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Crazy Heart e Jeff Bridges va verso gli Oscar

Attualità

17/02/2010

Durante la cerimonia dei Golden Globe dove ha vinto la statuetta come migliore attore protagonista una standing ovation ha accolto l’attore Jeff Bridges protagonista di Crazy Heart (in uscita in Italia il 5 marzo distribuito dalla 20th Century Fox), ora nominato anche agli Oscar (è alla sua quinta nomination). Diretto da Scott Cooper e interpretato oltre che da Bridges da Colin Farrell e Maggie Gyllenhaal, il film narra di un musicista country alla deriva che per sopravvivere si esibisce nei locali di bowling. Bad Blake (Bridges) era stato una leggenda da giovane e, attualmente, la sua speranza di ripresa è legata alla relazione con una giornalista Jean Craddock (Gyllenhaal) e da una nuova superstar del country che lo sta cercando, impersonato da Farrell. Il film, che Bridges ha co-prodotto, doveva essere presentato al Sundance, ma poi la Fox ha deciso di puntare ai prossimi Academy Awards. A questo punto Bridges se la dovrà vedere con George Clooney (Tra le nuvole), Colin Firth (A Single Man), Morgan Freeman (Invictus) e Jeremy Renner (The Hurt Locker). L’attore ha affermato a proposito della nascita di questo progetto: “Robert Duvall e io ci siamo messi insieme dando fiducia al giovane regista Scott Cooper, che ama il country e aveva letto come noi il libro di Thomas Cobb da cui è tratto. Credo che il film sia tanto piaciuto perché il country riconnette l’America alle sue origini e perché è una malinconica storia d’amore tra il mio Bad e la giornalista che lo va ad intervistare, una straordinaria Maggie Gyllenhaal”. “Duvall - continua l’attore - conosce bene il country: basta ricordare il suo Tender Mercies che gli ha portato l’Oscar. Siamo andati da T-Bone Burnett e gli abbiamo chiesto di aiutarci con la colonna sonora alla quale aveva già lavorato il suo amico Stephen Bruton, texano, scomparso prematuramente. Dietro il film c’è un mio piccolo segreto: due anni fa mi ero entusiasmato per Once, un film irlandese di musica e sentimenti. Volevo anche io il mio Once dove le canzoni spesso prendono il posto dei dialoghi. Sono un appassionato di jazz, country e, in particolare, di Bob Dylan”. 60 anni appena compiuti, vive da anni a Santa Barbara insieme alla moglie Susan e le tre figlie, Jeff Bridges ha una carriera piuttosto eclettica che lo ha visto diretto da Coppola, Peter Weir, Ridley Scott, Terry Gilliam, e in tempi indietro da autori come John Huston, Hal Ashby, Bob Rafelson, Sydney Lumet, in pellicole che gli hanno regalato personaggi davvero speciali. Su Hollywood l’attore dice: “Ci sono da sempre tante Hollywood e io passo da Iron Man a L’uomo che fissa le capre dove - mi si conceda la battuta - dò del filo da torcere a Clooney. Devo una nomination a Cimino e a Clint Eastwood per Una calibro 20 per lo specialista. Correva il 1974 mentre nel Natale del 2011 sarò sugli schermi in 3D nel supertecnologico Tron Legacy. Sarei contento che accanto a questi kolossal, Crazy Heart - girato con grande amore in 28 giorni - trovasse un suo posto nello show business. Il film è un bel bambino concepito in famiglia e mostrato con orgoglio, senza pensare agli Oscar. Ma mia mamma diceva che l’Oscar è il momento clou del circo e mio padre lo trovava uno show entusiasmante: se vincerò, sarà anche per loro”. Ma non è finita qui. Un’altra ghiotta notizia riguarda Bridges da molti ricordato come Drugo Lebowski dato che presto insieme a Matt Damon e Josh Brolin tornerà a lavorare con i fratelli Coen, “ai quali - dice - devo quel pigro disoccupato di Lebowski che amava la vodka, gli spinelli e, a modo suo, la Los Angeles dove sono nato. Ora però gireremo un western di frontiera, True Grit, da un libro di Charles Portis, un rifacimento ‘alla Coen’ di Il Grinta di Henry Hathaway con John Wayne, che vinse l’Oscar per la parte che diventerà mia, quella di Rooster Cogburn”. Non vediamo l’ora!

Scritto da Nicoletta Gemmi
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