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Cartagena de Indias - 3 giornata

Attualità

01/03/2012

CARTAGENA DE INDIAS. Volti di donne. Bambine, ragazze, madri: tutte protagoniste della maggior parte dei film in concorso al 52° Festival Internacional de Cine de Cartagena de Indias. Dalla vendetta di una madre umiliata nella selva colombiana (“Chocó” di Jhonny Hendrix Hinestroza) all’adolescente disturbata di “Un mundo secreto”; dalle anziane che vivono di ricordi nel brasiliano  “Storie che esistono solo nel ricordo” al peruviano “Las malas intenciones” (Le cattive intenzioni) con una bambina che vive in un mondo di sogni, opera prima di Rosario García Montero.
 Giá applaudito a Berlino, il film si svolge a Lima tra il 1982 e il 1983. Cayetana, otto anni, si isola in un mondo di fantasie, popolato da eroi della storia del Perú e da personaggi virtuali. Il fatto che la madre separata stia per darle un fratello col suo nuovo compagno la chiude in un ostinato mutismo. Lei reagisce in maniera aggressiva, a volte isolandosi, altre confidandosi con una coetánea che soffre di una malattia terminale. Imperniato sui silenzi che la bambina oppone al caos che invade la casa e su atteggiamenti,  singolari e a volte pericolosi, il film traccia il profilo di un’infanzia difficile e solitaria.
Donne che pagano con la vita colpe mai commesse, sono quelle che l’andaluso Benito Zambrano ha tratto dal successo editoriale di una scrittrice recentemente scomparsa, Dulce Chacón. “La voz dormida(La voce dormiente) illustra la prigionia e la messa a morte , due anni dopo la fine della guerra civile, di donne sospettate di essere in relazione con elementi che si opponevano al regime. Film, purtroppo, manicheo, dove i cattivi sono sempre spietatamente cattivi. Tuttavia ricorda agli spagnoli le fucilazioni che il franchismo praticava in anni di pace a Madrid, dopo giudizi sommari e applicando il codice militare di guerra. Bravissime le attrici, cominciando dalla giovane protagonista, Imma Cuesta e dall’esordiente Maria León.
 In concorso anche “Las acacias”, opera prima dell’argentino Pablo Giorgelli, premiata a Cannes. Film minimalista, come molte opere in concorso, su una ragazza madre che ottiene tramite un conoscente un passaggio dal Paraguay all’Argentina, da Asunción a Buenos Aires. Il passaggio é su un camión che trasporta tronchi d’albero e la donna viaggia con una bambina di cinque mesi. Il regista mette a fuoco il carattere burbero dell’autista, obbligato dal suo capo ad accogliere la passeggera. All’inizio il camionista si mostra serioso e distaccato. Durante il viaggio, peró, é colpito dalla dignitá e dall’indipendenza della donna, e si intenerisce per il comportamento sereno e gioioso della bambina. Il viaggio finisce, ma forse é l’inizio di un’amicizia.

Scritto da Renzo Fegatelli
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