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Cosa ne pensa il mondo di C’era una volta a New York

Attualità

09/01/2014

Il prossimo 16 gennaio arriva nelle sale italiane il nuovo film di James Gray, C’era una volta a New York ( titolo originale The Immigrant), con Joaquin Phoenix, Marion Cotillard e Jeremy Renner nei ruoli principali. Scritto dallo stesso Gray in collaborazione con Richard Menello, questo film è ambientato nella New York degli anni ’20 per raccontare una drammatica ed intensa storia di immigrazione. Marion Cotillard interpreta Ewa Cybulski, una giovane donna polacca che vuole lasciare il suo paese in guerra insieme alla sorella Magda. Quest’ultima però si ammala e così viene tenuta nell’ospedale di Ellis Island, mentre Ewa riesce ad entrare nel paese grazie a Bruno, un uomo d’affari affascinante e allo stesso tempo inquietante, che sembra tenere a lei, ma nello stesso tempo pensa al suo rendiconto. Le strade di Manhattan sono pericolose per una donna sola e straniera e servono soldi ad Ewa per liberare la sorella e portarla con sé, quindi la cruda realtà e scomodi compromessi non tardano ad arrivare, cambiando la giovane donna per sempre.

Dopo il dramma poliziesco I Padroni della Notte e il dramma ambientato a Brooklyn Two Lovers, Gray torna a lavorare con Joaquin Phoenix senza abbandonare New York come location principale. Cambia però l’epoca, e il regista fa un salto indietro nel tempo, esplorando la sua ossessione per il tema della classe sociale e dell’immigrazione, anche a causa delle sue origini di ebreo russo. Infatti l’idea per questo film è nata da alcune vecchie foto di famiglia di Gray, scattate dal nonno su Ellis Island nel 1923 e il film è in parte romanzo, in parte esperienza personale e si avverte, poiché emoziona e coinvolge dall’inizio alla fine, con quel carattere classico e moderno insieme, proprio di questo regista. “Il quinto sforzo alla regia di Gray è un'esperienza meravigliosa e conflittuale, potentemente eseguito in alcune parti, freddo e serpeggiante in altre” scrive l’ Indie Wire, mentre The Playlist lo ritiene “contenuto, sobrio, manifesto di un cinema premuroso che soddisfa quasi su ogni livello, tranne che per il desiderio di un po’ di caos”. Infatti in C’era una volta a New York è tutto costruito su un ritmo cadenzato e avvolgente, che non sorprende per colpi di scena o sequenze particolarmente movimentate, ma la sua forza è il sentimento, il cuore e un vortice di emozioni umane che sgorgano dagli occhi di Joaquin Phoenix e Marion Cotillard, che regalano in questo film due delle loro performance migliori di sempre.

Questo ricco e bel film vanta una performance di Marion Cotillard che colpisce l’anima” scrive Variety, accompagnato da The Hollywood Reporter che sottolinea: “Arricchito splendidamente da una ricreazione atmosferica del Lower East Side, il lavoro è intimamente ancorato alle mirate recensioni di un'altra prestazione superiore di Marion Cotillard”. La stampa internazionale è stata in gran parte conquistata dal nuovo lavoro di James Gray, ma il Time Out London invece ha affermato: “C’era una volta a New York promette di essere un ricco territorio da esplorare, ma nella realizzazione è troppo imponente, tetro e poco convincente”. Quel particolare periodo storico della città di New York è stato ampiamente trattato da Hollywood ed è difficile trovare una chiave nuova che porti ad un film originale e riuscito, ma Gray riesce a personalizzare ogni sua creatura filmica in modo convincente, anche grazie ad un team creativo di talento e ad un cast ben scelto e di alto livello. 

Dialogo a parte, l'artigianato è ineccepibile, e Gray adotta un approccio senza tempo per la stimolazione della macchina da presa: anche la luce del sole è color seppia. Egli punta i grandi temi della lealtà e dell’ ambizione senza mai prendere fuoco, e i momenti memorabili del film sono i più piccoli” conclude The Telegraph, sottolineando che C’era una volta a New York sembra un affresco del passato che tratta tematiche sempre attuali, e Gray lo rende tuttavia baluardo di un cinema moderno.

Scritto da Letizia Rogolino
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