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Cartagena de Indias, presentati Un mundo secreto e Heleno

Attualità

29/02/2012

Maria, diciotto anni, si sente fuori del mondo. Di famiglia benestante, a Cittá del Messico, la ragazza non comunica con i genitori, né ha legami con gli studenti del liceo. Risponde con monosillabi alla madre e ha frequenti rapporti sessuali con conoscenze occasionali. Il sesso per lei non é gioia, né partecipazione: sembra voglia punirsi per togliersi di dosso un senso di colpa che frustra tutte le sue azioni. Raccontando alla madre che va in gita scolastica, riempie lo zainetto con pochi ricambi e va alla stazione degli autobús. Lungo la strada incontra persone dalle quali fugge dopo una prima conoscenza. Sará un giovane povero e timido, in viaggio verso la frontiera Usa in cerca di lavoro, a farle capire che non tutti sono contro di lei. La fará sorridere e finirá per accettare una relazione da lei voluta. Il giovane segue poi per la sua strada. Maria si concede una gita su un barcone che le permette di navigare tra alcuni balenottori e di accarezzarli. Il mondo, dopotutto, sembra cominciare a sorriderle.

 S’intitola “Un mundo secreto” (Un mondo segreto): la protagonista é Maria Uribe, e per il regista messicano Gabriel Mariño si tratta del film d’esordio. Ammira il cinema di Gus Van Sant, Lucrecia Martel, Robert Bresson. Andrei Tarkovski che sembrano avergli indicato un universo congeniale. Crea scenari che si condensano in atmosfere rarefatte e in paesaggi desolati nei quali la protagonista sembra volersi immergere e cancellarsi. L’espressione seriosa, a volte di scugnizza impunita, altre quasi  sacrificale, Maria compie un lungo viaggio di formazione.

Curioso un altro film in concorso al 52 Festival Internacional de Cine de Cartagena de Indias, “Heleno” del brasiliano José Henrique Fonseca. Curioso perché a differenza delle altre produzioni questa fa il verso al cinema commerciale. Girato in bianco e nero sullo sfondo di Rio de Janeiro tra gli anni ’40 e ’50, con uno smalto che rimanda al premiato “The Artist”, il film narra la breve e folgorante carriera di un campione di calcio. Heleno de Freitas (1920-1959), grande ídolo del calcio brasiliano prima dell’affermazione di Pelé, Garrincha o Zico. Stella del Botafogo, Heleno era famoso non solo come sportivo, ma per la sua bellezza e per la vita disordinata. Gran fumatore, era assediato dalle piú belle ragazze della buona societá, e le donne e il successo lo portarono alla tomba. Il regista, al suo secondo film dopo “L’uomo dell’anno”, descrive un personaggio istintivo, con un livello culturale minimo, in balia al successo. Sembrava avere il mondo nelle sue mani, e agiva d’impulso. Si ammaló di sifílide, e non volle curarsi. Aveva la sensazione che i medici dessero troppa importanza a una malattia che lui credeva di poter tenere a bada. Venne ceduto al Boca Junior, e l’anno seguente, di ritorno dall’Argentina, nessuno lo volle piú, neanche a parámetro zero. Lasciava una figlia, e una compagna che non aveva voluto sposare, interpretata dall’attrice colombiana Angie Cepeda. Il film dura 107 minuti e racconta la vita del calciatore mediante andirivieni nel tempo che non seguono un ordine cronológico. E’ come prendere figurine da un sacco, e cogliere l’eroe in un alternarsi di buone e cattive situazioni, di momenti di successo e di estrema desolazione.       

Renzo Fegatelli

Scritto da Renzo Fegatelli
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