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Carlo Bixio

Attualità

06/07/2007

Più Europa nella Fiction

Se Aurelio De Laurentiis è a tutti gli effetti l'inventore del cinepanettone natalizio, Bixio è il massimo esperto di famiglie in formato televisivo. E' il papà di Un medico in famiglia, Lo Zio d'America e I Cesaroni, di cui il Roma Fiction Fest presenta questa sera un'anteprima assoluta della  seconda serie (che andrà in onda nel gennaio 2008).
Impegnato sia a livello imprenditoriale con la Publispei, una delle più importanti realtà produttive nel mondo della televisione italiana, che a livello associativo, è vicepresidente della APT, l'Associazione Italiana dei Produttori Televisivi, vede nello sviluppo della fiction seriale una delle principali chiavi di crescita di una industria europea dell'audiovisivo, capace di fronteggiare quella americana.

Da produttore come orienta le sue scelte e quanto ritiene di dover partecipare alla realizzazione dei progetti, sia in fase di sceneggiatura che di regia?
"Per quanto riguarda le scelte produttive seguono una precisa linea editoriale. In fase realizzativa credo che la responsabilità di un produttore sia di riuscire a dar vita e a far crescere un prodotto. Pertanto la sua mano e il suo stile devono essere riconoscibili, una sorta di marchio di fabbrica".
Tra le moltissime serie che ha prodotto quali preferisce?
"La Publispei ha molti fiori all'occhiello. Posso citare 182 puntate di Un medico in famiglia, 52 puntate de I Cesaroni, 12 episodi di Lo zio d'America, Piovuto dal cielo, Un posto tranquillo, Ti piace Hitchcock?, Compagni di scuola, Raccontami una Storia, Attenti a quei Tre, Il Padre delle Spose".
Qual'è il segreto del successo di I Cesaroni?
"I Cesaroni sono una 'ciurma'. Tutti per uno ed uno per tutti. Solo così ci si difende dai colpi bassi inferti alle famiglie del nostro tempo e dalle difficoltà del quotidiano. Ogni coppia moderna porta con se difetti, insicurezze e speranze che fanno riscoprire nella convivenza il gusto del matrimonio".
La scommessa di I Cesaroni 2?
"Cesaroni 2 mette alla prova i sentimenti di due ragazzi che hanno paura dell'immensità dell'amore. La scommessa che abbiamo fatto con i telespettatori è di riuscire a crescere ancor di più".
Qual è la parte più difficile del suo lavoro?
"L'organizzazione aziendale. Nel nostro lavoro tutti si sentono creativi, ma per crescere e diventare industria c'è bisogno di processi lavorativi ed innovazione".
Ci sono possibilità di sviluppo nel mercato internazionale per le fiction italiane?
"Credo molto nella possibilità di espansione internazionale della fiction europea. Per competere con gli americani bisogna sentirsi europei, pensare europeo, vivere in europa abbracciando lingue e culture".
Quali sono i rischi maggiori di una vasta co-produzione?
"Non ci sono rischi per una vasta co-produzione, ma scelte. Ci saranno idee diverse per un mercato sempre più esigente".
Progetti in questa direzione?
"Progetti seri internazionali: Sissi, Chopin, the dream touch, Laconia, Una Suora nel West, ma soprattutto due speranze: Dante Innamorato e I Fiorentini".







Scritto da ADMIN
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