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Cuccioli – Il Codice di Marco Polo, intervista agli autori

Attualità, Interviste

20/01/2010

Un film di animazione tutto italiano. Cuccioli – il Codice di Marco Polo è stato diretto da Sergio Manfio e suo fratello Francesco ha curato la produzione e ha preso parte alla sceneggiatura. La storia è quella di Maga Cornacchia che odia Venezia. La sua avversione per la città risale a quando era una giovane Maga e durante un esperimento di magia era caduta nella laguna suscitando l’ilarità di tutti i Maghi presenti. E adesso che ha trovato sull'Himalaya il Palazzo che contiene tutte le magie inventate dai Maghi orientali negli ultimi cinquemila anni, ha intenzione di usare i trucchi del Palazzo della Magia per unico obiettivo: prosciugare la laguna e trasformarla in una città come tutte le altre, con le strade al posto dei canali e motorini e macchine al posto di gondole e barche. In altre parole, distruggere Venezia. E c'è un solo modo per fermarla: ritrovare il Codice di Marco Polo che contiene le istruzioni per rintracciare, ed accedere, al magico Palazzo di Venezia, che giace sotto il Ponte di Rialto, dove sono racchiuse le magie che potrebbero contrastare i malefici sortilegi di Cornacchia... Peccato che la malvagia non abbia fatto i conti con i Cuccioli, richiamati a Venezia dal cane Portatile e dal pulcino Senzanome, che interrompono le loro attività per andare in missione. Diva, è la papera sfrontata, sta calcando le passerelle delle sfilate di Parigi per inseguire il sogno di diventare una top model; il coniglio Cilindro ha trovato lavoro come bodyguard di una star di Hollywood; il ranocchio Pio, aspirante attore, sta facendo un provino per il reality “Il Grande Nasello” e la gattina Olly mette la sua abilità a disposizione della Polizia di Chicago. Cuccioli – Il Codice di Marco Polo è stato interamente realizzato presso la factory di animazione Gruppo Alcuni a Treviso, e il film è tratto dall’omonima serie televisiva a disegni animati che va in onda su Rai2. La pellicola realizzata in 3D esce nelle venerdì 22 gennaio distribuito da 01 Distribution. Ne abbiamo parlato con il regista Sergio Manfio e Francesco Manfio.

Come nasce questo film e che attinenza ha con la serie Cuccioli che va in onda su Rai2?
Sergio Manfio:
La sceneggiatura ha avuto una stesura che è durata circa un anno. Ovviamente il film ha un’attinenza con la serie televisiva, perché i personaggi sono gli stessi e avendo ottenuto un notevole successo sul piccolo schermo abbiamo pensato di rilanciare questi protagonisti anche in un lungometraggio con un diverso respiro narrativo. La sceneggiatura si è concentrata sull’idea di far vivere i Cuccioli all’interno di una lunga avventura che ha il suo svolgimento e la sua conclusione a Venezia, passando attraverso l’Himalaya e un’oasi nel deserto, luogo nel quale i Cuccioli troveranno una pietra – e questo è un riferimento che abbiamo preso da Il Milione di Marco Polo, dove lui racconta di una pietra ricevuta dal Gran Khan. Questo oggetto, inserito all’interno di un pavimento della più antica biblioteca di Venezia, permetterà ai Cuccioli di trovare, appunto, Il Codice di Marco Polo, la chiave per risolvere i problemi a cui sta andando incontro Venezia a causa di Maga Cornacchia.
E' un film per bambini, ma per quale età è stato pensato e su quali aspetti avete maggiormente lavorato?
