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Claudio Bisio

31/01/2006

La cura del gorilla
Regia di Carlo Sigon con Claudio Bisio, Ernest Borgnine, Stefania Rocca, Gigio Alberti, Antonio Catania
Warner bros., drammatico
Il Gorilla deve il suo nome al fatto di essere stato un buttafuori, ma ha una particolarità, è schizofrenico. Ad interpretarlo Claudio Bisio, il più insolito degli investigatori.

Che cosa l'ha affascinata di più del personaggio che interpreta ne La cura del gorilla?
L'aspetto che mi ha colpito di più perché rappresentava una sfida era ovviamente la doppia identità del personaggio ma, per un motivo in particolare, perché nella sceneggiatura non è mai stata trattata in maniera manichea. Sandrone e il Gorilla non sono Dottor Jeckyll e Mister Hyde, non c'è alcuna trasformazione fisica, è come cambiare stato d'animo, è tutto giocato sulle sfumature. Uno è timido e impacciato, l'altro è decisionista e abbastanza stronzo. La sfida è stata quella di far capire al pubblico quando era in scena uno e quando invece c'era l'altro senza però utilizzare escamotage individuabili, solamente cambiando i toni di voce, gli atteggiamenti, i gesti, tutti gli elementi che disegnano un carattere. Ma anche questo con il giusto equilibrio perché il mio personaggio è malato, è schizofrenico, quindi non è un supereroe che cambia costume e diventa qualcun altro, né lui né il pubblico deve avere la sensazione che sono due persone. E' stato un lavoro incentrato sul trovare la giusta misura.

Com'è andata con Carlo Sigon e il resto del cast? In particolare se ci racconta qualcosa di un mito del cinema come Ernest Borgnine…
Bè Sigon e Borgnine sono il giovane e il vecchio e io, anagraficamente e non solo, sono in mezzo tra i due. Devo dire che con entrambi il rapporto è stato ottimo. Carlo Sigon è un amico, lo conosco da molti anni e vive a Milano come me quindi ci frequentiamo. Dal punto di vista lavorativo avevo visto Ketchup, cortometraggio di Sigon, che vinse a Venezia anni fa e, quando la Warner ci ha comunicato che il regista scelto per La cura del gorilla era Sigon c'è stato un boato di approvazione. E devo dire che visto com'è venuto il film sono ancora più soddisfatto del lavoro di questo regista che ha realizzato un film di genere, un noir, veramente avvincente. Ernest Borgnine è un signore di 88 anni, che io ho sentito un po' come un papà dato che il mio è di qualche anno più giovane, e dal primo giorno ha mostrato una disponibilità, un'umiltà e un entusiasmo davvero ammirabili. Era sempre il primo ad arrivare su set, stava nella sua roulottina, abbiamo girato con il caldo, di notte, in esterni e lui, non solo non si è mai lamentato, ma era di un entusiasmo raro, davvero raro. Ecco se dovessi dire delle scene nelle quali mi sono trovato in difficoltà sono state quelle in cui il mio personaggio doveva trattare male il vecchio attore americano che interpreta Borgnine. La scena in cui Borgnine è in albergo, in mutande e canottiera, ubriaco e si scioglie raccontando al Gorilla la sua vita, e il mio personaggio è scazzato, non lo sopporta, è scostante nei suoi riguardi, l'ho dovuta rifare varie volte perché proprio non mi veniva di trattarlo male.

Che rapporti ha intrattenuto con Sandrone Dazieri scrittore della serie di libri dedicati al Gorilla?
Il bello di questo mestiere, l'aspetto per cui mi ritengo fortunato nel poterlo fare non comprende tanto la parte glamour ma piuttosto la possibilità che ti offre di incontrare persone interessanti che ti possono arricchire, Dazieri è uno di questi. Io conoscevo i libri di Dazieri, mi sono piaciuti moltissimo e quando l'ho incontrato la prima volta c'è stata tutta l'emozione di trovarmi davanti una persona che conoscevo già molto bene attraverso il suo lavoro di scrittore. Vedere la faccia di chi ti ha regalato emozioni attraverso i libri è un'esperienza davvero notevole. Inoltre la sceneggiatura l'ha scritta Dazieri ma ha voluto la nostra collaborazione quindi ci sono state nottate intere passate a casa sua a lavorare su questa storia che non mi dimenticherò. E' un altro rapporto che è nato grazie a questo film e che spero continuerà grazie all'amicizia e, magari, si ripresenterà in futuro sotto forma di un altro progetto.

Scritto da ADMIN
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