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Come non detto: l’incontro con regista e cast

Attualità, Personaggi

27/08/2012

(Roma)Uscirà il 6 Settembre in 150 copie, ha avuto una bellissima campagna promozionale ed è un film nel quale crediamo tantissimo”. E’ Marina Marzotto nuovo direttore generale di Moviemax ad introdurre così la conferenza stampa di Come non detto, esordio cinematografico del regista Ivan Silvestrini.

Si tratta di una commedia sul tema ancora oggi considerato ‘delicato’ del coming out. Il giovane Mattia è fidanzato con lo spagnolo Eduardo, convinto che il suo ragazzo, come lui, abbia parlato delle sue preferenze sessuali a parenti ed amici. Mattia in realtà è terrorizzato dall’eventualità e dalle reazioni delle persone che lo circondano. Quando Eduardo decide di venire a Roma, il giovane con l’aiuto dell’amica Stefania e di Giacomo, cerca di trovare una soluzione…

Questo è un film che potremmo definire europeo, è ambientato a Roma, ma potrebbe svolgersi tranquillamente in un’altra città. L’idea da dove nasce?

Risponde Roberto Proia, direttore marketing qui improvvisatosi sceneggiatore: “L’idea è venuta a me cinque anni fa. Ho letto tante sceneggiature alcune anche molto brutte, così ho pensato che uno script, seppur brutto potevo scriverlo anche io. Il tema del coming out è stato affrontato molte volte al cinema, ma mai in maniera leggera e comica. Andrea Occhipinti, al quale sottoposi il soggetto mi disse ‘sai ne sta per uscire uno simile, si chiama Mine Vaganti’. Alla fine abbiamo realizzato due prodotti diversi”.

Gli fa eco Ivan Silvestrini: Io sono molto soddisfatto di questo film e felice di essere stato coinvolto e di aver potuto lavorare con questo cast. E' un film che io definirei pop, grazie all'utilizzo di luci e colori a più non posso, per i quali non posso che ringraziare il direttore della fotografia Rocco Marra. In Italia c'è ancora bisogno di film di questo tipo, dove l'omosessualità è considerata ancora un tema delicato. Come non detto racconta la storia si di Mattia, ma anche di come i suoi parenti ed amici si confrontano con il tema del diverso.

Perché il protagonista ha paura di fare coming out? “A me interessava sottolineare che non è importante ciò che pensa la società – dice Proia – ma accettare se stessi. Volevo che uscisse fuori non il lato vittimistico, ma quello secondo il quale se non siamo noi i primi a ‘normalizzarci’, difficilmente lo faranno gli altri”.

Il cast cosa ha pensato della sceneggiatura? “ Dopo aver scoperto di esser stato scelto e aver fatto le solite domande di rito, ma siete sicuri, non mi sembra il caso – risponde divertito Josafat Vagni – mi sono ‘documentato’, parlando con alcuni amici omosessuali. Mattia, si trova più a suo agio con la menzogna, lo fa sentire meno fuoriposto. Sul set ho invece potuto osservare chi lavora da più tempo di me”.

Monica Guerritore, anche il suo personaggio, la mamma, ha un arco di sviluppo interessante…” Diciamo che qui ogni protagonista fa un suo personale coming out, il mio riesce a tenere testa a suo marito”.

Interviene Francesco Montanari, noto al grande pubblico per il personaggio de Il Libanese nella serie Romanzo Criminale, qui nei panni di Giacomo, drag queen che si fa conoscere con il nome di Alba Paillettes: “ Io sono grato di aver potuto indossare panni comprensivi di tacco 14, non chiederò più alla mia compagna di indossare scarpe scomode o di farsi la ceretta – ride – è stato interessante la preparazione della mia Alba, fatta insieme ad Ivan all’interno delle serate del Muccassassina. Ho conosciuto delle vere drag queen e ho scoperto che se tutti svolgessero il proprio lavoro, con la serietà e professionalità che ci mettono loro, il mondo sarebbe popolato di geni”.

A chi chiede se ha mai pensato di ricavare dalla storia una serie tv che prosegua idealmente le vicende dei personaggi, Proia risponde: “L’idea ha sfiorato anche me…chissà”.

In sala per Moviemax in 150 copie, Come non detto vede nel cast Monica Guerritore, Josafat Vagni, Ninni Bruschetta, Francesco Montanari, Alan Cappelli, Valeria Bilello, Jose Dammert, e Andrea Rivera.

 

Scritto da Manuela Blonna
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