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CinemaCon: Clint Eastwood si racconta

Attualità, Personaggi

23/04/2015

Ospite d’onore del “The Legend of Cinema Luncheon” al CinemaCon di Las Vegas, Clint Eastwood, notoriamente un uomo di poche parole, ha intrattenuto a lungo la platea commentando la sua leggendaria carriera, la sua passione per la regia, la realizzazione di American Sniper, oltre ad un commento sul suo critico più loquace: Michael Moore.

Eastwood è reduce dal successo planetario di  “American Sniper” incasso più alto in Usa del 2014, nonché il più alto incasso di sempre a livello mondiale per un film di guerra, ma la sua carriera ha attraversato praticamente tutti i generi, dal poliziesco, al western, alla commedia romantica. Quando gli è stato chiesto perché alla veneranda età di 84 anni continua ancora a lavorare, Eastwood ha risposto che continuerà a lavorare finchè il cinema gli darà gioia, e nel preciso momento in cui questo rapporto gratificante terminerà, allora ‘non mi vedrete più in giro’. 

Il film che lo ha convinto ad intraprendere una carriera nel mondo del cinema è stato “Sergeant York”, un film del 1941 sulla prima guerra mondiale diretto da Howard Hawks e interpretato da Gary Cooper. La sua carriera si è poi sviluppata dalla recitazione e finalmente, dopo molti anni, alla regia, dove Eastwood ha potuto realizzare pienamente la sua passione per il cinema. 

“Mi piace essere coinvolto in una storia dall’inizio alla fine, ed in tutti i processi creativi che la riguardano, e amo lo stress di dirigere una pellicola, anche se comporta di dover risolvere circa 400 problemi ogni giorno.” 

Per quanto riguarda  “American Sniper”, Eastwood ha raccontato che stava leggendo l’autobiografia di Kyle, quando ha ricevuto una telefonata dalla Warner che gli ha proposto di dirigere il film. Eastwood ha poi telefonato a Steven Spielberg, che era in ballo per dirigere il progetto, e dopo una sua conferma che non avrebbe potuto dirigerlo, finalmente ha accettato l’incarico. Successivamente ha cominciato a documentarsi sulla vita di Kyle, le sue imprese e la sua famiglia, fino all’incontro, commovente, con Taya,  la moglie di Kyle: “Ho incontrato la vedova in Texas, e lei è stata estremamente disponibile e positiva. Mi ha raccontato come la famiglia ha reagito alla tragedia, ed è stato commovente perché avevo la percezione di incontrare una famiglia in lutto, ma verso la quale sentivo di avere un grande affetto.”

Ad una domanda su Michael Moore ed ai suoi commenti negativi sul come abbia esaltato la figura di un cecchino, Eastwood ha detto: “E’ stato detto che ho minacciato di morte Michael Moore, ma non è assolutamente vero, anche se non sarebbe una cattiva idea.”

“Comunque è la bellezza di questo grande paese, ognuno è libero di pensare come crede”.

Scritto da Piero Cinelli
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