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Cosa ne pensa il mondo di American Sniper

Attualità

29/12/2014

Dopo i successi di Gran Torino e Million Dollar Baby, Clint Eastwood torna al cinema il 1° Gennaio 2015 con il suo ultimo lavoro American Sniper. Bradley Cooper interpreta Chris Kyle, un U.S. Navy SEAL che viene inviato in Iraq con una missione precisa: proteggere i suoi commilitoni. La sua massima precisione salva innumerevoli vite sul campo di battaglia e mentre si diffondono i racconti del suo grande coraggio, viene soprannominato “Leggenda”. Nel frattempo cresce la sua reputazione anche dietro le file nemiche, e viene messa una taglia sulla sua testa rendendolo il primario bersaglio per gli insorti. Allo stesso tempo, combatte un’altra battaglia in casa propria nel tentativo di essere sia un buon marito e padre nonostante si trovi dall’altra parte del mondo.

Eastwood lavora sapientemente sulla parte drammatica della storia con un’azione propulsiva e la suspense” ha scritto il New York Post, sottolineando la natura variegata di questo film, che tuttavia si regge in gran parte sulla performance del protagonista. “Dopo molte prove come attore comico in “Una Notte da Leoni” e "American Hustle”, Cooper risulta essere altrettanto brillante in un ruolo intenso e drammatico. Nel suo ritratto straordinariamente austero, i silenzi di Kyle sono eloquenti, la sua impassibilità interessante, i suoi conflitti interiori impliciti senza traccia di sentimentalismo” ha precisato infatti il Wall Street Journal. Eastwood ha dimostrato più volte il suo talento dietro la macchina da presa e, anche questa volta, il suo stile riesce ad unire diversi componenti in modo lineare e convincente: una sceneggiatura capillare, la struttura narrativa fluida e coinvolgente, un protagonista all’altezza del proprio ruolo e il ritmo incalzante anche grazie ad una buona dose di tensione e adrenalina. Come ha scritto il Rolling Stone Eastwood, lavorando sullo script di Jason Hall ha adattato dal libro di memorie di Kyle del 2012, unendo l'esplosivo e il dramma come solo lui può fare”.

Clint Eastwood sorprendentemente attanaglia il pubblico con il suo senso del silenzio ipnotico, che porta i suggerimenti di quello che potrebbe essere definito il pragmatismo politico apolitico” ha notato invece Slant Magazine, mentre il New York Daily News ha aggiunto: “I migliori film sono sempre mutevoli, intelligenti e a cuore aperto abbastanza per ampliare il pubblico. American Sniper è una meditazione straziante di Clint Eastwood sulla guerra, ed è costruito su questo fondamento di rara compassione”. Sono stati realizzati molti film con al centro i dolori e le difficoltà di un tiratore scelto alle prese con la ferocia della guerra e delle scelte personali. In particolare alcune firme della critica internazionale hanno accostato American Sniper con il recente The Hurt Locker di Kathryn Bigelow. “American Sniper sembra molto simile ad un compagno di soggetto, tema e qualità come The Hurt Locker” ha scritto The Hollywood Reporter, mentre Variety ha notato che “Proprio come The Hurt Locker ha trovato una profondità rivelatrice con Jeremy Renner, American Sniper ha trattenuto la pesante prestazione profondamente espressiva di Cooper, che consente molte delle implicazioni inespresse del dramma, da leggere chiaramente sul viso dell'attore, sempre più devastato dalla guerra”.

Le sequenze di guerra di American Sniper sono ben ritmate e strazianti, e ricordano quelle di The Hurt Locker del 2008. Come quel film, Sniper può essere interpretato sia come un saluto patriottico sia come un film incisivo contro la guerra. In entrambi i casi, si tratta di un potente, commovente e tragico racconto” ha aggiunto l’ Usa Today. Anche se al centro della trama c’è la guerra con tutte le sue responsabilità e brutali conseguenze, Eastwood si sofferma molto sui cambiamenti personali e interiori del protagonista, questo tiratore scelto che è pur sempre un uomo, con una famiglia e dei sentimenti che frenano il pragmatico adempimento dei suoi doveri di soldato. Come scrive l’Entertainment WeeklyAmerican Sniper è un film che evoca emozioni complesse. Un mese dopo averlo visto, si potrebbe ancora essere alle prese con la sua potenza, profondità, e propaganda”.

Scritto da Letizia Rogolino
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