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Da quale parte del cancello occorre stare per essere normali?

16/03/2009

Diverso da chi? dell'esordiente Umberto Carteni è una commedia più che mai attuale. E in un Paese come il nostro che, negli ultimi anni, sembra essere tornato al Medioevo, più che mai utile. La storia è quella di Piero (Luca Argentero) che si candida a a Sindaco di una città del prodondo Nord/Est. Gay dichiarato la cui strategia punta moltissimo sui diritti di chi è ritenuto divero, discriminato, per orientamento sessuale o per qualsiasi altro motivo, interessato a quelli che un tempo erano i 'Dico' (chi ne sente più parlare???), e tanti altri argomenti di importanza vitale, quotidiana, osteggiati dai cosiddetti 'benpensanti'. Per frenare il suo impeto riformista gli mettono al fianco una centrista di ferro, Adele (una bravissima Claudia Gerini), tutta casa e famiglia. Ma galeotta è la campagna elettorale e tra i due nasce una passione che, per un periodo, mette in crisi Piero, i suoi valori, e il suo rapporto con il compagno di una vita (14 anni insieme), Remo (Filippo Nigro). In questo triangolo la politica continua a scorrere al loro fianco, ritratta nei litigi interni e nelle incomprensioni che portano al suicidio del partito al quale appartengono. Il loro nemico è un candidato sindaco becero e razzista Galeazzo, interpretato dal noto doppiatore Francesco Pannofino. Il film molto divertente e garbato uscirà il 20 marzo distribuito da Universal Pictures, ed è la prima pellicola italiana prodotta e distribuita da Cattleya insieme a Universal. Soggetto e sceneggiatura di Fabio Bonifacci. "La prima idea che mi è venuta in mente - racconta lo sceneggiatore - è stata proprio quella di cercare di ribaltare quello che per la maggior parte delle persone è ritenuto normale. Così un gay molto convinto si ritrova ad essere attratto da una donna, ed ha anche una padre che gli dice che un uomo come quello che ha al fianco non lo ritroverà mai più. Giocando con le emozioni metto in contraddizione quelli che sono ritenuti dalla maggior parte della gente i valori normali, quelli che dovrebbero avere anche i vari personaggi del film. Sono partito dall'idea del capovolgimento dei principi d'ordinanza. La politica, invece, mi serviva perché volevo che Piero diventasse un simbolo e quindi doveva essere un personaggio pubblico. Il finale con l'ipotetica famiglia allargata non era stata pensata a priori, mi è venuta guardando loro, mi sembravano così naturali, tutti e tre, Piero, Remo e Adele, che ho detto: 'perché no?!, forse questi tre potrebbero condividere una pezzo della loro strada insieme".

 


Scritto da ADMIN
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