Sergio Manfio:
Il target della serie è un target che, originariamente, si colloca intorno all’età dei bambini delle scuole elementari. Il film per certi versi cerca di spostare l’età verso gli otto/dieci anni, anche se rimane perfettamente leggibile per un bambino di cinque anni. Quindi diciamo che la fascia di età oscilla dai 5 ai 10 anni, loro sono il nostro riferimento. Siccome poi i Cuccioli, nonostante il nome, non vivono avventure così elementari, crediamo di avere sviluppato un racconto che possa essere tranquillamente recepito sia da un bambino piccolo che da uno più grandicello. Cuccioli non è soltanto un film per bambini nel senso etimologico, dato che è evidente che è fatto per loro, ma la cosa importante è che abbiamo cercato di scrivere tenendo ben presente la nostra esperienza che è quella di autori teatrali per bambini. Noi infatti abbiamo iniziato la nostra attività facendo spettacoli di teatro per i più piccoli, oramai abbiamo una esperienza trentennale in questo campo, abbiamo scritto oltre 100 spettacoli e li abbiamo rappresentati in tutti i teatri d'Italia. Pertanto sappiamo per esperienza che nelle storie indirizzate ai più piccoli occorre stare molto attenti allo sviluppo narrativo perché il bambino si concentra sulla storia e accetta con qualche difficoltà tutte le divagazioni e le digressioni, che sono tipiche della comicità di alcuni film di animazione. In particolare ci riferiamo ai prodotti americani nei quali si perde un po’ di vista, in alcuni momenti, il senso della storia - o addirittura la storia rimane molto marginale rispetto a quello che vediamo – e si cerca di strizzare l’occhio al pubblico adulto, inserendo delle battute che un bambino - per esperienza – sappiamo non gradisce. Non le apprezza perché non le capisce, oppure, cosa più importante, lo allontanano dal senso di quello che gli si sta narrando. Ci siamo resi conto, provando anche a raccontare il film ai bambini, che erano molto più interessati a sapere quello che accadeva, evento dopo evento, che non a valutare se un personaggio fosse impiegato per una gag. In questo caso ottieni una risata ma allontani il tuo spettatore dallo storyline del racconto.
Quale messaggio vi interessava maggiormente mettere in evidenza per il pubblico che vedrà Cuccioli? Ambiente, ecologia, amore per gli animali…
Sergio Manfio:
Il film recupera i valori proposti dalla serie televisiva, a cominciare dalla cooperazione tra i protagonisti che propongono una tipologia di caratteri facilmente abbinabili a quelli dei bambini. Olly è la gattina coraggiosa che identifica il coraggio che è presente in ogni bambino; Portatile, che è il cane, è un animale molto riflessivo al quale piace molto leggere e che interpreta la voglia di scoperta; Diva che è la papera vanitosa, rappresenta l'aspetto narcisistico delle bambine, molto attente alle mode, anche se questo aspetto viene visto con ironia, mentre con il coniglio Cilindro, abbiamo rappresentato quei tentativi dei bambini di mettersi in mostra, facendo anche delle figure barbine, e infine con Senzanome che è il pulcino che non parla, volevamo evidenziare l’intelligenza dei più piccoli che si manifesta anche senza dover comunicare.
Francesco Manfio:
Aggiungerei a questo proposito che Senzanome non parla ma alza solo dei cartelli fornendo delle soluzioni geniali e creative.
Sergio Manfio:
Quindi diciamo che sono tutte tipologie di animali nei quali i bambini riconoscono facilmente alcuni lati del loro carattere, sia in positivo che in negativo. Nella serie i Cuccioli hanno una antagonista che è Maga Cornacchia. Lei è la protagonista negativa del film, ed è importante sottolineare che gli scontri che avvengono fra di loro non sono basati sulla sopraffazione, sullo scontro fisico, ma sulla capacità creativa, sull’abilità e sull’astuzia che i Cuccioli mettono in atto per cercare di vincere questa sfida con il Male. Lo storyline del film – cioè il tentativo di Maga Cornacchia di prosciugare Venezia e trasformarla in una città uguale se non peggiore delle altre – può offrire due chiavi di lettura. La prima è il tentativo malvagio di trasformare il non convenzionale in qualcosa di convenzionale, ovvero la non accettazione della diversità in senso astratto. Il secondo aspetto è la sottolineatura dell’importanza dell’acqua, un bene di tutti che è fondamentale che rimanga tale. Infatti nel film Maga Cornacchia vuole prosciugare Venezia e arriva ad affermare: “Una volta che prosciugherò Venezia l’unica acqua che si troverà sarà quella minerale”.
Un argomento anche molto attuale dato che è uscita la proposta di privatizzare l’acqua…
Francesco Manfio:
Ecco noi non lo sapevamo quando abbiamo cominciato a scrivere la sceneggiatura ma questo rende ancora più forte l’importanza che ha invece questo elemento vitale nell’esistenza di ognuno di noi. L’interesse per l’acqua per noi è sempre stato presente, dato che abbiamo anche un altro progetto televisivo che si chiama H2Ooooh! che nasce dalla voglia di sensibilizzare i bambini sul tema di una risorsa così importante per la vita.
