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Cosa ne pensa il mondo di 12 Anni Schiavo

Attualità

18/02/2014

Dopo il crudo Hunger e l’emotivo Shame, il regista Steve McQueen porta al cinema il suo ultimo film, 12 Anni Schiavo, per raccontare la triste e violenta condizione dei neri negli anni che hanno preceduto la guerra civile americana. Chiwetel Ejiofor interpreta Solomon Northup, un musicista benestante di colore che vive tranquillamente con la sua famiglia nel nord dello stato di New York e, improvvisamente un giorno viene rapito e venduto come schiavo. Dopo una notte di festa, si risveglia in una cella con le catene a mani e piedi, e la sua vita cambia bruscamente senza una chiara spiegazione. Quando trova lavoro come schiavo di un proprietario terriero, si sforza di dare il meglio di sé, per sopravvivere e poter sperare di tornare presto da sua moglie e i suoi due figli. 

McQueen ha scelto di portare sul grande schermo la storia vera di Solomon Northup per fare un po’ di luce su una triste realtà, che ha caratterizzato per molto tempo una parte degli Stati Uniti d’America, soffocata dal razzismo e dalla discriminazione, fino a trattare la gente di colore senza alcuna dignità e rispetto, come dei veri e propri schiavi. Sulla scia delle sue precedenti pellicole, Mc Queen non risparmia scene di forte impatto emotivo, con torture esplicite, ritratti di sofferenza e scene estremamente realistiche che non permettono al pubblico di rimanere distaccato come semplice osservatore. “Dimostrandosi un regista di fama mondiale, McQueen rende praticamente schiavi tutti noi. Fa male guardarlo. Quello che abbiamo qui è un viscido, brillante e intenso classico” scrive il Rolling Stone. La critica internazionale è rimasta colpita da questo nuovo film, nominato agli Oscar, che vanta anche un cast stellare con Michael Fassbender, Benedict Cumberbatch e Brad Pitt che fanno da spalla ad uno straordinario Ejofor che tiene il film perfettamente sulle sue spalle, regalando, secondo Film. comuna delle sue migliori interpretazioni della sua carriera fino ad oggi”. E aggiunge: “Dona allo ‘schiavo’ un cuore livido ma pulsante in ogni fase”. Della stessa idea è anche Variety che scrive: “Anche se il film è ricco di personaggi memorabili, lo spettacolo definitivo appartiene a Ejiofor, che sostiene in tutto la dignità del personaggio” e Empire sottolinea che “Ejofor brilla del suo immenso talento in un film che è una lezione di storia vestita da film horror, potente, viscerale e che influenza il pubblico”.

Il New York Daily News e il Boston Globe notano delle analogie tra 12 Anni Schiavo e Schindler’s List di Steven Spielberg, affermando che “McQueen ha fatto un film difficile da guardare, ma che denuncia l’aspetto essenziale della disumanità dell’uomo verso l’uomo. E’ straziante e fa piangere come pochi altri film riescono a fare. Chiede al pubblico di confrontarsi con il peggio di ciò che l’umanità può fare per se stessa”. I due punti di forza del film quindi sembrano essere la performance del protagonista che può sperare di portare a casa l’ambita statuetta d’oro il prossimo 2 Marzo, e la regia, che seppur forte e a tratti scioccante, riesce nel suo scopo. Viscerale e inesorabile, 12 anni schiavo non è solo un grande film, ma un successo necessario” precisa il The Guardian, mentre Slant Magazine, una voce un po’ lontana dal coro sostiene che “ Steve McQueen praticamente addolcisce Solomon Norhtup, presentandolo come un osservatore passivo per una serie di orrori, che esistono principalmente per la nostra istruzione”.

Chi conosce McQueen e ha una vaga idea del suo registro, non si aspetta di sicuro un melodramma sentimentale sul razzismo come il recente The Butler, ma un film forte e provocatorio che mostra la realtà senza tanti mezzi termini e abbellimenti.

 

Scritto da Letizia Rogolino
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