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Cannes tra scandali, metamorfosi, attualità e vecchie glorie

Attualità

20/05/2014

Al giro di boa di metà gara, il primo bilancio del Festival di Cannes sembra decisamente positivo. Con un mix di arte & attualità che si rincorrono in una manifestazione che deve riuscire ogni volta a rinnovarsi e a stupire. E ci riesce. E come al solito è il cinema americano quello più innovativo e coraggioso. Da Maps to the Stars di Cronenberg che ci mostra il lato oscuro di Hollywood con il degrado umano e sociale che sta dietro alla ricerca del successo ad ogni costo. Una mappa con il miraggio del successo per creature orribili, come la diva decadente Julianne Moore che non si vergogna di mostrarsi brutta perfino nell'anima, e che fa sesso in auto con il suo altrettanto squallido chaffeur Robert Pattinson che al secondo film con Cronenberg ha cancellato la sua immagine di romantico vampiro. In tema di metamorfosi anche l'applaudito Foxcatcher di Bennett Miller, con il comico Steve Carell alle prese con un ruolo drammatico, il ruolo di una carriera, di un ricco e complessato ereditiere, attratto dagli uomini muscolosi, che si dedica totalmente a due campioni olimpionici di wrestling, i due fratelli Mark e David Schultz, interpretati da Channing Tatum e Mark Ruffalo. Tratto da una storia vera, Miller, regista di Capote e di Moneyball, riesce a trasformare Carell come aveva già fatto con Philip Seymour Hoffman in Capote.
In tema di scandali Welcome to NewYork di Abel Ferrara con Gerard Depardieu nei panni di Dominique Strauss-Kahn, ispirato alle note vicende sessuali del potente Direttore del Fondo Monetario Internazionale, non lascia nulla alla fantasia iconoclasta del regista newyorchese. In un clima così reattivo fa tenerezza l'apparizione fracassona e ironica a bordo di un carrarmato sulla Croisette delle megastar degli anni 80 Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger, Mel Gibson, Antonio Banderas, Harrison Ford, Jason Statham, Dolph Lundgren e Wesley Snipes per promuovere I Mercenari 3. "Siamo tutti dei bambini molto cresciuti" ha detto Stallone "Siamo ragazzini con l'artrite."

Scritto da Piero Cinelli
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