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Carlo Verdone presenta il suo nuovo film: “Voglio raccontare il tempo che sto vivendo!”

Attualità, Conferenze stampa

11/02/2014

Uscirà il 13 febbraio il nuovo film di Carlo Verdone, Sotto una Buona Stella, prodotto da Aurelio e Luigi De Laurentis e distribuito in circa 700 copie da Filmauro. Dopo l’ultimo Posti in Piedi in Paradiso, Verdone porta sul grande schermo la storia di un uomo benestante, fidanzato con una ragazza più giovane di lui e con una bella casa alla moda, che, dopo l'improvvisa  scomparsa dell’ex moglie e ad uno scandalo finanziario, deve trasformare la sua vita per sempre. I suoi due figli e la nipotina si trasferiscono da lui, lui perde il lavoro e la giovane compagna lo lascia poichè non tollera il nuovo caos che regna in casa e il nuovo tenore di vita. 

E’ un film di stampo teatrale, che si svolge soprattutto in due ambienti ricreati negli studi di Cinecittà. Il tema ruota intorno a persone alla ricerca di affetto, di solidarietà e di un abbraccio. Tutto parte da una famiglia dissestata e poi ne esce fuori uno scontro generazionale, fino all’apertura della storia con l'arrivo di Paola.  Anche lei solo come il personaggio di Federico e gli altri personaggi trova la sua buona stella per uscire fuori e continuare a vivere. Il film osserva la realtà e le fragilità di questo momento. Ho cercato di incanalare con equilibrio alcuni temi seri in una commedia” ha dichiarato Carlo Verdone nella conferenza stampa di questa mattina a Roma, aggiungendo che questo film ha avuto un lungo periodo di gestazione, un po’ come Borotalco che aveva richiesto all’epoca ben 12 mesi di tempo. Tanto tempo per iniziare, ma pochissimo per realizzarlo, infatti la troupe e il cast hanno sottolineato di essere rimasti sorpresi dal breve tempo intercorso dall’inizio delle riprese all’uscita in sala. “Pasquale (Plastino) si è ricordato di un plot iniziale fatto solo da una pagina piena di appunti che avevamo scritto tanto tempo fa, anche prima di girare Posti in piedi in paradiso. I personaggi erano ancora solo accennati e mancavano i dettagli, ma il soggetto era interessante” ha ricordato Verdone, raccontando la nascita del film e l’adattamento della sceneggiatura, in collaborazione con Pasquale Plastino, Gabriele Pignotta e Maruska Albertazzi.

Verdone ha tenuto poi a sottolineare la sua felicità nel lavorare nuovamente con Ennio Guarnieri Direttore della fotografia che lo ha aiutato molto e, interrogato sulla presenza di Paola Cortellesi nel film, ha detto: “Avevo pochissimo tempo per la realizzazione. Sono felice di aver avuto Paola come attrice, perché è così abile e dà tanta umanità e verità. Con Paola c’è un bel feeling per i tempi recitativi. Non ricordo di averla diretta in realtà perchè era già nella parte da subito. Ha l'arte di nascondere l'arte, una estrema naturalezza. Ha portato se stessa in questo film”. Sotto una Buona Stella è una commedia corale in cui Verdone ovviamente è il mattatore principale, ma lascia anche spazio agli altri protagonisti, portando avanti la storia, scena dopo scena, secondo una struttura che ricorda gli atti teatrali e, l’ambientazione per lo più interna, accentua questo aspetto del film. Gag, battute e situazioni simpatiche e divertenti, si alternano a momenti di riflessione su alcuni dei problemi più sentiti in questo periodo in Italia, come la disoccupazione, la crisi economica e le difficoltà di tante famiglie che, come i Picchioni, si ritrovano a combattere con la dura quotidianità. “Sono osservatore della realtà, leggo e tante idee vengono da lì, da un articolo interessante o altro. Devo raccontare il tempo che sto vivendo e parlarne in un film di genere commedia richiede un grande equilibrio e un certo senso della misura, che è solo frutto di tanta concentrazione da parte del regista e poi nella stesura del copione. Mi interessa fermare il periodo che sto vivendo, con le sue fragilità” ha sottolineato Verdone a tal proposito, aggiungendo: “L’Italia non è un paese per giovani, è fatto di persone anziane che non si spostano. Dovrebbero lasciare il posto ai giovani, che invece se ne vanno. L'80% dei figli dei miei amici che sono andati via, è rimasto il 20% e questo è segno di una crisi europea. Occorrono ricambi generazionali”.

La ricchezza dei film di Carlo Verdone in fondo è proprio questa, riuscire a far convivere insieme la lacrima e il sorriso, come i grandi artisti del passato, come dice Aurelio De Laurentis ricordando che “la commedia nasce dal dramma da sempre in Italia”. Paola Cortellesi, sempre sorridente e con la battuta pronta, ha espresso la sua felicità per aver lavorato finalmente con Verdone, poiché era un desiderio che aveva da sempre, e ha riconosciuto in lui un Maestro e una fonte di ispirazione per il suo registro di recitazione, sempre molto vicino alla commedia e ad un’improvvisazione che coinvolge e diverte.  “Per chi ama un certo tipo di registro, il maestro è Carlo Verdone. La sensazione sul set era quella di aver lavorato con lui da sempre, con una familiarità e una conoscenza profonda che mi ha reso tutto facile. Lui è anche molto rigoroso, e questo aiuta anche per fare gag o scene divertenti e improvvisate. Soprattutto quando oltre ad essere regista è anche l'interprete principale e quindi deve seguire ogni attore ma dare poi un’occhiata anche a se stesso”. 

Anche se il film inizia forse troppo lentamente, come ha notato anche il regista romano ritenendo però quella parte un necessario modo per spiegare al pubblico la situazione del suo personaggio e quello che sta vivendo, l’arrivo di Paola Cortellesi regala il giusto ritmo alla storia e la coppia porta avanti un film coinvolgente, che intrattiene, diverte, ma lascia spazio anche a momenti di commozione. I giovani talenti, Lorenzo Richelmy e Tea Falco si rivelano all’altezza dei colleghi con grande esperienza, e interpretano discretamente i rispettivi ruoli, dando un quadro della gioventù di oggi, sballottata qua e là e senza prospettive chiare per il futuro. “C'è una richiesta di affetto e protezione in giro. Noi anche sul set abbiamo coinvolto ragazzi giovani che erano felici di essere lì, e si sono affidati a noi. Capisci che è un periodo di confusione e questa accoglienza si cerca. Secondo me è un momento di grande solitudine” ha concluso Verdone, dando ancora una volta la prova che in fondo, parlare dei problemi della società attraverso il sorriso, spesso manda un messaggio più forte di una drammatica verità, nuda e cruda.

Scritto da Letizia Rogolino
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