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Una donna per la vita: colloquio con il regista e il cast

Attualità, Conferenze stampa, Interviste, Personaggi

18/09/2012

(Roma) Maurizio, concierge in un elegante hotel di Posillipo, è in crisi con Marina, donna oppressiva e pasticciona con la quale cerca di chiudere una relazione durata dieci anni. In seguito ad un incidente d’auto, l’uomo riesce finalmente ad allontanare la fidanzata con l’aiuto del migliore amico Paolo e conosce la bellissima Nadine, un’affascinante chiropratica con la quale inizia una storia sebbene Marina continui a tormentarlo…

Debutta alla regia con Una Donna per la vita che Medusa distribuirà a partire da questo Venerdì, Maurizio Casagrande, attore napoletano noto volto del teatro e della commedia italiana. Abbiamo incontrato il regista e protagonista alla presentazione romana del film, accompagnato da Neri Marcorè, Margareth Madè e Sabrina Impacciatore.

Casagrande questo debutto in regia con una storia come questa come nasce? “ Nasce banalmente da una mia esperienza personale. Anni fa avevo una relazione con una donna che ho lasciato per un’altra, bella ed affascinante e che ai miei occhi appariva migliore. Quando però la mia nuova fidanzata mi ha lasciato per un altro la mia ex mi è comunque stata vicina. Da questo ho imparato come a volte ci dimentichiamo del valore delle persone che abbiamo intorno”.

Come ha scelto le due attrici protagoniste Margareth Madè e Sabrina Impacciatore? “ Devo dire di esser stato fortunato perché tutte le persone che ho contattato mi hanno detto sì immediatamente. Ho voluto Margareth perché doveva incarnare una donna fatale ed inarrivabile all’inizio, ma che poi si interessa al nostro protagonista. Sabrina invece era perfetta per il ruolo di una donna che non è cattiva, ma molto spesso fuoriluogo. Poi ecco ho avuto (ride), la sfortuna di incontrare Neri Marcorè…”.

“La nostra collaborazione nasce dal set di La scomparsa di Patò – interviene divertito Marcorè – dove ci siamo conosciuti ed apprezzati. Quando Maurizio mi ha proposto la sceneggiatura ho quindi accettato senza nemmeno leggerla. E ho fatto male (ride), adesso dovrò cambiare look per non essere associato a questo film!”.

Le due attrici invece cosa hanno pensato quando hanno ricevuto la sceneggiatura? “ Mi ha colpita e divertita dall’inizio – risponde la Madè – ma la cosa che mi ha fatto accettare era l’idea di essere diretta da una persona che stimo umanamente e come artista”. “ Il mio personaggio mi ha conquistata perché mi piaceva l’idea di poterci giocare anche fisicamente – interviene la Impacciatore – è ingombrante e goffa, aiutata anche dalla gamba ingessata…ecco girare due mesi con il gesso magari non è stato così facile. Mi è piaciuto giocare sull’equilibrio del carattere di Marina, tra la sua tendenza ad essere oppressiva e ‘rompipalle’, ma anche a suo modo un’eroina romantica. E poi ho percepito immediatamente che la sceneggiatura non era scritta a tavolino per incassare, ma da un attore vero che aveva il desiderio di portarla sullo schermo”.

Che tipo di regista è Casagrande? “ Molto scrupoloso – risponde Neri Marcorè – la prima regia è faticosa e portatrice di ansie, ma lui trovava sempre un’alternativa valida a tutti i problemi. Essere regista ed anche protagonista non è certo una cosa semplice, ma lui l’ha portato avanti con grande impegno”. “ Una delle scene che ho amato di più ad esempio – interviene Casagrande – è quella tra Sabrina e Giobbe Covatta in Chiesa. Bè ci ho messo un’intera giornata per girarla!”.

Nel cast compaiono in alcuni cammei anche Covatta appunto, Vincenzo Salemme e suo padre Antonio… “ Sono tutti amici di grande talento – risponde il regista – è così. Io mi innamoro prima del talento e poi della persona. Tutti mi hanno detto di sì subito e sono stati disponibili, anche ogni singolo elemento della troupe tecnica”.

Possiamo concludere dicendo che quella della regia è un’esperienza positiva che ripeterebbe? “ La regia è un lavoro bellissimo. Anni fa lessi una frase di Kubrick che diceva che la regia è la parte noiosa del montaggio. Da attore non capii, anzi la trovai anche offensiva, ma adesso che sono passato anche dall’altra parte mi rendo conto del mondo che c’è dietro. Se il pubblico dovesse percepire anche solo un 10% della bellezza che ho respirato su questo set, mi riterrò soddisfatto”.

Da Venerdì 21 nelle sale in 180 copie per Medusa.

 

 

Scritto da Manuela Blonna
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