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Checco Zalone: la vittoria della semplicità

Attualità, Personaggi

07/01/2011

E’ molto facile, oggi, salire sul fatidico carro del vincitore e parlare bene di Checco Zalone e del suo film Che bella giornata dopo che quest’ultimo ha battuto il record di Avatar come primo week end. In realtà, però, si tratta di un passaggio quasi ‘necessario’, in quanto c’è qualcosa di profondamente ‘rinfrescante’ nel successo di questo attore pugliese, giovane e modesto, esattamente quanto appare sul grande schermo.

In un mondo del cinema e, in particolare, della commedia, popolato di ‘simpatici a tempo’ che davanti alla telecamera si scatenano per entrare automaticamente in letargo a riflettori spenti, Luca Medici in arte Checco Zalone è una figura ‘anomala’, un outsider generoso e divertente, capace di scherzare con chiunque si trova davanti, con un’immediatezza che ti conquista, e senza tassametro.

Zalone vince per la sua capacità di essere semplice, sincero e diretto, non recitando in un personaggio, ma facendo di questo alter ego inventato una cartina di tornasole per acchiappare l’attenzione davanti e dietro alla macchina da presa. Un atteggiamento ed un sentimento che viene recepito dal pubblico

I suoi film non sono perfetti, la sua recitazione non è impeccabile, ma – al tempo stesso – il risultato è notevole, centrando perfettamente l’obiettivo e portando ad immaginare la possibilità che un domani non troppo lontano Zalone diventi davvero l’erede di una certa comicità come, ad esempio, quella di Massimo Troisi, rinnovata dal tempo e dalle aspettative di un nuovo tipo di pubblico.

In più, il cinema di commedia italiano, grazie a Zalone ritrova uno spirito più genuino, a differenza di quanto accade con altri film marcatamente borghesi e pericolosamente basati più sui giochi sentimentali che sulla concretezza narrativa.

Un outsider di enorme talento, capace di prendere in giro in maniera vincente tutto e tutti che, adesso, dovrà, come Troisi, ‘ricominciare da tre’ ovvero da un terzo film che, necessariamente, sarà obbligato con il fare i conti con quello che è il problema vero di tutti gli attori, ovvero riuscire a dimostrare di non essere un (grande) fenomeno passeggero, ma qualcuno capace di rimanere sulla scena, rinnovandosi oppure diventare l’equivalente di quei cantanti pop che hanno centrato, nella loro carriera, un paio di canzoni di successo, cantate per tutta la vita.

Non sappiamo dire, ovviamente, e non sarebbe nemmeno interessante indicare per lui a Zalone una strada per la sua longevità artistica, ma viene inevitabilmente il sospetto che questa passi attraverso il percorso obbligato di una personalità irresistibile, ma anche molto semplice, impermeabile alla volgarità gratuita e, speriamo, capace di mantenersi fedele a questo spirito di novità e brillantezza artistica quanto umana.

Scritto da Marco Spagnoli
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