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Confusi e Felici, il nuovo film di Massimiliano Bruno tra sorriso e commozione

Attualità, Conferenze stampa, Personaggi

27/10/2014

Il 30 Ottobre arriva al cinema la nuova commedia di Massimiliano Bruno, Confusi e Felici, che conferma nuovamente lo stile frizzante e personale del regista che ha esordito sul grande schermo con Nessuno mi può Giudicare nel 2011. Dopo Tutta Colpa di Freud, il mondo della psicoanalisi torna ad essere al centro di una commedia italiana convincente e divertente, con la giusta dose di ironia che si unisce ad una riflessione più profonda e realistica. Marcello, interpretato da Claudio Bisio, è uno psicanalista con uno studio avviato che, in seguito ad una diagnosi medica scoraggiante, cade in depressione. La segretaria Silvia (Anna Foglietta), e i pazienti, ognuno stravagante e fuori di testa a modo suo, cominciano ad impegnarsi per far uscire il loro medico da quella triste situazione, ma le loro manie e la loro esplicita instabilità non renderà questa missione molto semplice.

Conosco molte persone che hanno problemi di salute, e mi interessava raccontare come queste affrontano problemi di questo tipo. Poi mi faceva poi divertire il fatto che i pazienti aiutassero lo psicanalista a risolvere un problema. Sono 15 anni che faccio terapia, quindi conosco un po’ questa realtà direttamente. Quando ho scritto la sceneggiatura speravo di poter avere questi attori, li ho aspettati per otto mesi ma poi sono stato fortunato, tranne Pasquale Petrolo alias Lillo che mi ha dato buca e ho fatto io il suo personaggio” ha raccontato Bruno durante la conferenza stampa di presentazione del film a Roma. Claudio Bisio ha poi aggiunto qualcosa sul film e sulla possibilità di lavorare con questo regista: “Mi ha convinto la storia, la sceneggiatura, una delle miglior scritte negli ultimi anni. Poi la voglia di lavorare con Massimiliano, che è un amico in comune con Paola Cortellesi e ci conoscevamo, ma non eravamo mai stati insieme sul set. Poi lavorare con questi attori, tutti romani, ero un milanese tra romani…mi spiegavano parole in romano che provavo a dire senza successo”. 

Uno spacciatore affetto da attacchi di panico, una ninfomane, una coppia sposata con problemi sessuali, un quarantenne mammine cronico, un telecronista con crisi di rabbia per il tradimento della moglie sono personaggi irresistibili, scritti bene e resi perfettamente sulla scena da un cast di alto livello e che funziona bene insieme. Marco Giallini e Anna Foglietta, che abbiamo già visto insieme in Tutta Colpa di Freud tirano i fili di una struttura narrativa lineare, con un ritmo dinamico e frizzante, mai scontato. E, pur rimanendo fedele allo stile della commedia, Massimiliano Bruno riesce ad introdurre momenti commoventi e di una certa intensità emotiva, che rendono il film qualcosa di più. “Secondo me questo è un film che ha un’anima e un cuore ed è bello il ribaltamento dei personaggi. C’è la parte comica, ma anche una parte sentimentale. Sarò una romantica…ma mi è piaciuto molto” ha dichiarato Anna Foglietta, seguita dalla simpatica Paola Minaccioni che ha aggiunto: “Vitaliana, come dice il nome stesso, è piena di vita, soprattutto sessuale, e vuole provarci con il suo psicanalista. Massimiliano mi ha regalato questo personaggio, e mi ha fatto essere pure “fica” per una volta…Lui ha la qualità di andare dritto all’obiettivo, di andare fino in fondo. Usando stili diversi, tutti i personaggi hanno un loro obiettivo. Secondo me la freccia è arrivata al centro”.

Caterina Guzzanti e Pietro Sermonti, che molti ricordano come protagonisti della celebre serie Boris, interpretano la coppia in crisi. “E’ un personaggio che viaggia tre metri sopra le righe, mi fa molto ridere che parla del marito come se non ci fosse. Sono molto contenta perché abbiamo trovato una chiave per farlo, si sente perennemente in terapia e chiede una conferma a tutti intorno a sé. Il film è bello e commovente, che funziona e mi è piaciuto molto” ha raccontato la Guzzanti, mentre Sermonti ha sottolineato: “Il mio personaggio è un adolescente di 40 anni, e la causa sono i tablet e i social network. Conosco molta gente che si è dimessa dal proprio corpo”. “Con Edoardo (Falcone) abbiamo già scritto diverse cose insieme. E’ difficile soprattutto scrivere battute che fanno ridere, anche per non ripetere qualcosa che hanno fatto già altri. Non è un caso che ci mettiamo tra gli 8 e i 10 mesi per scrivere una commedia. Poi siamo esseri umani e magari ci sono dei momenti personali che non ci fanno essere brillanti come al solito” ha poi spiegato Bruno, per svelare il processo creativo che ha portato ad un film convincente, che fa sorridere ma fa anche riflettere e far uscire qualche lacrima sincera. La ricchezza del cinema italiano forse sta proprio nella giusta misura tra leggerezza e profondità nelle commedie di un certo livello.

Scritto da Letizia Rogolino
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