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Cosa ne pensa il mondo di Locke

Attualità

23/04/2014

Dopo la presentazione in anteprima alla scorsa edizione della Mostra del Cinema di Venezia, Locke, il film di Steven Knight, arriva nelle sale italiane il 30 Aprile 2014, distribuito dalla Good Films. Tom Hardy è Ivan Locke, un marito e padre con un lavoro di prestigio, che, durante un viaggio in auto verso Londra, riceve una telefonata inaspettata che porta ad un reale sconvolgimento della sua vita. In una notte tutte le sue certezze si sgretolano e nulla sarà mai come prima. Come costruttore edile, i suoi superiori lo hanno incaricato di supervisionare una grande colata di cemento all’alba del giorno dopo, ma il viaggio per raggiungere la capitale inglese si rivela un viaggio personale con se stesso e le sue relazioni con il mondo esterno.

Un film impressionante, che può solo aumentare la stima che già abbiamo per Hardy e Knight” scrive The Playlist, sottolineando la riuscita di un vero e proprio esperimento cinematografico, che punta tutta sull’interpretazione di un solo attore. Infatti Tom Hardy porta avanti tutto il film, interagendo esclusivamente con delle voci che lo raggiungono attraverso il telefono, all’interno della sua auto, unica sua co-protagonista fisica dall’inizio alla fine. Come afferma il TelegraphSe vi state chiedendo se il pubblico sia disposto ad ascoltare un uomo che parla per un'ora e mezza, vi renderete conto che è degno di essere ascoltato, minuto per minuto, Hardy vi incanterà”. 

Ci sono dei film da vedere sul grande schermo, ma questo è uno di quelli da vedere in un piccolo cinema, circondato dal buio totale. Si tratta di un esperimento audace eseguito brillantemente, con Tom Hardy che regala una delle performance più buone della sua carriera” aggiunge Empire, confermando che Locke è un film da vedere, con una storia avvincente e interessante, costruita su una sceneggiatura dinamica e fluida, che non inciampa e non rallenta mai. Hardy riesce a coinvolgere lo spettatore e a farlo sentire all’interno del mezzo, al posto del passeggero, mentre assiste alla rapida discesa della sua vita, di fronte alla sua impotenza e indecisione.

Questo studio ingegnosamente eseguito nel minimalismo cinematografico ha una profondità, bellezza ed equilibrio” scrive Variety, mentre il The Guardian aggiunge: “Pieno credito a Hardy e Knight per un film come Locke. I cineasti a basso budget potrebbero imparare molto dal loro metodo. E tuttavia, dopo aver strappato via tutta la nuda necessità, dopo aver ridotto i protagonisti ad una macchina e un uomo, fanno un errore classico di sovra-compensazione”. La stampa internazionale sembra essere d’accordo nel promuovere il film di Knight come un esperimento coraggioso riuscito, in cui Tom Hardy abbandona le sue maschere commerciali per regalare un ruolo intrigante e tormentato di un cinema più indipendente. Con un budget ridotto e un’idea vincente, Knight riesce a realizzare un prodotto creativo e originale, basato su una sceneggiatura impeccabile che combina talento e genialità, in appena un’ora e mezza di film.

 

Scritto da Letizia Rogolino
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