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Christopher Nolan: Di Caprio sono io

Attualità, Interviste

21/09/2010

Vestito blu, senza cravatta, pettinato, rilassato, abbozza perfino qualche sorriso. E risponde a tutte le domande, misurato e esaustivo. E' un piacere sentirlo, e un dispiacere quando dopo un'ora esatta la conferenza finisce, perché non capita tutti i giorni ascoltare un uomo così intelligente, preparato e disponibile. Uno dei maggiori cineasti viventi, che alla dimensione tridimensionale preferisce quella onirica. Che non ama gli effetti digitali, e preferisce costruire set a grandezza naturale. Che afferma che i film d'azione spiegano meglio di ogni altra cosa la realtà. Insomma, avremmo voluto fargli altre domande, per questo, oltre al resoconto della conferenza stampa che troverete qui accanto, scriviamo anche queste righe, per sfruttare al massimo il Nolanpensiero.

E' un film sul sogno?
Inception è stato concepito dieci anni fa. A quel tempo andava molto di moda l'idea che vivessimo in una realta' immaginaria, sul modello di film come 'Matrix, 'Dark City' o il mio 'Memento'.  Io invece volevo ribaltare il concetto: portare una persona dal mondo della realta' a quello del sogno. Per coinvolgere il pubblico su cosa è reale e cosa no: Inception è nato da questo desiderio.


E' un film sul cinema?

Quando abbiamo mostrato il film, qualcuno mi ha fatto notare come potesse essere letto come un film sul cinema. Di Caprio sarei io, qualcun altro la produttrice, l'architetto rappresenterebbe lo scenografo... In effetti può essere letto come un film su un gruppo di persone che fa un film, utilizzando come set il campo misterioso dei sogni. Quando lavoravamo al film non pensavamo certamente di raccontare come si fa il cinema.

E' un film d'azione?
Io mi sento un regista di film d'azione e provo un grande piacere nel girare queste scene. L'azione è una parte fondamentale del cinema, ma deve essere legata alla narrazione e avere uno scopo, essere importante per la trama e i personaggi. Non c'è niente di meglio dell'azione per far capire al pubblico le cose del mondo.

Il finale del film è aperto: è già prevedibile un sequel?
Mi piace l'idea che il pubblico lasci la sala con la sensazione di essere stato catapultato in un mondo infinito - dice -. Per questo intanto stiamo sviluppando un videogioco.


Inception è girato in uno smagliante 2D, nonostante sembra che la Warner abbia spinto per una trasformazione in 3D.
Personalmente, nutro qualche dubbio sul 3D, legato sia agli occhialetti che bisogna indossare che alla  scarsa luminosità dell'immagine.  Magari il 3D va bene per qualcosa di più piccolo e personale, come ad esempio i videogames.


Inception è stato realizzato rinunciando agli effetti digitali?

Per quanto riguarda gli effetti visivi, che sono molto importanti, abbiamo usato anche quelli digitali, ma  dovevano sempre essere un'estensione dei set concreti, costruiti a dimensione naturale. Abbiamo girato il film per sei mesi ed in sei nazioni diverse. Avevamo ipotizzato un film più piccolo, ma ci siamo resi conto che non funzionava, perché il mondo onirico è troppo ampio. Il film deve permettere al pubblico di sperimentare realtà senza limiti, che solo nei sogni possiamo vivere.

Il suo prossimo film?
Sto lavorando alla sceneggiatura di Batman 3 assieme a mio fratello Jonathan, che ha già fatto una prima stesura. E' vero che c'è una data di uscita (20 luglio 2012) anche se, paradossalmente, nessuno ha ufficialmente dato il via libera al film, ma d'altra parte nessuno mi ha detto che non lo vogliono fare.

Scritto da Piero Cinelli
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