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CARMEN MAURA

12/06/2001
Alex de la Iglesia ci tiene a definirsi un 'filosofo minore': "Se mi paragono ai grandi registi del passato, sono come Plotino in confronto a Platone e Aristotele". Questo nuovo Plotino ha firmato uno dei casi cinematografici dell'anno: La Comunidad - Intrigo all'ultimo piano, horror condominiale dai toni esilaranti con una Carmen Maura protagonista in gran forma. Grazie a questo ruolo fortunato ha vinto il premio come migliore attrice ai Goya e al Festival di San Sebastian.

Alex de la Iglesia, è un caso che il suo film sia ricco di citazioni cinematografiche? "In realtà, non le chiamerei citazioni né omaggi. Sono plagi. Nel cinema tutto è già stato detto e fatto, non mi sento più nemmeno un regista piuttosto un barman, uno che mischia ingredienti e tira fuori cocktail. In confronto ai grandi maestri che hanno creato il linguaggio cinematografico noi giovani registi siamo come filosofi minori".

Una domanda a Carmen Maura: perché ha scelto questo film?
"Desideravo moltissimo lavorare con Alex. Lo adoro da quando ho visto il suo film Il giorno della bestia. Alex è dotato di un senso dell’umorismo che mi conquista: è un uomo simpatico che ripone molta fiducia in me. Mi ha fatto sentire la migliore attrice del mondo, anche perché lo ripeteva in continuazione!"
De la Iglesia: "? vero, io amo le persone che ammiro. Potrei andare a letto con Martin Scorsese anche se sono un eterosessuale".

Può dirci qualcosa sul personaggio di Julia, questa perfida agente immobiliare?
"? un ruolo fantastico. Ho scelto con il cuore senza nemmeno leggere la sceneggiatura. Voglio che il pubblico si diverta. Sentivo che questo personaggio era perfetto per me, perché riuniva caratteristriche drammatiche e comiche. Ho aspettato tanto tempo prima di trovare un film che contenesse il giusto mix tra dramma e commedia".
De la Iglesia: "Quando ho iniziato a scrivere la sceneggiatura ho pensato subito a Carmen e l’ho chiamata. Se mi avesse detto di no, avrei smesso di buttar giù idee".

Carmen Maura, che differenze trova tra Alex e il grande regista del cinema spagnolo che l’ha lanciata, Pedro Almodovar?
"Oh, è impossibile paragonarli! Sono talmente diversi! Ho lavorato con Pedro per dieci anni ed è stato un momento eccezionale per la mia carriera, finché non abbiamo girato Donne sull’orlo di una crisi di nervi. Lì si è rovinato tutto, non saprei neanche spiegare bene perché. Ma è stato un set infernale, meglio non parlarne…"

Progetti futuri?
"Ho appena finito di girare un film di Damiano Damiani qui a Roma, uno dei set più disorganizzati che abbia mai visto. Alla fine però mi sono abituata. Tra poco comincerò Donne dai grandi occhi, tratto da un romanzo di Angeles Mastretta e un film di Alejandro Agresti ambientato a Buenos Aires. Credo che sarà il ruolo più difficile di tutta la mia carriera. Staremo a vedere".

Scritto da ADMIN
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