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C’era una volta Sergio

Attualità, Eventi, Interviste

18/05/2012

Cannes – “Non c’è dubbio: è il miglior film che io abbia mai fatto. Anzi, credo proprio che sia un capolavoro ed uno dei migliori film mai realizzati nella storia del cinema.” Il produttore Arnon Michan è entusiasta nel ricordare la produzione di C’era una volta in America presentato al Festival di Cannes nella sua versione integrale di quattro ore e quindici minuti.

Il cineasta americano che nel corso della sua lunga carriera ha prodotto film come Re per una notte, Brazil, Legend, Pretty Woman, JFK, Fight Club solo per citarne alcuni rimpiange di non avere ‘combattuto’ per mantenere la versione integrale già allora. “Ero giovane e non sapevo come fare. Oggi avrei avuto un altro atteggiamento anche se c’era un contratto che ci imponeva una durata inferiore alle quattro ore.”

Una lavorazione complicata…
Siamo andati oltre il previsto di sei mesi. Eppure non abbiamo sforato il budget, perché Sergio ha chiesto a tutti di tagliare il proprio salario. Tonino Delli Colli ha cominciato con 7.000 dollari a settimana e ha concluso con 800 a settimana. Sergio chiedeva risparmi  a tutti e anche i cestini del pranzo sono passati da 11 dollari a 5. Mangiavamo carne solo due volte a settimana la carne, e il resto era mozzarella e pomodori. Alla fine il film è costato 28,8 milioni di dollari e il budget era di circa 28. Il piano originale era 22, ma quando abbiamo realizzato il programma, era impossibile. Oggi sarebbe probabilmente costato non meno di 300 milioni.

Ne è valsa la pena?
Certamente! Ingenuità e istinto pagano sempre. Se sei onesto i film che fai, come quelli che ho fatto io, come L.A. Confidential o Heat pagano sempre. Puoi anche fare scelte molto commerciali, ma sempre con una pulizia di fondo. Non puoi imbrogliare il pubblico. Alla fine rischi di produrre cose che dopo due settimane nessuno si ricorda più. Io ho prodotto anche i tre fillm di Alvin e l’ho fatto per guadagnare soldi e avere così il budget per produrre pellicole più ‘pure’. Certo non stavo pensando di conquistare qualche Oscar con Alvin.

Come è nato il suo rapporto con Sergio Leone?
Su questa terrazza dell’Hotel Carlton: mi ha raccontato tutto il film, fotogramma dopo fotogramma, e gli ho fatto fare il contratto sul posto. C’era una volta in America è esattamente come me l’aveva descritto. Durante la lavorazione abbiamo vissuto insieme nella stessa casa. Sergio era preparatissimo e molto astuto, sapeva bene quello che voleva.

Altri registi sono in grado di raccontare un film come Leone?
Io ne ho incontrati solo qualcuno: Adrian Lyne, Alejandro Gonzales Inarritu e Darren Aronofsky sono tra questi.

In cosa possiamo trovare il suo contributo a C’era una volta in America?
Nella scelta di Robert De Niro: avevo già girato con Bob Re per una notte e Brazil.  Avevamo un rapporto di grande amicizia che ci ha aiutato, perché Robert non era sicuro di volere fare questo film. Ci trovavamo su una barca ai Caraibi e non riusciva a decidersi: voleva rivedere ogni film fatto da Sergio. Gli avevo lasciato la sceneggiatura nella sua cabina e, ogni sera, entravo di nascosto per verificare a che pagina fosse arrivato…poi, il 6 dicembre, il giorno del mio compleanno mi ha chiamato per dirmi che accettava. Personalmente ho vissuto il film ogni giorno per tre anni. Sul set facevo anche da interprete, perché Sergio, con cui comunicavo in francese, per provare a manipolarci meglio faceva finta di parlare inglese peggio di quanto sapesse fare in realtà. Lo adoravo!

Si dice che molti attori volevano recitare nel film anche se pagavate al massimo 100.000 dollari…
Solo De Niro e James Woods hanno avuto queste cifre; gli altri molto meno. E’ vero: ci chiamavano tutti. Clint Eastwood, Warren Beatty, Dustin Hoffman, Richard Gere, William Hurt… non c’era verso: di Beatty mi diceva: “E’ un parrucchiere…” perché Sergio l’aveva visto in Shampoo e l’aveva odiato. Con Clint non voleva tornare a lavorare, perché diceva di ‘avere fatto troppi film con lui’… insomma, non era mai sprezzante o presuntuoso, ma sapeva quello che voleva davvero e aveva un grande senso dell’umorismo…

Il suo prossimo film è Noah
Con Russell Crowe e Darren Aronofsky…persone con cui ho sempre voluto lavorare di nuovo che vogliono tutte insieme affrontare un progetto impegnativo.

Intervista a cura di Rudiger Sturm & Marco Spagnoli.

Scritto da Marco Spagnoli
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