Sergio Manfio
: Più sinteticamente il messaggio è un concetto di cooperazione e amicizia tra un gruppo di animali che, come abbiamo spiegato prima rappresentano le varie tipologie degli esseri umani, e il fatto di vivere assieme consente loro di risolvere un problema e trovare la soluzione osservando ciò che è accaduto e unendo le loro forze. Questa è la via giusta da parte dei Cuccioli per affrontare il mistero che li vede coinvolti, che devono interpretare, e per il quale devono trovare una soluzione. E Venezia, in quanto città diversa che non viene accettata dal cattivo di turno, diventa metafora della non accettazione del diverso in senso più astratto, del rifiuto a priori di quello che non conosciamo proprio perché non ci riconosciamo. Ecco, questo aspetto del film sarà chiaramente molto interessante anche per i genitori che accompagneranno i bambini a vedere il film, perché sia adulti che bambini possono riflettere su questo problema, mai così attuale come di questi tempi, di tutto ciò che è “altro” da noi,
Ho letto che siete particolarmente orgogliosi della colonna sonora, realizzata in collaborazione tra l’altro con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, ci spiega meglio il perché e come ci avete lavorato?
Francesco Manfio:
Noi abbiamo cercato di fare un film che, per quanto con budget europei, non lesinasse però i costi su nulla. Abbiamo lavorato al massimo delle nostre possibilità tenendo sempre presente per prima cosa la qualità. Anche il discorso della colonna sonora rientra in questa ottica. Quindi abbiamo voluto per il nostro film solo musiche originali, tutte le canzoni sono state scritte appositamente per la pellicola e abbiamo fortemente voluto questa grandissima orchestra formata da strumentisti di eccelsa qualità che hanno lavorato al nostro fianco per parecchio tempo. Il risultato è straordinario, e molto attento ai particolari. Un’altra prestigiosa collaborazione è con gli Ska-j, un gruppo che nasce da una costola dei Pitura Freska. Quando i Cuccioli incontrano un vecchio gondoliere che gli racconta del Codice di Marco Polo la canzone è cantata da loro, che essendo veneziani doc e avendo sempre cantato in dialetto, si rivelano perfetti per quella determinata scena.
Gruppo Alcuni e la factory a Treviso. Ci raccontate chi siete e da dove venite?
Francesco Manfio:
Il gruppo nasce nel 1973 occupandosi principalmente di teatro: spettacoli teatrali per ragazzi ma non solo per loro. In seguito abbiamo iniziato ad occuparci di multimedialità, termine che negli anni settanta non era stato ancora coniato, ma per noi significava allargare i nostri orizzonti all’editoria, ai fumetti, alla televisione e per ultimo al cinema. C’è stato anche un momento nel quale i personaggi dei nostri spettacoli teatrali erano protagonisti anche di un fumetto sul Corriere dei Piccoli e poi su Topolino. Abbiamo cominciato a produrre un programma televisivo – e lo facciamo ancora – che si chiama Ciak Junior e che va in onda su Canale 5 tutte le domeniche, con storie scritte dai ragazzi e realizzate da varie equipe nel mondo, tanto che attualmente si realizza anche in Cina, in India e in Sudafrica. Una quindicina di anni fa abbiamo cominciato ad occuparci di cartoni animati fino ad arrivare ad oggi, che siamo presenti in 52 paesi del mondo, con programmi come Cuccioli che va su Rai2, poi Leonardo ed Eppur si muove. E devo dire che in quasi tutti i paesi in cui va in onda Cuccioli è la serie che ha più successo e non parlo solo di ascolti ma proprio di gradimento da parte degli spettatori, tanto che questo ci ha spinto a realizzare il lungometraggio Cuccioli – Il Codice di Marco Polo. Stiamo preparando una nuova serie che si chiama Slash per i ragazzini un po’ più grandicelli, stiamo lavorando alla seconda serie di Leonardo, alla quarta serie di Eppur si muove.
Sergio Manfio:
Volevo solo aggiungere che abbiamo portato avanti la multimedialità perché reputiamo che ci sia una correlazione evidente tra comunicazione ed educazione. I messaggi che comunichiamo sono messaggi che formano e noi ne siamo consapevoli in ogni momento. Occorre molta attenzione, perché la responsabilità formativa, educativa è anche di chi si occupa di comunicazione.
Quali autori dell’animazione le piacciono?
Sergio Manfio:
Non mi piacciono quei cartoni animati studiati per allargare l’audience. Creare un contenitore che vada bene per nonni, bambini, mamme e papà, a mio avviso, sposta l’attenzione dal pubblico per eccellenza dei cartoni che sono i piccoli. Anche se Cuccioli – Il Codice di Marco Polo è realizzato in 3D non amo particolarmente quelli in stereoscopia perché mi pare che indossare gli occhiali formi una barriera tra le emozioni che lo schermo in quel momento mi sta cercando di dare. Detto questo uno che mi piace moltissimo – e come si fa a non amarlo dato che è un Maestro - è Hayao Miyazaki. Lui mette poesia in tutte le cose che fa ed è quello che tentiamo, ogni volta, di fare anche noi.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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