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Cronaca di un successo annunciato

13/06/2006
Incontro alla Casa del Cinema con Damon Lindelof uno degli autori e sceneggiatori del serial televisivo Lost. Moltissimi gli amanti del serial tv, soprattutto giovanissimi, che hanno affollato la sala dove Lindelof ha tenuto una lezione di cinema.

Lost. Perduti. Il volo 815 della Oceanic, in partenza da Sidney e diretto a Los Angeles, è decollato da sei ore, quando la radio va fuori uso e il pilota decide di tornare indietro per tentare di effettuare un atterraggio di emergenza alle isole Fiji. Si sono ormai allontanati dalla rotta di migliaia di chilometri e stanno volando a una quota di 12.000 metri, quando incontrano una turbolenza. L'aereo non regge alle sollecitazioni e cede, a partire dalla sezione di coda. Quarantotto passeggeri sopravvivono allo schianto precipitando su un'isola. Da questo momento parte la storia di Lost. Che questo serial televisivo fosse un culto lo si sapeva. Lost, trasmesso in Italia prima su Fox e poi su Rai 2, sin dal suo lancio in marzo, ha ottenuto sulla rete nazionale lo share più alto mai registrato per un telefilm americano negli ultimi sette anni. Inoltre lo share medio di ascolto ha superato di due volte la media dei programmi in prima serata di Rai 2, nella fascia dai 15 ai 34 anni. Dati, soprattutto quelli anagrafici, assolutamente confermati dalla affluenza questa mattina alla Casa del Cinema per vedere la prima puntata della seconda serie di Lost e assistere ad una lezione di cinema/chiacchierata con uno degli autori e sceneggiatori: Damon Lindelof. Casa del Cinema gremita, alcuni non sono nemmeno riusciti ad entrare, di giovani (alcuni giovanissimi), preparati, esperti conoscitori di Lost e dei suoi segreti. I cultori di questa serie tv, come i sopravvissuti dell'isola, sono una comunità. Una comunità che cerca di sciogliere i misteri che in ogni puntata gli abili creatori e sceneggiatori distribuiscono con acume, intelligenza e, soprattutto, grande conoscenza del cinema. Vedere la prima puntata della seconda serie,particolarmente riuscita ed accattivamente, sul grande schermo ti fa capire che Lost è scritto e girato come un film, e per questo funziona ed è diventato, giustamente, un culto. L'uso della macchina, le inquadrature, gli attori, la sceneggiatura, la musica, tutto in Lost funziona. La sensazione di frustrazione non può non attanagliare un vero "lostiano" perché gli eventi sono diradati nel tempo, i punti di vista sono multipli e allora, che cosa è vero e che cosa è finzione? Le risposte sono tutte in Lost.
Scritto da ADMIN
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