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Da qui all’eternità

05/09/2006
Presentato in concorso The Fountain di Darren Aronofsky, talentuoso regista che in questa circostanza si è un po' perso nell'immenso materiale con cui è composta la sua opera. Insieme a lui a Venezia, la moglie, il premio Oscar Rachel Weisz (conquistato per The Constant Gardener, presentato alla Mostra l'anno scorso) protagonista insieme a Hugh Jackman. Il film uscirà a novembre distribuito dalla 20th Century Fox.

Darren Aronofsky ha fatto pochi film ma è giustamente ritenuto un autore di talento. Regista visionario di Pi greco – Il teorema del delirio e di Requiem for a dream (da recuperare se non li avete visti), in The Fountain racconta una storia d'amore e di spiritualità, sospesa tra il fantasy e la metafisica, che attraversa mille anni di storia dell'umanità. Un uomo (Hugh Jackman) ricerca l'Albero della vita per salvare la donna che ama (Rachel Weisz), gravemente malata, attraverso tre epoche diverse. Nel XVI secolo è Tomas Leo, conquistador che cerca il segreto dell'eterna giovinezza tra le terre del Centro America, nel presente è lo scienziato Tommy Creo, impegnato a trovare una cura contro il cancro anche per l'amata moglie Izzy, nel futuro del 26° secolo è un astronauta che cerca il mistero dell'immortalità nello spazio. Le tre storie sono destinate a convergere verso un'unica verità. Afferma Aronofsky: "Il desiderio di vivere per sempre è molto radicato nella nostra società. Ma siamo così preoccupati della condizione fisica che spesso dimentichiamo di nutrire il nostro spirito. Questo è uno dei temi centrali che volevo affrontare nel film: la morte ci rende umani? E se potessimo vivere per sempre, perderemmo la nostra umanità? La risposta che do nel film è: sì. Sì, la morte ci rende umani e solo quando riusciamo ad affrontarla avremo dato un senso alla nostra vita". Si può quindi dire che più che una ricerca dell'immortalità è una ricerca dell'accettazione della nostra mortalità come esseri umani? Continua Aronofsky:
Scritto da ADMIN
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