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Contro l’omofobia, una breve filmografia

Attualità

17/05/2013

Il 17 maggio è la giornata internazionale contro l'omofobia. La data è stata scelta  per ricordare il 17 maggio del 1990, in cui l'Oms depennò l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali. Ad oggi ancora in 76 paesi del mondo le relazioni tra persone dello stesso sesso sono considerate reato, e in sette di questi vengono punite con la pena di morte. Ancora, in moltissimi paesi le persone omosessuali sono vittime di aggressioni o di esclusioni.
Ma l'omofobia non è solo violenza fisica, è un processo di emarginazione a cui viene condannate  chi non ha un orientamento sessuale non in linea con quello della maggioranza etero. Un pregiudizio che ancora resiste non solo nelle fasce meno acculturate della società, ma che è ancora radicato nel mondo scolastico.  La situazione italiana, da questo punto di vista, è una delle peggiori in Europa, sia per gli episodi  omofobici, che sono quasi all'ordine del giorno, e sia per un vero e proprio muro istituzionale voluto dal mondo cattolico più conservatore. Il mondo del cinema da sempre ha sposato la causa della lotta alla discriminazione omofoba, con moltissime pellicole memorabili, alcune premiate con l'Oscar. Ve ne citiamo solo alcune,tra le più note.

il rockettaro C.R.A.Z.Y. (2005) di Jean-Marc Vallée il difficile passaggio all'età adulta di un adolescente che sin da piccolo amava giocare con le bambole.

Il politico Milk (2008) di Gus Van Sant con Sean Penn, la vera storia di Harvey Milk, primo gay dichiarato ad aver raggiunto una carica pubblica negli Stati Uniti.


Il castissimo Maurice di James Ivory (1987) con Hugh Grant e James Wilby dal romanzo di E.M. Forster, con la storia dell'amicizia impossibile per lìepoca tra due compagni di università a Cambridge negli anni'10, quando per la legge britannica l'omosessualità era un crimine.

Il potente I Segreti di Brokeback Mountain (2005) di Ang Lee con al centro la splendida, romantica, a tratti sublime storia d'amore    tra due cowboy nel profondo Wyoming degli anni '60.  Leone d'Oro a Venezia 2005, vincitore di 3 Premi Oscar.  

Il commovente Philadelphia (1993) di Jonathan Demme, la migliore interpretazione nella carriera di Tom Hanks, nel ruolo di un avvocato licenziato dal proprio studio perché omosessuale e malato di Aids, che trova nell'eterosessuale Denzel Washington un appassionato difensore. 2 Oscar, uno a Tom Hanks e l'altro a Bruce Springsteen per la canzone Streets of Philadelphia.

Il tenero Le fate ignoranti (2001) di Ferzan Ozpetek con Margherita Buy e Stefano Accorsi, la storia di una donna che dopo la morte del marito scopre che quest'ultimo aveva da anni una relazione con un uomo.

L'on the road Priscilla La Regina del deserto di Stephen Elliott (1994), con Terence Stamp. Un maturo transessuale ed un travestito con moglie e figli, attraversano il deserto australiano con un camper intrattenendo i locali con dei variopinti numeri musicali. Un Oscar per i costumi. 

Scritto da Piero Cinelli
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