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Conquista e accettazione della solitudine

11/09/2009

Tom Ford passa come ultimo film in concorso qui alla Mostra di Venezia. E se come l'anno scorso - vedi The Wrestler - gli ultimi saranno i primi, lo stilista ha delle chance di portarsi a casa un premio. In conferenza stampa l'applauso più lungo riservato ad un film fino ad ora è andato al suo A Single Man e una vera ovazione ha accolto gli attori, in particolare Colin Firth a cui andrebbe veramente la Coppa Volpi per la Migliore Interpetazione. Tom Ford non è solo lo stilista che ha rilanciato nomi come Gucci o Yves Saint Laurent e che da un po' di anni ha una sua linea di moda, adorata dalle star di Hollywood e anche da noi comuni mortali. Il signore texano è un esteta, ha un gusto raffinatissimo e il suo A Single Man mantiene lo stesso stile, senza essere estetizzante. Niente è patinato e fine a sé stesso. L'estetica è parte integrante della storia e della vita del Professor George Falconer. La storia è un adattamento dello stesso Ford del folgorante romanzo di Christopher Isherwood. Siamo a Los Angeles nel 1962, l'uomo solo è proprio questo dandy che da poco ha perso il compagno, Jim, dopo 16 anni di convivenza, in un incidente d'auto. Il Professor Falconer ha una bellissima casa, è ricco, elegante, ha dei bei vestiti ed è uno stimato intellettuale oltre che insegnante in una delle più prestigiose università della città degli angeli. Ha una amica, con cui ha avuto una storia in gioventù Charley (Julianne Moore) e uno studente che lo perseguita Kenny (Nicholas Hoult, il ragazzino di About a boy che ora è diventato uno splendido giovanotto). Nonostante George abbia gente che lo cerca e si prenda cura di lui la voglia di vivere è scomparsa insieme a Jim (Matthew Goode). Eppure George all'università insegna ai suoi allievi a non vivere nella paura, a non farsi sopraffare dagli eventi, quello che deve accadere, alla fine accade. E 'lei' (la morte) arriverà. Perché questa è l'unica certezza che accomuna noi esseri umani. Tragico, divertente, drammatico e ironico proprio come è la vita A Single Man è una eccellente opera prima che non farà di sicuro rimpiangere a Tom Ford di avere ampliato la Fade to Black, nome della propria casa di moda in una compagnia cinematografica.


"Ho letto per la prima volta il libro di Isherwood all'inizio degli anni '80. - afferma Tom Ford - Sono rimasto commosso dall'onestà e dalla semplicità della storia. Tre anni fa, dopo avere cercato il progetto giusto da sviluppare come mio primo film, mi sono ricordato che avevo pensato spesso a questo romanzo e al suo protagonista. Ho preso in mano il libro e l'ho riletto, e questa volta mi ha parlato in modo completamente diverso. Si tratta di una storia profondamente spirituale, che descrive la giornata di un uomo che non riesce a immaginare il proprio futuro. E' una storia universale che parla del riconciliarsi con il senso dell'isolamento che proviamo tutti, e dell'importanza di vivere nel presente e di capire che le piccole cose della vita sono in realtà le grandi cose della vita".


"Avevo del timore chiaramente - continua Ford - nell'approcciarmi ad un lungometraggio. Ho sempre avuto a che fare con il cinema perché sono uno spettatore accanito, mi vedo moltissimi film, soprattutto della storia del cinema. Adoro Alfred Hitchcock. Ho fatto una partecipazione divertente in Zoolander e poi per via del mio lavoro di stilista ho sempre avuto a che fare con video pubblicitari oltre a vestire moltissimi attori per svariate pellicole. Detto questo, mettersi dietro una macchina da presa è un'altra storia. Sembra che i film incentrati sul personaggio e sul dialogo si siano persi ma sono questi, per quanto mi riguarda, in ultima analisi quelli più gratificanti. Lo sono come spettatore e di conseguenza è questo il tipo di film che mi sono proposto di creare".


Un altro aspetto importante da sottolineare è che Tom Ford sa maneggiare con molta cura e rispetto questa storia omosessuale. Non induge mai in particolari pruriginosi concentrandosi invece su un essere umano che sta cercando di sopravvivere ad una perdita e alla sua profonda solitudine. A Single Man è una storia d'amore, tra due uomini ma non sarebbe cambiato nulla se fossero stati un uomo e una donna. Non è un film militante ma la storia di un uomo alla ricerca del significato della propria vita. "Voglio ringraziare - conclude Ford - gli attori che sono tutti eccezionali. Julianne è stata la prima ad accettare. Colin è stata più dura perché era già impegnato su un altro set ma poi quando si è liberato ed ha detto sì, ho cominciato a pensare che tutto sarebbe andato per il verso giusto. La sua parte era la più difficile da assegnare e ci sono pochissimi attori al mondo dotati della sua stessa sensibilità. Ora, quando vedrete il film, vi accorgerete che lavoro eccelso di sottrazione ed emozione è riuscito a realizzare Firth". da Venezia: Nicoletta Gemmi

Scritto da ADMIN
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