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Chloe: la solitudine dei corpi secondo Atom Egoyan

Attualità, Recensioni

03/03/2010

A pochi anni di distanza da Le verità nascoste False verità, il regista armeno canadese Atom Egoyan dirige un altro thriller dalla fortissima carica erotica, remake del film francese diretto da Anne Fontaine, Nathalie.

A differenza, però, dell’originale interpretato da Fanny Ardant, Emmanuelle Beart e Gerard Depardieu, questa pellicola che ha per protagonisti Julianne Moore, Amanda Seyfried e Liam Neeson intende andare oltre le premesse dell’originale, superando il tessuto connettivo fatto di inganni, silenzi e menzogne e puntando, invece, a qualcosa di più profondo e magmatico, in cui Egoyan, autore di capolavori come Il Viaggio di Felicia e Exotica infonde il suo stile unico e pienamente riconoscibile.

Ambientato a Toronto, il film racconta dei sospetti di un’affermata ginecologa non più giovanissima nei confronti del marito che ama flirtare con le proprie studentesse.

Incontrata casualmente in un ristorante una prostituta d’alto bordo, il medico chiede alla giovane donna di provare ad abbordare il consorte e di raccontarle, quindi, il suo comportamento.

La situazione, però, nelle parole della ragazza, sembra iniziare a precipitare e l’uomo intende consumare velocemente quella relazione improvvisa e clandestina.

Il racconto della escort di lusso getta nello sconforto la donna che, così, si abbandona anche lei ad una relazione con la prostituta allo scopo di sentirsi “più vicina” al corpo dell’amato.

Ovviamente, però, il dramma della gelosia non può limitarsi a questo e, in un crescendo di colpi di scena, Atom Egoyan guida lo spettatore verso un finale in cui nulla è come sembra e dove tutto sembra andare, pacatamente, ma inesorabilmente, ‘fuori controllo’.

Elegante e sofisticato, Chloe che prende il nome dal personaggio interpretato da un Amanda Seyfried predatrice e senza veli (decisamente molto diversa da come l’abbiamo conosciuta in Mamma Mia!) è un thriller psicologico intrigante, dove niente viene dato per scontato e che beneficia molto della regia di un cineasta innamorato delle donne come Atom Egoyan.

Intrigante e interessante, il film ambientato in una Toronto coperta di neve ed illuminata da una luce in grado di creare un’atmosfera seducente e sensuale, brilla per l’interpretazione notevolissima dei suoi attori, impegnati a portare sullo schermo un dramma borghese inquieto e inquietante, fatto di silenzi e caratterizzato da un senso di disperazione molto personale.

 

Scritto da Marco Spagnoli
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