novembre il nuovo James Bond, Skyfall, e l’ultimo film di Ben Affleck, Argo, ambientato in Iran. Seguirà The Campaign, un’irresistibile commedia con Zach Galifianakis che si prende gioco della politica. Poi a Natale l'attesissimo primo capitolo di The Hobbit di Peter Jackson, e ad inizio 2013 Django Unchained di Tarantino e Il Grande Gatsby di Buz Luhrmann, entrambi interpretati da Leonardo Di Caprio. A questi titoli si aggiungono, con nostra grande soddisfazione, tre film italiani che usciranno nella seconda parte del 2012, a cominciare da Il comandante e la cicogna di Silvio Soldini con Valerio Mastandrea, Alba Rorwacher, Claudia Gerini e Giuseppe Battiston, una splendida favola che conquisterà anche il pubblico più popolare, oltre naturalmente a quello tradizionale di Soldini, più sofisticato. Avremo poi Studio illegale di Umberto Carteni con Fabio Volo nel ruolo di un avvocato con problemi di carriera e sentimentali. E ancora Il peggior natale della mia vita, sequel de La peggior settimana della mia vita diretto da Alessandro Genovesi, con un sempre più catastrofico ed esilarante Fabio De Luigi. Per l’anno prossimo avremo altri due titoli italiani. Uno finito di girare la settimana scorsa è Tutti contro tutti di Rolando Ravello con Kasia Smutniak e Marco Giallini, divertente commedia 'proletaria' che racconta di un uomo che, al ritorno dal lavoro, trova la sua casa occupata da un'altra famiglia. Ed infine Tornatore di cui ovviamente siamo particolarmente orgogliosi. Il titolo è La Migliore offerta ed il protagonista è Geoffrey Rush.

 

 

 

Scritto da Piero Cinelli
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