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Captain America: Nuovo Supereroe Usa ma non è un film imperialista!

Attualità, Interviste

20/07/2011

Captain America nasce nel 1941 come personaggio dei fumetti ideato da Joe Simon e Jack Kirby per la Marvel. Durante la guerra rappresentò l’immagine di un’America libera e democratica, salvo poi, a conflitto finito, essere ‘dimenticato’. L’eroe patriottico fu rilanciato negli anni ’60 dal fumettista Stan Lee che, eliminati gli aspetti più propagandistici, ne fece una bandiera della legalità contro corruzione e ingiustizie sociali.

Ora, per la precisione venerdì 22 luglio – in contemporanea con gli Usa - uscirà nei cinema Captain America: Il Primo Vendicatore per la regia di Joe Johnston con protagonista Chris Evans e un cast che vanta l’inglese Hayley Atwell oltre a Hugo Weaving, Sebastian Stan, Toby Jones, Tommy Lee Jones, Dominic Cooper, Stanley Tucci.

Durante le interviste rilasciate a giornalisti americani il regista ci tiene immediatamente a precisare, il dato fondamentale, il concetto che gli sta maggiormente a cuore: “Un’America spaventata dalla guerra in Europa e da mire imperialiste e bellicose, quindi armata nel presupposto di una guerra giusta, rivolta a combattere oppressioni e dittature è una determinata situazione. Ma, attualmente, se qualche Paese, dalla Russia alla Germania, alla Corea del Sud, pensa di osteggiare il film per quello che ha rappresentato Captain America o perché vede nell’America di oggi un Paese oppressore, ribadisco: il nostro non è un film politico. Si svolge nella II° Guerra Mondiale, con le uniformi d’epoca russe, tedesche, americane, ma gli sceneggiatori hanno smussato i toni da fumetto dove il generale Patton dichiarava: “Le guerre si combattono con le armi, ma sono gli uomini e gli ideali di una nazione a vincere”.

“In tempi – continua Johnston – in cui tanti giovani americani, e non, muoiono in altre guerre da troppi anni, proprio non ci interessava fare propaganda, ma raccontare la storia di un ragazzo mingherlino, respinto alla chiamata alle armi, ma che poi viene prescelto, proprio perché i deboli conoscono il valore della forza, per un esperimento militare che iniettandogli un siero lo fa diventare un uomo con bicipiti potenti”.

“Sin dall’inizio avevamo deciso di distribuire il film in alcuni Paesi con il solo titolo The First Avenger – Il primo vendicatore... se nasceranno polemiche, dimostreranno solo il totalitarismo di cui sono intrisi queste nazioni”.

Anche Chris Evans, il protagonista già famoso per avere impersonato la Torcia Umana nella saga dei Fantastici 4, aggiunge: “Nel film una delle mie battute è: ‘Non sono un supereroe, sono soltanto un ragazzo di Brooklyn’. Questo a conferma totale di quello che ha detto Joe. Captain America non ha nessuna intenzione di incensare gli Stati Uniti attraverso questo personaggio. Ripeto si tratta di una storia spettacolare, fantastica, con grandi scene di massa, effetti speciali, un ottimo cast e anche una storia d’amore”.

“Il copione – continua Evans - mi ha convinto immediatamente. Il personaggio di Steve Rogers, gracile e apparentemente debole, poi diventa super muscoloso ed è affascinante. Questo cambiamento mi ha ‘costretto’ ad un super allenamento in palestra per un anno e mezzo. La sua individualità è il cuore del film, al pari della storia d’amore con Peggy. Rogers non dice mai ‘io sono super’, è nato povero, vuole dare qualcosa al suo Paese e sarebbe assurdo sovraccaricarlo di connotazioni ideologiche”

Sdrammatizza il tutto il grande Stanley Tucci dicendo: “Io mi sono divertito moltissimo a girare questa pellicola. Concordo con tutto quello che è stato detto ma finalmente ho interpretato uno scienziato che parla con accento tedesco e lavora per gli americani. E’ stata una interpretazione fantastica, una grande opportunità per un attore visto che mi ha ricordato le performance di altri grandi interpreti del passato che hanno ridicolizzato alcune figure potenti – come Presidenti o alte cariche militari - in film che parlavano di guerra e di strategie mondiali”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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