questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Colin Firth e i Take That a Roma: “Kingsman, un film alla Roger Moore nel 2015!”

Attualità, Conferenze stampa, Personaggi

02/02/2015

Il 25 Febbraio arriva nelle sale italiane Kingsman: Secret Service, il nuovo film diretto da Matthew Vaughn, ispirato all’omonimo fumetto di Mark Millar. Il film, in una fusione di humour ed action, racconta la storia di un'organizzazione supersegreta britannica che recluta e forma spie. L'agente Harry Hart, interpretato dall’elegante Colin Firth, inserisce nel programma di formazione il giovane Eggsy (Taron Egerton), un ragazzo rude ma di grandi potenzialità, figlio di un suo amico morto anni prima durante una missione. Insieme dovranno impedire al geniale Richard Valentine, che ha il volto di Samuel L. Jackson, di portare a termine il suo folle compito di "salvare" il mondo.

A Roma ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione del film, alla presenza dei protagonisti Egerton e Firth, e la celebre band musicale dei Take That che, dopo circa 20 anni tornano a far ballare con un nuovo album che li porterà in Italia per un concerto il prossimo Ottobre. Dopo Stardust e X-Men: L’Inizio Matthew Vaugh ha infatti coinvolto nuovamente il gruppo pop inglese per comporre una delle canzoni della colonna sonora di Kingsman: Secret Service, che è stata scelta per i titoli di coda. “E’ il nostro terzo film con Matthew Vaughn, dopo Stardust e X Men: L’Inizio. Ci ha chiamato nell’ Aprile del 2013 e ancora c’erano solo degli accenni a matita del film, ma abbiamo intanto capito il ritmo del film, la velocità del montaggio e l’intenzione. Dal punto di vista musicale questo aveva già senso e dopo un po’ gli abbiamo fatto sentire il brano che poi lui ha scelto per i titoli di coda. Abbiamo inserito parti del tema musicale nella canzone e per il video invece abbiamo usato anche parti del film” ha spiegato Gary Barlow. 

Sì certo, sognavo di fare l’agente segreto da piccolo. Chi è che non fantasticava da bambino, di avere una missione segreta da svolgere, un cattivo da sconfiggere” ha dichiarato Colin Firth in apertura, aggiungendo che questo è semplicemente “un film di Matthew Vaughn. Ritengo che questa storia sia scritta con le sue convenzioni del mondo. Appartiene solo al mondo della fantasia, fa riferimento al mito. A parte Bond c’è un riferimento ai cavalieri della tavola rotonda. Tuttavia non credo esista una congregazione di questo genere nella realtà. Perché se ci fosse, con queste armi, con un programma e un obiettivo di questo genere, ne sarei spaventato a morte. In un mondo con una distinzione precisa tra bene e male, in un mondo così credo non ci sia posto per un gruppo così”. Infatti questo ultimo lavoro di Vaughn mantiene i colori e il ritmo frenetico tipici del suo stile di regia, e il pubblico viene coinvolto e catapultato al centro dell’azione, con la sensazione di vivere un’avventura alla 007 tra gli X-Men e i personaggi di Kick-Ass. “Direi che è un film sullo stile dello 007 di Roger Moore ambientato nel 2015, perché condivide molte qualità con quel genere di film. C’è l’aspetto cinematografico, l’aspetto teatrale, quello comico e altri dettagli che richiamano quel tipo di spy story che manca da un po’ di tempo” ha aggiunto il giovane volto inglese Egerton, che nel film convince e si rivela un’ottima spalla per Firth e un cast stellare e di alto livello rispetto a lui che è alle prime armi. 

Non credo che questo film voglia essere naturalistico o realistico, ma piuttosto è iper-stilizzato, estremamente teatrale. Anche le scene di combattimento sono qualcosa di impossibile che va oltre l’umano. Ci sono riferimenti anche oltre il mondo di James Bond. Qualcosa di colorato, gioioso, attinge da altri film, non dalla realtà. Altri riferimenti culturali con i quali si gioca e ci si diverte, qualcosa che esiste nella fantasia, si tende a giocare e imbrogliare attingendo ad altri generi” ha spiegato l’attore, descrivendo la natura di puro intrattenimento di Kingsman: Secret Service. “Le due categorie semplici dei buoni e cattivi in questo film sono ben distinte - continua Egerton - e non c’è una via di mezzo, una complessità dei personaggi. Valentine è il cattivo puro, Gazelle è una donna cattiva ed Henry e Eggsy sono dei supereroi. E’ come nei film western con una divisione molto chiara tra le due parti”. Soffermandosi sulla preparazione fisica richiesta dal film, i due attori hanno raccontato il loro duro allenamento in palestra. “Per me è stato molto doloroso. Mi sono allenato per circa 6 mesi, 3 ore al giorno, con persone che mi seguivano…era un allenamento molto più vicino alla danza. E non so quanto sia positivo questo, perché se nella vita reale qualcun volesse fare a botte con me potrei solo mettermi a ballare” ha dichiarato simpaticamente Firth.

Tuttavia Kingsman:Secret Service non sembra celare particolari messaggi sociali o politici, e insegnamenti di qualche tipo. Però, se proprio ci si volesse soffermare su una tematica attuale molto presente nel film, è il rapporto con la tecnologia nella società moderna. “Credo che sia qualcosa che fa paura, dopo questo film sono su Twitter in continuazione. Sono un ‘twittatore' folle. Le persone si fanno domande se questo film dica qualcosa alle classi sociali, io non credo. E’ più qualcosa riguardo al nostro rapporto con la tecnologia. Io credo con terrore di essere ormai dipendente da internet, leggo schifezze di cui non mi interessa nulla. Credo che l’anno scorso è stato fatto un film Man, Weman and Children che affronta il tema della sessualità in relazione con la tecnologia. Credo che la legislazione ancora debba fare altro su questo settore” ha spiegato Taron Egerton, mentre Colin Firth ha aggiunto: “Certo che i social media hanno un grande potere oggi. Non sono su Twitter e non so cos’ è un hashtag e me ne tengo lontano. Però penso che la connettività come altre cose di potere può evolversi in negativo o in positivo. Comunque sono uno strumento politico utile e importante che può consentire maggiore diffusione della democrazia. Tutti possono creare, partecipare, ma se mi guardo intorno nel mondo reale a volte penso che potremmo trovarci in uno dei posti più belli del mondo e stare con gli occhi su uno schermo”. 

Infine, notando la sua eleganza naturale che è anche un po’ il punto di forza del suo fascino, Firth ha chiuso la conferenza stampa, confessando ironicamente: “Apparentemente sono tranquillo e composto ma non è così…Si dice che gli inglesi siano sempre composti ma credo che questo non corrisponde alla realtà, soprattutto se si assiste ad una partita o ad un concerto dei Take That” 

Scritto da Letizia Rogolino
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA