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Cinema Italiano: resistere, resistere, resistere!

Attualità, Trade

16/04/2013

Mercato anticiclico? Ma per favore. La crisi morde anche i biglietti del cinema con un -10% nel 2012 che sommata al calo di spettatori del 2011diventa un -20% rispetto al 2010 che rimane il miraggio di un mercato che non solo non riesce più a crescere, ma che non riesce nemmeno a frenare la caduta, Basti pensare che il primo trimestre del 2013 segna già un -5% rispetto a quello 2012. Di tutto questo chi ne fa le spese è soprattutto il cinema italiano che nella sua dimensione strutturale è inevitabilmente più fragile rispetto al cinema americano che invece conserva stabilmente la sua quota superiore al 50% dell'intero mercato, mentre il cinema italiano dal 35% di quota del 2011 è sceso al 25% del 2012. Il primo trimestre del 2013 segna una risalita della quota italiana al 33% in un quadro complessivo però ancora più deprimente (-41% rispetto al primo trimestre 2012). Queste sono le cifre a valle che a grandi linee disegnano un quadro tutt'altro che positivo, e sulle quali si è discusso stamani in una conferenza stampa di presentazione dei dati del cinema italiano organizzata da Mibac e Anica, nella bellissima sede della Biblioteca del Collegio Romano. 

Per quanto riguarda la produzione nel 2012 sono stati realizzati 166 film di nazionalità italiana con un investimento complessivo di 337 milioni di euro, ed un leggerissimo incremento rispetto al 2011. Il che significa che nonostante la crisi, nonostante la flessione del mercato e nonostante i tagli del Fus, sceso a 24,4 milioni nel 2012 e con un previsto ulteriore decremento nel 2013, i produttori italiani continuano a fare il proprio lavoro. Da considerare inoltre la sperequazione nella divisione di queste risorse assegnate grosso modo al 50% ciascuno tra opere di interesse culturale e opere prime e seconde, con queste ultime che nel 90% dei casi raggiungono a malapena le sale cinematografiche.  L'unico aiuto concreto per l'industria cinematografica  sono le agevolazioni fiscali che nel 2012 hanno significato per 79 film un aiuto complessivo di 87 milioni di euro. Il fatto che le agevolazioni riguardino soltanto 79 titoli rispetto ai 166 complessivi, non deve meravigliare, perché  è rappresentativo della vera entità commerciale del mercato, mentre l'altra massa di titoli, con tutto il rispetto, rientra in una nicchia produttiva a basso costo e in genere di scarso potenziale commerciale. 

E' stato fatto notare a questo proposito da Angelo Barbagallo, rappresentante dei produttori che fanno parte dell'Anica, come il Governo non abbia ancora rinnovato la normativa del tax credit per il prossimo anno, mettendo in ulteriore difficoltà gli operatori che dovendo pianificare oggi i film che andranno in lavorazione il prossimo anno, non hanno nessuna sicurezza sulle risorse disponibili.

Il quadro si fa ancora più fosco presentando lo stato dell'arte dell'altra componente produttiva del cinema italiano ovvero quella televisiva che sta subendo un massiccio ridimensionamento degli investimenti di Mediaset-Medusa, che il Presidente dell'Anica Riccardo Tozzi valuta in un taglio del 75%, con conseguente sovraccarico del gruppo pubblico che a parità di risorse, rispetto agli anni passati, deve spalmarle in un numero maggiore di titoli con conseguente abbassamento della qualità complessiva. Per quanto riguarda poi la programmazione del cinema italiano in tivù, i dati relativi al prime time delle reti generaliste si contano sulla punta delle dita,  e diminuisce anche, sebbene leggermente, la programmazione dei canali satellitari. Nello scenario tivù del 2012 si spera possa avere ripercussioni favorevoli l'applicazione dal primo luglio 2013 del decreto sulle quote di cinema in tivù emanato agli inizi di quest'anno dal Mibac e dal Mise.

Nella foto Nicola Borrelli, Direttore Cinema Mibac

Scritto da Piero Cinelli
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