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Clint Eastwood, Leonardo DiCaprio e J. Edgar Hoover!

Attualità, Interviste

23/12/2011

Trentadue film girati in 40anni e man mano che il tempo passa sempre più autorevoli e interessanti. Clint Eastwood, classe 1930, è un fuoriclasse questo lo si sapeva già, ma ora sta dimostrando di avere una vitalità e un talento davvero unici. J. Edgar, che arriverà nei nostri cinema il 4 gennaio 2012 per Warner Bros., è un altro potentissimo film che dimostra quanto questo regista e gli attori che ha scelto, su tutti uno straordinario Leonardo DiCaprio (dategli l’Oscar, è ora!), amino le grandi sfide.

Portare sullo schermo l’esistenza di uno degli uomini più potenti del mondo, John Edgar Hoover, che ha diretto l’F.B.I. dal 1924 al 1972 con tutti gli scheletri nell’armadio che quest’uomo si è portato dietro, vuole dire avere coraggio e idee molto chiare. Eastwood ha girato un film – che solo a livello di narrazione – è a dir poco complesso in 39 giorni, affermando: “Il mio lavoro è fare film, non trovare la cura contro il cancro”. E a chi gli ha chiesto se lo ha fatto perché ha conosciuto quello che era chiamato ‘il mastino’ del Federal Bureau of Investigation ha detto: “Me lo chiedono tutti, quindi i casi sono due: o mi considerano più vecchio di quello che sono o più importante. Ero un pesce troppo piccolo per lui”.

Ottimo lavoro la sceneggiatura del giovane Dustin Lance Black, Premio Oscar per la Migliore Sceneggiatura Originale per Milk, che ha indagato a lungo su Hoover, assumendo a sue spese una ricercatrice professionista. Inoltre ha scovato vecchi colleghi di Hoover che hanno accettato di parlargli.

Oltre a Leonardo DiCaprio che impersona Hoover dai 19 ai 74 anni, da segnalare la bravissima Naomi Watts nei panni della fedelissima segretaria Helen Gandy, Judi Dench nei panni della terribile e ossessiva madre Anna Marie Hoover e Armie Hammer che è Clyde Tolson, braccio destro di Hoover e suo ‘compagno’ di una vita.

“Lance ha scritto una sceneggiatura eccezionale che sia Clint che io abbiamo apprezzato immediatamente. – ha detto DiCaprio - Hoover è sempre stato un personaggio mitico, un’icona della storia Americana, ma allo stesso tempo la sua vita personale e quella politica erano avvolte nel mistero. Parlare della storia della sua vita poteva sembrare riduttivo ma Lance è riuscito a raccontare i fatti in modo assolutamente coinvolgente dal punto di vista emotivo”.

“E’ una storia che parla di relazioni - racconta Eastwood - delle interazioni intime e profonde tra Hoover e quelli che lo circondavano da vicino: Clyde Tolson, Helen Gandy, sua madre – fino a Robert Kennedy e ad altri personaggi politici molto conosciuti, persino Presidenti. Se si fosse trattato solo di una biografia, non penso che avrei voluto realizzare il film. Mi piacciono i film che raccontano i rapporti, mi piace analizzare il perché le persone fanno o hanno fatto determinate cose nella loro vita”.

Clint Eastwood ha detto più volte che da tempo desiderava lavorare con Leonardo DiCaprio, stava aspettando il progetto giusto e quando è arrivato sulla sua scrivania la sceneggiatura di J. Edgar ha pensato immediatamente a lui. “Leo, oltre ad essere un attore di enorme talento, è molto intelligente e gli piacciono i ruoli anticonvenzionali nei quali può dare spazio alla sua immaginazione. Sapevo che questa parte sarebbe stata difficile, sia mentalmente che fisicamente, ma lui è uno che lavora sodo, ogni giorno su se stesso e quindi era perfetto. Infatti è stato molto ligio ed attento e penso che questo sia evidente nella sua performance”. “E’ stato uno dei personaggi più problematici che abbia mai incontrato in una sceneggiatura. – ha detto DiCaprio Ma una storia come questa, quante volte capita in una carriera?”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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