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Colpo d’Occhio: L’ambigua simulazione della realta’

15/09/2008
“Io conosco Riccardo Scamarcio da qualche anno. Con me, anni fa, ha fatto dei provini per i miei film in Puglia. Nel corso del tempo l’ho mano a mano seguito, sapendo che lui nutriva una certa stima nei miei confronti senza avere mai avuto, però, un ruolo adatto per lui. Nessuno dei miei film, infatti, aveva un protagonista che fosse un giusto portatore di ambiguità.” Sergio Rubini racconta così l’idea alla base di Colpo d’Occhio e la scelta del protagonista Riccardo Scamarcio che, in un certo senso, è stato il vero motore della storia. ”In molti mi dicevano che Riccardo voleva lavorare con me. Così l’ho invitato a casa mia a pranzo, senza, però, avere alcuna idea riguardo a quale tipo di film interpretare. Mentre lo aspettavo mi sono venuti in mente una serie di pensieri: “Cosa succederebbe se questo ragazzo che viene a casa mia ad incontrare un punto di riferimento o un fratello maggiore, trovasse, invece, una persona che, nascostamente, fosse pronto ad ucciderlo. Perché? Perché è un giovane di successo, è Riccardo Scamarcio e ha tutta la vita davanti a sé. E cosa accadrebbe, invece, se io, anziché trovare una persona con cui lavorare, incontrassi, invece, qualcuno che è disposto a portarti ‘via tutto’. Perfino gli affetti più cari?” E’ da questo doppio pensiero negativo che è nato Colpo d’Occhio. L’ambientazione nel mondo dell’arte è solo uno scenario. Il tema principale del film riguarda il successo, ma non quello ‘cafone’ dei ricchi e ignoranti. Io volevo affrontare qualcosa di “nobile”, ovvero l’essere riconosciuti per ciò che si vale. Essendo appassionato di musica classica avevo pensato di ambientare il film in quel contesto artistico, poi, Scamarcio mi ha parlato di sua madre pittrice e fermo restando che un artista era il personaggio cui stavamo entrambi pensando abbiamo preferito identificarlo in uno scultore e non un pittore, perché al cinema la pittura rischia di diventare una sommatoria di bidimensionalità con lo schermo.”La storia di Colpo d’occhio è quella di Adrian, uno scultore di provincia desideroso di affermare il suo talento nel mondo dell’arte. Ad un mostra l’artista incontra Gloria (Vittoria Puccini), una studiosa d’arte. Rimasta orfana da piccola e diventata già all'età di sedici anni amante del suo tutore, un celeberrimo esperto d'arte (Sergio Rubini), la giovane si innamora di Adrian. Il tradimento del critico, a sua volta sposato ad un'altra donna, sfocia in un abbandono da parte della ragazza che scappa di casa proprio la notte in cui il professore resta gravemente ferito in un incidente d'auto. La storia d'amore con il suo coetaneo si sublima in un periodo di grande creatività artistica e di passione. Quando lei resta incinta coronando così il suo sogno, la coppia, per caso, incontra nuovamente l'uomo che senza mostrare apparentemente nessun rancore per il passato inizia ad aiutare il giovane artista proiettandolo verso una carriera luminosa. Mentre lei incomincia a sospettare qualcosa di terribile, i due uomini intrecciano una relazione morbosa e quasi clandestina sullo sfondo di sogni di gloria e ricchezza. Sergio Rubini aggiunge “Quando ho pensato a questa storia ho subito immaginato che si sarebbe dovuta interpretare in questo modo. In Italia c’è una specie di convenzione riguardo alla recitazione legata al realismo e al naturalismo, mentre io volevo ottenere qualcos’altro dagli attori.” Rubini motiva così la scelta di girare Colpo d’occhio con uno stile interpretativo vicino ai grandi sceneggiati della Rai degli anni Settanta da Il Segno del Comando a Ritratto di Donna Velata.
Scritto da ADMIN
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