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Cosmopolis è simbiosi tra Cronenberg e De Lillo!

Attualità

25/05/2012

Operazione complicata portare sullo schermo un romanzo come Cosmopolis di Don De Lillo. Una storia, paurosamente profetica quanto apocalittica, ambientata quasi interamente in un microcosmo che è la limousine del miliardario Erick Packer, interpretato da Robert Pattinson. Un uomo che a soli 28 anni è un bersaglio per una società completamente alla deriva più importante che il Presidente degli Stati Uniti. Uno che si è creato da solo una fortuna da miliardario, che ha una intelligenza assolutamente sopra la media, ma che non riesce più a provare nessuna emozione.

Impressionante ma anche comprensibile che Cronenberg abbia accettato questa sfida, propostagli dal produttore Paulo Branco, realizzando un film imperdibile dal quale si esce a dir poco storditi. Con Cosmopolis ritroviamo il Cronenberg di Inseparabili o di Crash, dove le ossessioni, le nevrosi, e la sensazione di essere finiti in un tunnel dal quale non vi è nessuna via di uscita lasciano sgomenti e senza fiato. Pattinson se la cava egregiamente, aiutato da una sceneggiatura straordinaria che, come ha ammesso lo stesso Cronenberg, è all’80% frutto del lavoro di De Lillo. I dialoghi del film sono gli stessi del libro. E da un cast, che nonostante le brevi apparizioni – per tutto il film la macchina da presa non molla un attimo Pattinson – sono eccellenti, da Paul Giamatti, a Mathieu Amalric, Juliette Binoche, Sarah Gadon, Samantha Morton, Jay Baruchel.

Ventiquattrore nell’esistenza di Packer, in una New York piombata nel caos, mentre lui con la sua limousine cerca di raggiungere il suo barbiere di fiducia che sta dall’altra parte della città. Nel frattempo succede di tutto: un probabile attentato al Presidente degli Stati Uniti, la morte di un famosissimo rapper, il crollo dello Yuan che manda in rovina l’impero di Packer, la ricerca di quest’ultimo di qualcosa che faccia ancora battere il suo cuore. Dal comprare un quadro di Mark Rothko al farsi costruire una pista d’atterraggio sul tetto del suo superloft a Manhattan. Ceck up continui che si fa fare dal suo medico di fiducia perché ha la prostata asimmettrica. Tutto è asimmetrico nella sua esistenza, il suo corpo, la sua anima, la sua mente che se ne sta andando... e la sicurezza che qualcuno lo voglia uccidere. Quando? Dove? E chi?

“Non conoscevo Don De Lilloha detto Cronenberg – o meglio non avevo mai letto Cosmopolis. Quando il produttore Paulo Branco mi ha proposto di farne un film mi sono messo sotto ed è scattata la scintilla. I dialoghi sono fantastici, è uno scrittore di grande visionarietà, profetico direi, brillante, incredibile... E, io da canadese, ho amato molto l’idea di provare a cogliere la sua visione dell’America – e potremmo dire del mondo – tanto che la rende in maniera così impressionante che è impossibile non identificarsi. Almeno per me è successo questo, tanto che in sei giorni ho scritto la sceneggiatura, saccheggiando alla grande il lavoro di De Lillo. Ho apportato pochissimi cambiamenti, quelli necessari nella trasposizione di un libro ad un film, tagliato chiaramente alcune parti ma per il resto ho raccontato il suo universo”.

“Per quanto riguarda la scelta di Robert Pattinsondice Cronenberg – io con gli attori vado ad istinto. L’avevo visto in Twilight e in altri film, ma leggendo il libro Eric Packer era lui. E non penso di essermi sbagliato”.

Conosciamo Cronenberg e sappiamo quanto sia un regista visionario quindi il suo ‘matrimonio’ con De Lillo è stata un’ottima idea. Ma qui c’è di più. C’è questa umanità che porta con sé dei ‘parassiti omicidi’ che gradualmente ci trasformano in mutanti inferociti verso la società nella quale viviamo che sempre più sta marcendo in un corpo malato, quello di Cosmopolis.

E come dice Giamatti a Pattinson, in un dialogo del film: “Tu dovevi salvarmi e non lo hai fatto?”. Chiediamoci anche noi chi ci salverà?

Cosmopolis esce oggi nei cinema italiani, in 280 copie, per 01 Distribution.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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