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Carlo Mazzacurati: Tre Volte Venezia

Attualità, Interviste, Personaggi

02/09/2010

Carlo Mazzacurati ha un record molto interessante quest’anno al Festival di Venezia: il suo film La Passione è uno dei quattro film italiani in concorso. Interpretato da Silvio Orlando, Kasia Smutniak, Corrado Guzzanti e Cristiana Capotondi la pellicola racconta le vicissitudini di un regista cinematografico obbligato dalle circostanze a dirigere una rappresentazione pasquale della passione di Cristo. Al Lido, però, verranno presentati anche il documentario fuori concorso intitolato Sei Venezia un personalissimo ritratto della città lagunare e il film Notte Italiana per celebrare il ventitré anni della Settimana della Critica. “Sono colpito dalla scelta del mio film per questo evento". Dice Mazzacurati “Notte Italiana è un film abbastanza lontano nel tempo, evidentemente, anche se a me sembra di averlo girato ieri".

Cosa racconta La Passione?

E’ la storia di un regista reduce da un periodo lavorativo molto difficile, costretto dagli eventi ad accettare una posizione un po’ a rischio ovvero dirigere la rappresentazione pasquale della passione in un paese, per evitare la denuncia da parte del sindaco per avere danneggiato involontariamente un prezioso quadro rinascimentale. In un certo senso questo film rappresenta una sorta di meditazione sul mestiere di regista come un qualcosa che ti costringe ad esporti e, in un certo senso, a salire su un piedistallo davanti a persone che pretendono da te il sentirti raccontare qualcosa di interessante. E’ anche una riflessione sulla fragilità e le paure delle persone che fanno questo lavoro, nonché sul loro contrario ovvero il piacere e il senso di gratificazione. Come protagonista di questa storia ho scelto Sivio Orlando un attore che con me aveva fatto un film del 1993 intitolato Un’Altra vita cui sono ancora legatissimo per tutta una serie di ragioni. In quella produzione ho avuto modo di scoprire tutta una serie di qualità della sua recitazione e la sua grande capacità interpretativa di dare delle sfumature ‘immense’ come attore. Ritrovarsi dopo un certo numero di anni è stato un grande piacere, poi, mi sembra che abbia portato avanti un lavoro speciale riuscendo ad essere al tempo stesso ironico, spiritoso, profondo, complesso e malinconico. La sua interpretazione è stata davvero notevole. Non lo considero una sorta di alter ego, ma certo il protagonista perfetto di una visione catastrofica ed estrema del lavoro di regista.

Cosa significa per un regista raccontare un regista?

In un certo senso La Passione affronta uno dei temi fondamentali per chi fa il mio mestiere, ovvero il mantenere oppure il perdere passione nei confronti di quello che si fa. Il protagonista interpretato in maniera notevole da Silvio Orlando si confronta con il rischio della perdita di energia per colpa dei dispiaceri e degli inevitabili dolori. La passione è indispensabile per raccontare e ipnotizzare. E’ un film sul raccontare, ma anche sull’Italia: su dove siamo arrivati e su come l’Italia abbia perso il gusto per la bellezza.

Notte Italiana raccontava, invece, da dove siamo partiti: avere i due film nello stesso Festival che percorso traccia?

Un viaggio travagliato e frastagliato: sul piano personale, per quanto riguarda lo stile, ovviamente c’è stata una trasformazione. Entrambi i film prendono la temperatura del nostro paese. La passione è in parte anche una commedia, ma al tempo stesso è molto legato al bisogno di fare una riflessione attraverso una storia sull’epoca in cui viviamo e sul nostro paese. Si ride, ma al tempo stesso c’è uno sguardo di affetto verso il mondo che ci circonda.

 

Scritto da Marco Spagnoli
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