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Cosa ne pensa il mondo di Lei

Attualità, Personaggi

26/02/2014

Presentato in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma e candidato come Miglior Film agli Oscar 2014, Lei (Her), il nuovo film di Spike Jonze, arriva nelle sale italiane il prossimo 13 marzo 2014. In un futuro non molto lontano, Joaquin Phoenix è Theodore, un semplice impiegato di una compagnia che scrive lettere elettroniche personali per conto dei propri clienti ed è un uomo solo, da quando la fidanzata lo ha lasciato. In un mondo completamente soggetto alla tecnologia, vengono diffusi dei nuovi sistemi operativi animati da un’intelligenza artificiale che sembra avere una coscienza, avvicinandosi molto alla natura dell’ essere umano. Theodore ne compra uno, che chiama Samatha (Scarlett Johansson), ed è una voce femminile che lo accompagna e lo assiste durante le sue giornate. Tra i due, nonostante la loro evidente appartenenza a due mondi diversi, nasce a un sentimento, un affetto surreale che li porta a vivere simbolicamente, facendo riflettere lo spettatore sulla solitudine provocata dall’invasione della tecnologia, e i pregi di quest’ultima. Jonze porta sul grande schermo una commedia amara, ma estremamente poetica e coinvolgente, che emoziona e trascina in una dimensione onirica, proponendo un tipo di fantascienza originale e suggestiva, basata in fondo su una romantica e conflittuale storia d’amore, non convenzionale e moderna.

Si tratta di una storia d'amore. Ma anche di una meditazione profondamente metafisica su ciò che significa essere umani. Anche uno dei film più commoventi e rilevanti sul modo in cui viviamo e su come possiamo vivere. Il miglior film dell’anno” scrive entusiasta il Boston Globe, mentre il New York Times precisa che “si tratta di una storia d’amore profondamente sincera, tra un uomo e una macchina”. Infatti, se nella prima parte del film, ci si stupisce e si rimane perplessi dal rapporto tra Theodore e Samantha, in un secondo momento lo spettatore tende a mettere in secondo piano la stravaganza di quell’idea, e comincia a vivere la loro relazione come una storia d’amore normalissima, con i suoi alti e bassi, le sue gioie e le delusioni, fino al dolore dell’abbandono. Come afferma VarietyJonze scava in profondità nel dare e avere dei rapporti, analizzando l’alba della noia della mezza età, e l’eterno dilemma condiviso da entrambi, l’uomo e la macchina: lottare per conoscere il vero se stesso”. Il Washington Post definisce Lei come una “commedia loquace e ironica, che guarda alla tenerezza e al sentimento profondo”, e il Chicago Sun Times aggiunge che, “oltre ad essere una storia d’amore, ci offre un commento sui modi in cui la tecnologia collega tutti noi al mondo, ma anche come ci isola dal legittimo e caldo contatto umano”.

Infatti, se da un lato, l’affetto che lega Thedore e Samantha è dolce e tenero, dall’altra parte si rivela anche inquietante e destabilizzante, permettendoci di percepire la freddezza emotiva che caratterizza questo futuro non ben definito, come sottolinea l’Entertainment Weekly nella sua recensione del film. “Jonze ha fatto un dolce, intelligente, e sciocco film, serio per i nostri tempi, ma ambientato nel futuro” scrive Empire, ma il film non convince tutta la stampa internazionale. Infatti il The Guardian sostiene che “ci sono solo alcuni grandi momenti nel film, ma nel complesso si tratta di un prodotto troppo artificioso e con un finale sentimentale del tutto obsoleto” e il San Francisco Chronicle aggiunge che “la storia è troppo esile per le due ore di durata del film, e il ritmo è lugubre, come se tutti, davanti e dietro la macchina da presa, fossero depressi. Il più grande ostacolo è il protagonista che è quasi senza definizione”.

Sul protagonista Joaquin Phoenix, candidato per il ruolo anche agli Oscar, il parere generale tuttavia non è negativo, e molti critici importanti sottolineano che la sua performance è una delle sue più convincenti fino ad oggi, come The Master, ma “in una direzione esattamente opposta: dolce, meditativo e cerebrale in Lei, invece di arrabbiato, sconcertato e con una mentalità chiusa come in The Master” precisa il Charlotte Observer. Lei è candidato per il Premio Oscar come Miglior Film e dovrà vedersela con altri successi diversi e interessanti, come The Wolf of Wall Street, Gravity, Philomena, Nebraska, 12 Anni Schiavo, American Hustle, Captain Phillips e altri. L’appuntamento è domenica 2 marzo in diretta da Los Angeles per scoprire se porterà a casa l’ambita statuetta d’oro.

Scritto da Letizia Rogolino
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