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Come una candela nel vento - La leggenda di Marilyn Monroe: 1962 – 2012

Attualità, Personaggi, Recensioni

31/05/2012

Il 1° giugno Marilyn Monroe, se fosse ancora viva, avrebbe compiuto 86 anni.

Marilyn, infatti, è morta il 5 agosto del 1962 in circostanze mai del tutto chiarite: di volta in volta, la sua fine bollata ufficialmente come ‘probabile suicidio’ è stata associata alle trame della famiglia Kennedy, ad una vendetta della Mafia in cui centrava, in qualche maniera, Frank Sinatra, ai Cubani, all’utilizzo smodato di farmaci a lei prescritti dal suo analista senza scrupoli e all’enigmatica governante Eunice Murray.

Dietro la porta chiusa del suo appartamento a Brentwood la polizia ha trovato il cadavere di Marilyn nudo e senza una nota che spiegasse l’eventuale suicidio. Molte, troppe persone entrarono nella sua casa quella notte di agosto e fu il suo secondo ex marito, la star del baseball Joe di Maggio (che qualcuno dice Marilyn volesse sposare di nuovo…) ad occuparsi dei funerali e della sua sepoltura nel cimitero Westwood Memorial Park di Los Angeles, città dove era nata solo 36 anni prima.

A differenza di tante sue colleghe di quegli anni, Marilyn Monroe è qualcosa di più di un’attrice che non poté mai dimostrare fino in fondo il suo talento, a causa della miopia degli Studios che si fermavano alla ‘splendida’ superficie di un corpo pressoché perfetto e di una sensualità prepotente, la cui forza era evidenziata da una grande fragilità. Marilyn Monroe, forse anche grazie alla sua morte improvvisa che ha lasciato il mondo senza parole, è diventata, nel corso del tempo, una vera e propria icona, il cui volto sublimato in diversi colori è esposto con la stessa devozione di un ex voto dagli alberghi di Los Angeles alle gallerie d’arte londinesi, dai pub romani fino ad arrivare al Giappone, uno dei pochi paesi che la Diva visitò in vita.

Oggi Marilyn Monroe è più famosa che mai: sono innumerevoli i saggi, i film, i documentari a lei dedicati e perfino i romanzi incentrati sulla storia di una ragazzina triste, abbandonata al sistema che l’ha affidata a diverse famiglie adottive e che, come lei ricorda in un suo libro di memorie, era sembra “l’ultima” a fare il bagno il sabato sera con l’acqua che avevano già usato gli altri.

Tra i tanti libri dedicati a Marilyn, oltre alla monumentale e imperdibile biografia scritta da Donald Spoto non bisogna dimenticare lo splendido Blonde di Joyce Carol Oates che trascende la storia ufficiale ed esplora i momenti più drammatici della sua vita: dalla bambina dell’orfanotrofio che da lontano guardava la notte illuminarsi la torre della RKO alla giovane donna ancora disperata, alla ricerca di quel padre che non ha mai incontrato e che lei, si dice, abbia sempre sospettato essere Clark Gable, secondo i racconti della madre morta pazza e sopravvissuta di oltre un decennio alla propria figlia.

Cinquanta anni dopo la sua scomparsa, dunque, Marilyn Monroe è una delle poche dive dallo stile inimitabile che è andata oltre il grande schermo imponendosi come una presenza sensuale e gentile nelle nostre vite di tutti i giorni.

La sua storia che racconta di una donna andata ben oltre il successo immaginabile, di una diva che non è mai stata nemmeno nominata all’Oscar e, soprattutto, di una persona fragile e intelligente alla costante ricerca della propria identità, resta qualcosa di unico nella storia del cinema, soprattutto, perché la macchina da presa ha catturato qualcosa di lei che oggi, nonostante gli sforzi, non è riproducibile. Tutte le attrici che si sono misurate con la sua personalità, ne hanno colto al massimo qualche aspetto, non necessariamente solo superficiale, ma – certamente – non sono riuscite ad andare sottopelle e a replicare quel misto unico di contraddizioni che l’hanno resa la Diva in grado di definire un’epoca. Certo, ci sono altre grandi attrici che hanno qualcosa di irripetibile: Greta Garbo, Marlene Dietrich, Audrey Hepburn, Elizabeth Taylor, Sophia Loren solo per citarne alcune. Eppure la parabola di Marilyn Monroe, il suo essere stata ‘come una candela nel vento’ secondo la canzone a lei dedicata da Elton John la rendono assolutamente unica e indimenticabile, una personalità imprescindibile per chiunque ami il cinema e la storia di Hollywood, un’icona pop con cui è impossibile non misurarsi.

Marilyn Monroe, dunque, vive per sempre e come lei stessa sembra avere riconosciuto, il tempo è stato galantuomo con lei, perché ci ha impedito, tutto sommato, che il nostro amore nei suoi confronti andasse scemando. Marilyn una volta ha scritto: “Ho sempre pensato che le stelle del cinema fossero persone eccitanti e di talento, piene di una personalità molto particolare. Quando le incontro alle feste scoprop che in genere sono incolore e spaventate. Sono stata spesso in silenzio per ore ad ascoltare i miei idoli cinematografici trasformarsi lentamente in persone noiose e molto meschine.”

Un qualcosa che con lei non è potuto accadere e che, forse, comunque non sarebbe mai accaduto.

Marilyn Monroe, oggi, nella sua morte ha incontrato, ironicamente, quell’amore che le era sempre mancato durante la sua vita e che l’ha resa ciò che nessun’altra è mai riuscita a diventare.

Scritto da Marco Spagnoli
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