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Christopher Nolan: l’Uomo dei Sogni

Attualità, Interviste

21/09/2010

“Un film che va visto almeno due volte”, ha scritto nella sua recensione Liza Schwarzbaum, giornalista dell’Entertainment Weekly e così ha fatto. Ma una volta che si è tornata a vedere Inception di Cristopher Nolan, la nota critica, non ha cambiato la sua opinione assegnando al film il voto di B+, l’equivalente di un quattro stelle per la critica italiana. Ora ci siamo, Inception (che si dovrebbe tradurre come ‘avvio’, ‘inizio’, ma nei dialoghi italiani è stato tradotto con ‘innesto’), arriva finalmente nei cinema italiani venerdì 24 settembre con 600 copie distribuito dalla Warner Bros. Christopher Nolan è venuto a Roma insieme alla moglie e produttrice dei suoi film Emma Thomas per incontrare la stampa. Per prima cosa vi diciamo che Inception, uscito in quasi tutti i Paesi del mondo quest’estate – negli Usa precisamente il 16 luglio – ha incassato 753 milioni di dollari superando il successo straordinario che già aveva ottenuto il suo film precedente Il Cavaliere Oscuro.

“Ovviamente – afferma Nolan – riferendosi al box office un risultato del genere ha superato alla grande le nostre anche più rosee aspettative. Ma l’aspetto che di tutto ciò mi fa maggiormente piacere è il fatto che Inception si è rivelato un grande film di intrattenimento di massa che era il nostro obiettivo. Avevamo un po’ di paura su questa pellicola perché pensavamo che magari il pubblico avrebbe pensato che si trattasse di un puzzle, di un rompicapo complicato senza alcuna attinenza con la realtà. E, che di conseguenza, l’audience l’avrebbe evitato. Invece non è andata così e questo ci rende molto orgogliosi perché quello che volevamo era che il pubblico si divertisse con noi e si unisse al nostro viaggio attraverso i vari livelli dell’inconscio e della realtà che i protagonisti compiono”.

Inception è un progetto che Nolan si porta appresso da tanto tempo... “Precisamente – continua il regista – ho iniziato a pensare ad Inception esattamente dieci anni fa. All’incirca nel 2000 ho scritto la sceneggiatura e tutta la storia si è sembra basata su quella prima stesura. Quando vedrete il film sono sicuro che riconoscerete gli autori che più amo e hai quali ho fatto piccoli/umili omaggi come a 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick o a Blade Runner di Ridley Scott. Poi ci sono tanti altri riferimenti, ad esempio, a livello letterale lo scrittore argentino Jorge Luis Borges. Per ricapitolare un po’ la genesi del film dobbiamo tornare a quegli anni quando uscivano film come Matrix o Dark City. C’era nel cinema un vero e proprio trend, un movimento di cineasti che si poneva delle domande del tipo: “Che cosa è veramente reale?”, “E se uno scoprisse che tutto quello che sta vivendo è un sogno e non corrisponde ad un livello di realtà cosa potrebbe accadere nella mente di questo individuo?”. Io, con i miei collaboratori, abbiamo ribaltato la domanda. Ci siamo spinti più in là. E abbiamo coinvolto il pubblico in una storia dove ci sono vari livelli di subconscio e una squadra, capitanata da Leonardo DiCaprio, che trascina la vittime dentro sogni-trappola per rubarne i segreti. Ma il film è molto ambizioso e questo è solo un primo passaggio perché poi la situazione si complica ulteriormente”.

“Questa idea mi è venuta martellando il mio protagonista Cobb di domande. ‘Qual’è il parassita più resistente?’. Un batterio? Un virus? No. Un’idea. Persistente, contagiosa. Una volta che si è impossessata del cervello, è quasi impossibile sradicarla. Un’idea pienamente formata, compresa, si avvinghia qui dentro, da qualche parte. Oggi è più facile accettare un film come Inception perché esistono i videogiochi, l’I-Pod, ci si rapporta moltissimo in maniera virtuale, ma quando è stato concepito era più arduo farlo accettare agli Sudios”.

E a questo proposito come è andata con gli Studios quando gli ha proposto Inception? “Per noi è andata abbastanza bene – afferma Nolan – perché avevamo alle spalle già il grande successo di Il Cavaliere Oscuro. Io gli ho portato la sceneggiatura, alcuni l’hanno apprezzata, altri no perché non capivano dove volesse andare a parare questo film... Però alla fine ci hanno dato la massima libertà, hanno fatto un grande atto di fede nei nostri confronti e, posso ammettere, che è stato un gioco d’azzardo per loro. Tra l’altro una volta finito il film hanno anche fatto un lavoro eccezionale per promuoverlo. Detto questo gli Studios sono solitamente spaventati da film come Inception. Preferiscono quelle storie dove tutto quello che succede viene spiegato, come ai bambini. Dovrebbero osare di più, dare più libertà agli artisti. Magari usciranno anche dei film brutti ma sicuramente tanti progetti ottimi che sono chiusi dentro i cassetti diventerebbero realtà. Quello che mi auguro è che film come Inception o Avatar spingano i manager degli Studios a dare maggiore credito a quei registi che vogliono fare film d’autore per il grande pubblico e non che si limitino a fare quelli che io definisco ‘film di comitato’. Vale a dire storie raccontate e riciclate in tre o quattro film con un materiale trito e ritrito. Il pubblico sa apprezzare le buone intenzioni. Il Cavaliere Oscuro ne è la conferma”.

Inception – conclude Nolan – è la visione soggettiva e la realtà oggettiva che si scontrano. E’ tutto basato sulla tensione che si crea fra questi due mondi e il cinema è il mezzo ideale per esplorare gli universi alternativi, proprio per i mezzi di cui dispone”.

Inception è un mondo infinito, ognuno di voi uscirà dalla proiezione e ne parlerà a lungo con amici e parenti, perché ognuno di voi avrà la sua interpretazione dei fatti. Sedetevi quindi in poltrona e siate pronti a lasciare la sala arricchiti da questa esperienza ed anche con tanti quesiti che rimarranno irrisolti. Proprio come nella vita... quando tra la nostra soggettività e quella che definiamo oggettività c’è una trottola che gira e che non sappiamo quando si fermerà e in che punto lo farà...

Scritto da Nicoletta Gemmi
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