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Carlo Mazzacurati, le scene dei suoi film più importanti

Attualità

02/05/2014

Scomparso a causa di una grave malattia, all’età di 57 anni, il regista padovano Carlo Mazzacurati è riuscito a terminare il suo ultimo film La Sedia della Felicità, in sala dal 24 Aprile con un cast composto da Valerio Mastrandrea, Isabella Ragonese, Silvio Orlando, Giuseppe Battiston, Antonio Albanese, Marco Marzocca e Fabrizio Bentivoglio. Il film racconta di un tesoro nascosto in una sedia, con il tono di una commedia intelligente e originale, che offre diversi spunti di riflessione. Un’ estetista e un tatuatore si incontrano e si innamorano, mentre danno la caccia a questo tesoro, e un prete incombe su di loro come una minaccia. L’ultimo film di Mazzacurati risulta un’ avventura rocambolesca, tra colpi di scena, battute ed equivoci, sullo sfondo di un Veneto ritratto dalla pianura alle vette delle Dolomiti. 

Durante la sua carriera, Mazzacurati ha solitamente ritratto un microcosmo particolare, fatto di personaggi sfortunati, in situazioni economiche scomode che, pur tentando ogni strada, non riescono ad uscirne vittoriosi. Dopo alcune importanti collaborazioni con Gabriele Salvatores e Nanni Moretti, Mazzacurati firma la regia di Un’Altra Vita con Silvio Orlando e Claudio Amendola nei panni dei due protagonisti. Ma uno dei primi successi è Il Toro, film del 1994 con Diego Abatantuono, che vince il Leone d’argento a Venezia e la coppa Volpi per l’interpretazione di Roberto Citran. Il film racconta la storia di due allevatori in cassa integrazione che rubano un toro e cercano di venderlo, attraversando l’ex Jugoslavia desolata e confusa. Di seguito la scena finale del film. 

Nel 1996 realizza Vesna va Veloce, in cui racconta la storia di una giovane ragazza della Repubblica Ceca, che si allontana dalla comitiva e si stabilisce a Trieste, iniziando a fare la prostituta. Un giorno a Rimini incontra un muratore che cerca di instaurare con lei un rapporto più importante, un’amicizia e una relazione vera.  

Nel 2000 invece Antonio Albanese e Fabrizio Bentivoglio sono i protagonisti del suo film La Lingua del Santo, selezionato tra i film in programma alla 57° Mostra del cinema di Venezia. In questa occasione Mazzacurati abbandona la sfera drammatica per una comicità più leggera che fa comunque riflettere su alcuni passi della vita. Ambientato nella provincia veneta, il film racconta la storia di Willy e Antonio, protagonisti di un viaggio in bicicletta da Padova, fino alle colline venete e alla laguna veneziana.

Ricordando tempi più recenti, Mazzacurati ha portato sul grande schermo il film L’Amore Ritrovato, una storia d’amore intensa e tormentata, interpretata da Stefano Accorsi e Maya Sansa negli anni Trenta. Sullo sfondo della provincia toscana, il regista racconta la storia di un impiegato di banca padre di famiglia, che incontra Maria, un suo vecchio amore e la passione torna ad incendiare i loro cuori, ispirandosi al romanzo di Carlo Cassola.  

Nel 2007 esce La Giusta Distanza, presentato in anteprima al Festival del Cinema di Roma, un giallo che vuole parlare del malessere sociale contemporaneo, attraverso la storia di una giovane e bella maestra elementare che arriva in un piccolo paesino alle foci del Po e inizia una storia d’amore con Hassan, un meccanico tunisino rispettato. La passione però diventa tragedia e il film permette di denunciare anche la pesantezza dei pregiudizi e alcune colpe della giustizia in Italia. 

Prima dell’ultimo La Sedia della Felicità, il regista italiano firma l’opera La Passione, in cui un regista creativo di mezza età decide di rimettersi a lavorare dopo cinque anni di pausa, realizzando un’idea per fare contenta una diva televisiva capricciosa. In Toscana si ritrova a curare una Sacra Rappresentazione di un piccolo paese. Nel cast Silvio Orlando, Cristiana Capotondi, Stefania Sandrelli, Giuseppe Battiston e Corrado Guzzanti

Carlo Mazzacurati ci ha regalato alcuni film degni di essere ricordati, che raccontano dei mondi spesso in ombra legati a realtà difficili e provinciali, che è importante illuminare con l’arte e far conoscere al grande pubblico. Lo sguardo di Mazzacurati è ancorato ai dettagli e alle piccole cose, intrise di semplicità e nostalgia, ma intense in modo attuale.

Scritto da Letizia Rogolino
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