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Cinecittà Studios: la protesta si allarga

Attualità

11/07/2012

Il piano industriale di Luigi Abete e degli azionisti di Cinecittà Studios, non piace nemmeno agli autori cinematografici. Mentre i dipendenti di Cinecittà Studios e Cinecittà Digital  in sciopero, continuano a occupare l'ingresso di Via Tuscolana - dove campeggia lo striscione "Cinecittà occupata" - incassando la solidarietà di molti politici, adesso anche gli autori cinematografici scendono in campo scrivendo una lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed al Premier Mario Monti, per salvaguardare Cinecittà e l'Istituto Luce contro la presunta "cementificazione" dell'area. Tra i primi firmatari Gianni Amelio, Marco Bellocchio, Bernardo Bertolucci, Costantinos Costa Gavras, Ugo Gregoretti, Ken Loach, Citto Maselli, Franco Nero, Vanessa Redgrave, Pasquale Scimeca, Ettore Scola, Bertrand Tavernier e Giuseppe Tornatore.

"Gli studi di Cinecittà sono famosi in tutto il mondo come luogo d'eccellenza per la creazione di opere cinematografiche", si legge in una nota dell'Associazione nazionale autori cinematografici. "Insieme ai suoi studi e ai suoi laboratori sono le straordinarie professionalità dei maestri costruttori e scultori, degli artigiani del gesso e dei macchinisti di scena ad aver attirato a Roma le più grandi produzioni europee e d'oltreoceano".

"Ora il piano industriale dei privati che gestiscono gli Studios - prosegue l'Anac -  prevede da un lato lo smantellamento delle attività cinematografiche, dall'altro la costruzione di alberghi e 'centri benesserè avviando così quel processo di cementificazione e sfruttamento dell'area che alcuni dei più importanti imprenditori edili della regione meditano da tempo".

"Per questo noi sottoscritti autori cinematografici - conclude la nota degli autori - rivolgiamo un appello al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio perché intervengano urgentemente per impedire tutto ciò e perché Cinecittà e l'Istituto Luce tornino ad essere punto di riferimento produttivo del cinema mondiale e restituiti a quel ruolo pubblico di volano per il rinnovamento e il rilancio del cinema italiano".

Scritto da Piero Cinelli
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